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Al Vascello soprattutto danza e musica
con sguardo vivace sulla contemporaneità

La stagione 2009-2010 del Vascello-Teatro Stabile d’Innovazione si apre con lo spettacolo di danza e musica contemporanea “Allalunalaloneh” della Compagnia Altroequipe 2009, coreografie di Lucia Latour, architetture di Orazio Carpenzano, musiche di Davide Baritoni (video live Cosimo Caroppo, videomaker performance Roberto Carotenuto). Interpreti: Marta Bichisao, Giulia Iafisco, Ilaria Malovini, Jessica Santodomingo, Emanuela Ventura (dal 29 settembre al 4 ottobre).

La serata del 6 ottobre è dedicata alla musica contemporanea, con la presenza del gruppo Medusa’s Spite (Stefano Daniele voce, tastiere, chitarra acustica, Paolo Daniele voce, chitarra, electronics, con Axel Donnini basso, Fabio De Angelis batteria) che presenta l’ultimo album “Morning doors (the glass path), capitolo conclusivo di un audio-cortometraggio iniziato nel 2005 con “Morning doors”. Due album complementari legati da un filo narrativo tessuto da immagini sonore – musica concreta – e coloriture elettro-rock. Armati di microfono, come moderni sociologi, i Medusa’s Spite hanno catturato i rumori musicali della vita ordinaria, mescolandoli alla loro musica elettronica dalla radice new wave, imbevuta nelle più attuali timbriche scandinave.

Il 7 e 8 ottobre, un felice ritorno in scena, quello del collaudato “Marx a Roma” - da Marx a Soho – di Howard Zinn, spettacolo della compagnia La Fabbrica dell’Attore presentato in collaborazione con il Municipio Roma XVI. Traduzione e adattamento di Andrea Grignolino, con Graziano Piazza (Karl Marx) e Francesca Fava (Jenny, sua moglie). Regìa di Giancarlo Nanni / “Potete spargere la voce: Marx è tornato! Per poco tempo.” Inviato per errore a New York, invece che nel quartiere di Londra dove aveva vissuto, Karl Marx torna in terra per spiegare le sue ragioni. È malinconico e sarcastico, portato al ricordo e disincantato commentatore dei trionfi del capitalismo contemporaneo. È tornato soprattutto per porre una domanda: perché mai da più di un secolo tutti sentono il bisogno di ripetere che le sue idee sono morte?” Howard Zinn riesce, in questa pièce all’apparenza stravagante, a unire un’attenta conoscenza della biografia di Marx a una brillante vena polemica. Il suo intento, scrive nella presentazione, non è solo quello di illuminare “il suo tempo e il posto che Marx vi occupava, ma il nostro tempo e il posto che vi occupiamo noi”. Gli ideali socialisti sono spiegati molto razionalmente, ma la critica all’America è feroce perchè è Zinn che parla attraverso Marx.

Sabato 10 e domenica 11 ottobre, in prima nazionale e in collaborazione con Festival Romaeuropa, “Extravadance”: parte I – “Corbeau” coreografia Myriam Gourfink, con Gwenaëlle Vauthier, musiche Kasper T.Toeplitz - parte II – “Pour tout l’or du mond” coreografia e danza di Olivier Dubois con Gwenaëlle Vautier / Due voci nuove della coreografia: riflessiva e intima quella di Myriam Gourfink, esuberante e ironica quella di Olivier Dubois, personalità tra loro molto lontane, unite però in una serata dove la danza contemporanea dialoga in diversi modi con la fulgente eredità del balletto classico. In apertura di serata va in scena un incontro del tutto particolare: avviene tra la coreografa contemporanea Myriam Gourfink e la danzatrice classica Gwenaëlle Vauthier.

Ancora danza contemporanea il 13, 14 e 15 ottobre con la compagnia del Gruppo Mandala in “Butterfly” - Spettacolo m multimediale, drammaturgia e testi: Lucien Bruchon, coreografia: Paola Sorressa. Musiche originali di Roberto Coccia, scenografie v ideo di Roberto Carotenuto. Danzatori: Giorgia Antonelli, Giordana Cosimi, Matteo Occhipinti, Valentina Palombo, Paola Sorressa, con la partecipazione straordinaria di Lucien Bruchon / Lo spettacolo è una rivisitazione delle fasi della Liberazione dell’Uomo Addormentato “in una visione spirituale attraverso la metafora della crisalide”.

