“De rerum natura” di Lucrezio secondo Roberto Herlitzka

Dal 22 al 25 ottobre (ore 21) al Teatro Basilica (piazza di Porta San Giovanni 10 – a lato della Scala Santa) è in scena “De rerum natura” di Lucrezio nella traduzione e interpretazione di Roberto Herlitzka, a cura di Antonio Calenda
sostenuto dal Gruppo della Creta.
In questo poema epico – filosofo, Lucrezio si fa portavoce delle teorie epicuree riguardo alla realtà della natura e al ruolo dell’uomo in un universo atomistico, materialistico e meccanicistico: un richiamo alla responsabilità personale e di incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, una realtà nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere.

Due serate con il monologhista satirico Giorgio Montanini

Il 26 e 27 ottobre, alle ore 21, sul palcoscenico della Sala Umberto, il monologhista satirico (ma anche attore di teatro, cinema e soprattutto televisione) Giorgio Montanini presenta “Come Britney Spears – Covid19 Version” da lui scritto e interpretato.
Il comico – si legge in una presentazione – sceglie, consapevolmente, una forma espressiva specifica e rigorosa, per veicolare emozioni, pensieri e opinioni. Sceglie il palco. Quando l’emotività del momento porta tutti quanti all’istintiva condivisione e liberazione, il comico ha il dovere di rispettare un religioso silenzio.
La scelta del palco non concede la libertà di sfogarsi sull’onda dell’emotività. Per il profondo rispetto che deve alla sua scelta, non vomita nel calderone. Metabolizza e trasforma ogni stimolo istintivo in un pensiero strutturato.
Un pensiero scevro dell’emotività che, però, l’ha generato. Quando l’artista si confonde in mezzo alla bolgia e non si riesce più a distinguerlo dal resto… smette di essere un artista.
Nel suo nono monologo inedito “Come Britney Spears” Giorgio Montanini mette in discussione l’unico vero baluardo trasversale e condiviso da tutti, quello che tiene in piedi il genere umano: l’antropocentrismo. Quando si è costretti ad affrontare una situazione critica, il confine che separa la consapevolezza dall’isteria è ambiguo, ingannevole. È dalla sua comparsa sul pianeta che l’essere umano cerca disperatamente e ostinatamente il giusto percorso che lo conduca alla serenità, alla pace e alla felicità. Dalla notte dei tempi ad oggi, abbiamo continuamente sbagliato strada a causa della nostra isteria ed inconsapevolezza… E il risultato? Che ci ritroviamo con pochissimi analfabeti, ma tantissimi stupidi.

Allo Spazio Diamante uno spettacolo dei diplomandi della Stap Brancaccio

Allo Spazio Diamante, il 21 e 22 ottobre, va in scena “La ballata dei matti” da “Il tenace soldatino di stagno” di H.C. Andersen, drammaturgia di Daniele Prato, regia di Lorenzo Gioielli (movimento scenico scenico Alberto Bellandi).
Lo spettacolo è realizzato, nell’ambito del progetto “I classici del secolo futuro” con la riscrittura e interpretazione dei diplomandi del terzo anno della Stap Brancaccio, Accademia di recitazione, drammaturgia e regia: Cristiano Arsì, Michele Breda, Teresa Canciello, Diletta Cappannini, Alessio Dantimi, Flaminia Gai, Manuela Milia, Eduardo Rinaldi, Simona Vaira.
Antonio Viscardi è convinto di aver perso una gamba in una guerra che non ha mai combattuto e per questo viene chiuso in manicomio. Lì incontra Eva, una ex ballerina, bellissima e muta di cui s’innamora perdutamente. Ma conquistare il suo cuore non sarà affatto semplice, soprattutto se il destino e una psichiatra cattivissima decidono di mettersi in mezzo. È una storia folle, questa, come i personaggi che la abitano, è un racconto irriverente, paradossale dove essere matti vuol dire essere liberi.
La Stap Brancaccio – si legge in una nota di presentazione dello spettacolo – ha compiuto un altro passo avanti nella coniugazione tra formazione e professionismo, obiettivo dichiarato del Terzo anno dell’Accademia , tramite la collaborazione anche di registi e drammaturghi esterni al percorso didattico dell’Accademia stessa.

