Home



  Palcoscenico

  Appuntamenti

  Hanno detto

  Scaffale

  Curiosità

  Spazio aperto








  Scrivici
Il Teatro Valle Occupato e i progetti
dell’assessore Dino Gasperini

Dal Teatro Valle Occupato, riceviamo e pubblichiamo:

“Con grande sorpresa accogliamo le dichiarazioni dell’assessore Dino Gasperini che in piena crisi mimetica annuncia di aver iniziato a lavorare per la creazione della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea. Si tratterebbe di una bella notizia se solo non arrivasse così in ritardo e decisamente a sproposito. Da mesi centinaia di lavoratori dello spettacolo, operatori e artisti al Valle Occupato stanno già lavorando alla nascita di una fondazione bene comune dedicata all'elaborazione drammaturgica e alla narrazione del presente.
“ Non l’ennesima burocrazia pubblica granitica e astratta, ma un luogo vivo che nasce da una lotta appassionata e dalle competenze di chi quotidianamente vive il teatro e la cultura. Stiamo sperimentando concretamente modelli di formazione e di gestione che guardino oltre l’esistente. A tali modelli stiamo costruendo solide basi giuridiche per uno statuto innovativo del Teatro come ‘bene comune’ insieme ad Ugo Mattei, giurista estensore dei quesiti referendari sull’acqua.
“Le dichiarazioni di Gasperini sono l'ennesimo maldestro tentativo di rispondere con una logica autoreferenziale calata dall'alto ai bisogni concreti che stiamo esprimendo nell'occupazione del Valle. Abbiamo fin qui deciso di lasciare fuori dalla porta le istituzioni per costruire piuttosto uno spazio di partecipazione diretta per i cittadini e la comunità degli artisti. Ci siamo dati la possibilità di immaginare nuovi modi di vivere e di fare teatro, nella convinzione che i teatri sono stati trasformati in luoghi inospitali e senza vita proprio dalle logiche di spartizione di potere di chi ci governa.
“Occupando il Valle, insieme con la cittadinanza, abbiamo restituito vita a un luogo che rischiava di essere distrutto da logiche di profitto, tra interessi privati e disinteresse delle istituzioni pubbliche. In questi cento giorni al Valle attori, registi, scrittori, cantanti, musicisti, tecnici hanno messo a disposizione la loro arte dando vita a uno spettacolo che dura ogni giorno 24 ore. È un fenomeno di riappropriazione di spazi, di risorse e di agire politico. Un'esperienza in grado di riportare la gente a una dimensione collettiva e all’amore per la creazione artistica come irrinunciabile espressione di una società civile. “Nel vuoto di progettualità culturali creato dall'amministrazione pubblica, converrebbe all'assessore Gasperini trattenere il respiro e rimanere in attesa di vedere cosa sta nascendo dal Teatro Valle occupato. Solo partendo da un’esperienza reale e collettiva si può realizzare un centro in cui elaborare linguaggi capaci di raccontare il presente e di creare immaginari futuri”.