Il 17 ottobre, la compagnia Deja Donne presenta “A Glimps of Hope”, regia e coreografia: Simone Sandroni & Lenka Flory, con Virginia Spallarossa, Eleonora Chiocchini, Daria Menichetti, Morena de Leonardis, Andrea Bartola, Simone Sandroni. Musica originale Luigi Ceccarelli (drammaturgìa musicale di Luigi Ceccarelli e Gaëtan van den Berg) / Seconda parte di una trilogia dal titolo “Happiness is Only a Question of Habit”. Lo spettacolo “vuole essere tragicomicamente una finestra sulla pura azione di quattro donne”, eterogenee per età, morfologia, carattere; portatrici di sogni, di aspirazioni rivoluzionarie, di ideali dal voler cambiare il mondo a quelli più piccoli, intimi personali: queste creature agiscono, si scontrano, si mettono in mostra, si affermano individualmente per poi unirsi nell’estrema diversità”.

Dal 18 al 22 ottobre, Teatro e Circo con “Ribolle”, spettacolo adatto a tutte le fasce d’età che incanta dai bambini agli anziani. Una creazione di Renzo Lovisolo e Michelangelo Ricci, con Simona Baldeschi, Maria Grazia Fiore, Maurizio Muzzi, musiche di scena di Claudia Campolongo / “Ribolle” è un viaggio tra bolle di sapone d'ogni forma e dimensione, da quelle giganti a quelle piccolissime, da quelle che nascono dalle semplici mani nude e da un soffio a quelle generate da complesse procedure o da attrezzature improbabili. E’ un racconto visivo e musicale che trasporta in un mondo di bolle dalle forme geometriche danzanti, bolle multiformi dal carattere addomesticabile e docile a momenti incontenibilmente ribelli e sfuggenti, bolle dalle sembianze umane o di sogno, che nel loro volteggiare o sparire raccontano episodi di vita reale e di favola fantastica in un succedersi di quadri pantomime e gag che mettono lo spettatore “in una sorta di sospensione temporale, di incanto primordiale”.

Dal 20 ottobre al 1° novembre 2009 (nella Sala 2) la compagnia La Fabbrica dell’Attore presenta “Il desiderio di conoscere: donne, scienza e teatro” da “The Longing to Understand” di Jane Cox (traduzione di Andrea Grignolino), con Francesca Fava, regia di Graziano Piazza / "The Longing to Understand", è un monologo sulla vita di Barbara McClintock, la genetista americana che dallo studio sulle piante del mais scoprì “i transposoni”, elementi genetici detti anche “jumping genes”, per i quali ricevette il Premio Nobel all'età di 81 anni, trent'anni dopo le sue scoperte. “Il desiderio di conoscere” è anche il desiderio di superare i ruoli predefiniti e le aspettative che la società attribuisce al genere femminile (e agli individui in generale), dalle pressioni familiari di diventare, come avrebbe desiderato la madre di Barbara, una “un'amabile figlia, una moglie amabile e infine una madre amabile”, alle costrizioni istituzionali che educano le donne ad assoggettarsi o peggio segregarsi professionalmente in “ruoli femminili”, sopratutto nei settori scientifici, nei laboratori, nelle università, nei centri di ricerca.

Inoltre dal 15 ottobre al 13 novembre, partirà presso il Teatro Vascello un Laboratorio gratuito che si articolerà in sette incontri su “Donne Scienza e Teatro” rivolto agli studenti del Dams di Roma 3, coordinati dall’esperto scientifico Andrea Grignolio, dal regista Graziano Piazza, dall’attrice Francesca Fava e supervisionato dai direttori artistici del Vascello Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann.