Spazio Diamante – Via Prenestina 230b – Tel. 06/27858101 – Prezzo biglietto: 8 euro – Informazioni e prenotazioni: 06/87671757, cell. 340671647 – Ingresso obbligatorio con mascherina per via delle vigenti norme in materia di prevenzione dal Covid.

Torna in scena “Il caso Dorian Gray” di Giuseppe Manfridi

Al Teatro Tor Bella Monaca – Sala piccola, il prossimo week end è in scena “Il caso Dorian Gray” di Giuseppe Manfridi, con Manuele Morgese, regia di Brando Minnelli. Lo spettacolo ha vinto prestigiosi riconoscimenti come il Premio Ennio Flaiano, nel 2009, per il “miglior giovane attore”, il Premio Vittorio Gassman, nel 2010, per il “miglior attore giovane dell’anno 2010” e il Premio Napoli cultural classic 2011 per il “miglior spettacolo dell’anno”.
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“Flautissimo” al Teatro Palladium festeggia la 22esima edizione

Il 24 ottobre, al Teatro Palladium, prende il via la ventiduesima edizione di “Flautissimo”, manifestazione che affonda le sue radici nella musica classica, e che anno dopo anno ha rivolto il suo sguardo anche ai nuovi linguaggi dello spettacolo contemporaneo per presentare oggi un calendario fatto anche di teatro per tutte le età, musica d’autore e performance crossdisciplinari.
L’apertura del festival, il 24 ottobre (ore 18 e 21) è affidata alle esibizioni di quattro importanti protagonisti dello strumento, i flautisti Silvia Careddu, Matteo Evangelisti, Adriana Ferreira e Riccardo Ghiani che, accompagnati al pianoforte da Francesca Carta, eseguiranno musiche di Schubert, Mozart, Beethoven, Jolivet, Arrieu, Gaubert, Debussy e Connesson.
“Flautissimo” continua con un programma che comprende importanti nomi del panorama teatrale e musicale italiano. Il 25 ottobre, per la prima volta a Roma, Michele Sinisi porta in scena una personalissima versione di “Amleto” / Il 7 novembre una prima assoluta con una delle principali protagoniste del teatro contemporaneo, Maria Paiato con “Tre piani” (dell’autore israeliano Eskhol Nevo) con la regia di Stefano Cioffi e le creazioni musicali elettroniche dal vivo di Dario Felli.
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Torna in scena un “intreccio imprevedibile” di Alessandro Benvenuti

Dopo l’annullamento dovuto all’improvviso lockdown di marzo arriva finalmente al Teatro Tor Bella Monaca l’atteso “Chi è di scena” di Alessandro Benvenuti. Che sarà rappresentato per due settimane con una programmazione dal venerdì alla domenica, per il 1° fine settimana, e per i due successivi dal giovedì alla domenica (v. in calce le date).
Alessandro Benvenuti torna dunque sul palco del Teatro di cui è direttore artistico, con lo spettacolo da lui scritto, diretto e interpretato, già proposto con successo nella stagione 2017. Con Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti.
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La lunga storia, che viene da lontano, dell’incompiuta “Zaide” di Mozart

La programmazione del Teatro dell’Opera prosegue con la terza produzione pensata in chiave anti-covid : domenica 18 ottobre, per la prima volta al Teatro Costanzi, va in scena “Zaide” di Mozart, in un nuovo allestimento firmato da Graham Vick. Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera il suo direttore musicale, Daniele Gatti. Prevista la partecipazione straordinaria di Remo Girone nel ruolo del narratore.
Mai eseguito all’epoca di Mozart, ha avuto la prima rappresentazione postuma a Francoforte il 27 gennaio 1866. Mozart iniziò a comporlo tra il 1779 e il 1780, ma lo lasciò incompiuto al secondo atto. Anche il libretto, scritto da Johann Andreas Schachtner, è andato perduto. Non sappiamo se l’opera sia stata pensata in due o tre atti, disponiamo soltanto di quindici brani musicali. Le rare volte che “Zaide” è stata eseguita si è tentato di ovviare alla sua incompiutezza integrandola con recitativi per completare il libretto e con altre partiture del genio di Salisburgo per rimediare alla mancanza di un’ouverture e di un finale.
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Una “regia pulp” per il Pirandello di Edoardo Erba alla Sala Umberto

Fino al 25 ottobre, al Teatro Sala Umberto, è in scena lo spettacolo che ha aperto la stagione 2020-2021 (e che sarebbe dovuto andare in scena nel maggio scorso): “Maurizio IV” – Un Pirandello pulp, di Edoardo Erba, con Gianluca Guidi, che firma anche la regia, e Giampiero Ingrassia, musiche di Massimliano Gagliardi.
Siamo in prova, sul palco dove dovrebbe andare in scena “Il gioco delle parti” di Pirandello. Maurizio, il regista dello spettacolo, si aspettava un altro tecnico per il montaggio e il puntamento delle luci, ma si presenta Carmine, un siciliano di mezza età, indolente, che non sembra aver molto entusiasmo per il lavoro.
Carmine è appena assunto e non sa nulla dello spettacolo, così Maurizio è costretto a ripercorrere tutto il testo per farglielo capire. Oltre a essere svogliato, Carmine soffre di vertigini e ha paura a salire sulla grande scaletta mobile che è in scena, e pur di non farlo si mette a discutere su ogni dettaglio della regia.
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Una coppia in cerca d’amore (con la paura di trovarlo)

Torna in scena, in una versione completamente rinnovata, una delle commedie più vivaci e piene di buon umore degli ultimi anni: “La stranissima coppia” scritta e diretta da Diego Ruiz (Carpe Diem Produzion): fino al 1° novembre, al Teatro Manzoni. Protagonisti Manlio Dovì e Patrizia Pellegrino.
Uno sguardo divertito al rapporto di coppia con particolare riferimento ai “single forzati”, uomini e donne che si ritrovano, loro malgrado, improvvisamente soli, con l’assoluta necessità di rifarsi una vita sentimentale, ma con l’inevitabile istinto di difendersi dalle frecce avvelenate di Cupido.
Sono persone in cerca d’amore ma con il terrore di trovarlo, gente che vuole rimettersi in gioco, ma non si ricorda più come giocare.
Patrizia e Manlio sono esattamente così: è il loro primo appuntamento e si sono preparati a lungo per questa serata, entrambi aspettandosi molto da questo incontro. Ma saranno pronti a cedere di nuovo alle sinuose tentazioni dell’amore? Riusciranno almeno a nascondere ansie e pregiudizi e a risultare affabili e seducenti come si erano ripromessi?

Una “analisi”, musicale e comica, di Ulisse e la sua Odissea

Al Teatro Ghione da domani, giovedi 15 a domenica 19 ottobre, è in scena “Oh! Diss’ea” di Roberto Ciufoli anche interprete insieme a Simone Colombari e a Max Paiella, che firma anche le musiche.
Una riscrittura del poema omerico, un’occasione irrinunciabile per un’approfondita analisi comica e musicale: da non perdere, anche per i non curiosi…
Ulisse e il suo viaggio senza fine – un esempio per tutti, la curiosità, la voglia di conoscere e di esplorare che c’è .o ci dovrebbe essere, in ognuno di noi. Dopo il lungo assedio di Troia è partito, diretto verso la sua Penelope o ha bighellonato senza trovare la strada di casa per dieci anni prima di approdare alla sua bella Itaca?

Teatro Ghione – via delle Fornaci 37 – Tel. 06/ 6372294.