Il 24 e 25 ottobre, ancora in collaborazione con Festival Romaeuropa , un’altra prima nazionale , “Boléro Variations”, ideazione e coreografia: Raimund Hoghe interpreti: Ornella Balestra, Lorenzo de Brabandere, Emmanuel Eggermont, Raimund Hoghe, Yutaka Takei, Nabil Yahia-Aïssa. Musiche: Maurice Ravel, Giuseppe Verdi, Pëtr Il'ic Cajkovskij, Boleros dell'America del Sud, eseguite da Marguerite Long, Maurice Ravel, Leonard Bernstein, Robert Casadesus, Benny Goodman, Morton Gould, Pierre Monteux, Maria Callas, Anita Lasker-Walfisch, Chavela Vargas, Pedro Infante, Doris Day, Tino Rossi, Luis Mariano, Mina... / C’è una pulsazione al fondo dell’esistenza? e potrebbe essere quella del bolero? A queste domande sembra voler rispondere Raimund Hoghe trasmettendo l’energia di una danza dalle origini misteriose. In “Boléro Variations”, i bolero latino americani contaminano l’andamento seducente del celeberrimo brano di Maurice Ravel, in uno spettacolo di teatro danza che esalta le variazioni del vivere fino alle sue oscillazioni più infinitesimali. Scrittore, giornalista, sceneggiatore Hoghe è stato per lungo tempo drammaturgo di Pina Bausch ed è arrivato alla coreografia nel 1984, mettendosi in gioco anche in prima persona sul palcoscenico. Cinque danzatori, compreso Hoghe, e una danzatrice “incrociano i loro destini nello spazio scenico delimitato dalla luce, raramente toccandosi e talvolta restandone perfino ai bordi nella penombra.

Dal 30 ottobre al 1° novembre 2009, il Centro Internazionale delle Arti Contemporanee presenta “M'amanonm'ama” - Ragazza magra con chiodo fisso cerca amante nature morte per relazione definitiva – di Luigi Saravo, con Simona Augelli, Ottavia Bianchi, Elisa Cassero, Patrizia Ciabatta, Massimo Fanelli, Gloria Gulino, Monica Mignolli, Valeria Milillo, Alessandra Mortelliti, Emanuele Silvestri, Claudia Vegliante (che cura anche le coreografie) / La seconda parte del titolo nasce da un annuncio su un quotidiano (gratuito) in distribuzione all’uscita di una linea della metropolitana. Un messaggio in codice per qualcuno capace di riconoscerne i riferimenti, come del resto altri sullo stesso giornale? Che cosa poteva esserci dietro questo messaggio?

Dal 3 all’8 novembre 2009 , presentato da TreQuinte Produzione Spettacoli, “Karma Party”, di Vittorio Centrone, Francesco Polizzi e Francesco Lenzi, con Luca Klobas e Magda Gomes Regia di Francesco Polizzi / Si parla degli anno Ottanta: la musica e la memoria, i padri e i figli, la rivoluzione e l’integrazione, la vendetta e il perdono. Lo spettacolo è nato dal desiderio di raccontare un’epoca, e di mettere alla prova il luogo comune che li ha etichettati come “anni di plastica”, solo disimpegno ed edonismo.

Dal 10 al 22 novembre, la compagnia La Fabbrica dell’Attore, in collaborazione con Officine Puricelli, presenta “A cena con gli amici” di Donald Margulies (Premio Pulitzer 2000), traduzione e adattamento di Paolo Zuccari, anche regista e interprete con Paolo Giovannucci, Antonella Attili, Teresa Saponangelo / Racconto di un sistema relazionale tra due coppie. Una di queste si separa e l’altra ne subisce gli effetti aprendo al suo interno domande nuove e inaspettate. Uno sguardo impietoso e a tratti ironico sulle relazioni nella “società liquida” teorizzata da Zygmunt Barman.
Dal 24 novembre al 6 dicembre, ancora La Fabbrica dell’Attore con “Il misantropo” di Moliére (traduzione di Cesare Garbali), con Paolo Giovannucci, Barbara Chiesa, Luigi Di Pietro, Dajana Roncione, Daniele Paoloni, Elodie Treccani, Paolo Zuccari, Michele Bevilacqua, Lorenzo Battisti. Regìa di Paolo Zuccari.

Dall’ 8 dicembre al 3 gennaio, Flavia Mastrella e Antonio Rezza in “7 14 21 28” con Ivan Bellavista.

Per la rassegna Il Vascello dei Piccoli, dal 21 novembre al 6 dicembre, “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi, con la compagnia Nomen Omen, riduzione, adattamento e regia di Danilo Zuliani.

Informazioni: Teatro Vascello – via Giacinto Carini 78 – Tel. 06/ 5881021 – 06/5898031.