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Al Teatro Roma, storie, atmosfere, umori lingua in “ritratti della nostra città” Il sipario si alza su un nuovo spazio teatrale della Capitale, dopo i lavori di trasformazione di una ex sala parrocchiale (gestita dai Salesiani), grazie alla passione e all’interessamento di Pietro Longhi, attore ed operatore teatrale, nome ben noto da anni al pubblico di un altro teatro romano in cui è di casa – il Manzoni, nel quartiere Prati -, che ha compiuto una analoga operazione con il Teatro Italia (anche di questo è direttore artistico), ex cinema Universal, attualmente presidente dell’Agis Lazio. Ampio ingresso, accogliente sala di 340 posti, al nuovo spazio è dato il nome di Teatro Roma. Il nuovo spazio nasce dall’esigenza di riaffermare “con orgoglio la possibilità teatrali della lingua romana, dalla noia e in alcuni casi perfino dall’indignazione, di fronte ad un uso volgare e scontato - specialmente in campo cinematografico e televisivo – di un lingua tanto amata (dialetto romano e non romanesco, per carità: “Di romanesco, ammoniva Fiorenzo Fiorentini, ci sono solo i carciofi”). Nasce anche, questo Teatro Roma, dalla “voglia di ribellarsi agli stereotipi proposti ossessivamente da improvvisati comici d’accatto. Dall’amore per il cinema degli anni d’oro, per i grandi autori e interpreti romani. Dal desiderio di promuovere e stimolare una nuova generazione di scrittori a confrontarsi con un linguaggio che se usato nel modo giusto, non ha nulla da invidiare ad altre lingue-dialetti ormai da tempo sdoganati dalla critica ufficiale”. Un teatro, quindi, sicuramente popolare, che nasce in un quartiere povero di spazi teatrali – in via Umbertide, traversa della Tuscolana parallela all’Appia, poco prima dell’incrocio con via della Cave -, un quartiere “simbolo di una Roma affamata di grazia e poesia, che si pone l’ambizioso intento di parlare alla sua gente con il suo linguaggio, un tempo disincantato e ironico, oggi certamente più duro e cinico, ma non per questo meno potente drammaturgicamente. Il Teatro Roma vuole essere, prima che un atto d’amore rivolto alla nostra città, un tentativo di restituire la giusta dignità teatrale ad una lingua bellissima”. In questo primo cartellone, sei proposte o riproposte di spettacoli, di successo, oltre che in diverse città italiane, in altri teatri di Roma, anche in questa stagione; lontani, però, da questo quartiere, “fuori mano” per un pubblico che ora ha, invece, il “teatro sotto casa”. L’inaugurazione con “Lo scopone scientifico” di Rodolfo Sonego, adattamento teatrale di Gianni Clementi, regìa di Renato Giordano, con Sydne Rome, Nicola Pistoia, Gabriella Silvestri, Luigi Tani (repliche fino al 25 ottobre) / Spaccato sull’Italia degli anni Settanta, commedia comica e amara, è la storia di Peppino, straccivendolo e Antonia sua moglie, che attendono l’arrivo di una vecchia miliardaria americana, per la consueta partita a scopone scientifico, sperando in una grossa vincita che possa cambiare la loro misera esistenza. Con loro, una intera borgata fa il tifo, dà fondo ai proprii piccoli risparmi per “finanziare” la rischiosa impresa… Dal 27 ottobre al 15 novembre, “Ti sposo ma non troppo”, scritto e diretto da Gabriele Pignotta, anche interprete con Fabio Avaro / Commedia sentimentale tratta da una storia vera nata su Facebook dove una coppia in crisi prima del matrimonio, un single convinto e un cuore spezzato che spera nell’amore eterno, per caso entrano in contatto… Dal 10 dicembre al 3 gennaio, Michela Andreozzi, Augusto Fornari, Massimiliano Giovanetti presentano “Cose di casa”, scritto e diretto da Paola Tiziana Cruciani / Ambientata nella portineria di un condominio di un quartiere romano, durante i “confusi ma entusiastici” anni Settante, la storia racconta la voglia di libertà, la rivoluzione sessuale, la scoperta della politica, la contestazione delle famiglie, i figli dei fiori, le mode i profumi e la musica di quegli anni. Dal 14 gennaio sarà in scena la commedia di Gianni Clementi “Le belle notti”, regia di Claudio Beccaccini / Diciassette giovani studenti occupano un liceo romano il 12 dicembre 1969. Con il trascorrere del tempo, le paure le ansie, le problematiche non faranno altro che unificare il gruppo. La giornata sta per concludersi, quando sopraggiunge la terribile notizia della strage di piazza Fontana. Nella seconda parte dello spettacolo troviamo lo stesso liceo, sempre occupato, ma siamo nel 2000: i giovani contestatori sono i figli degli occupanti di allora. E’ tutta un’altra storia… Dal 9 al 26 febbraio tornano Gabriele Pignotta e Fabio Avaro, protagonisti della frizzante commedia “Una notte bianca”, da Pignotta anche scritta e diretta / La storia è ispirata alla prima notte bianca del 27 settembre 2003, quando alle tre del mattino un black-out cala su Roma, e per ore la città rimane al buio. Tre ragazzi, Davide, Camilla e Andrea, si trovano casualmente a prendere lo stesso ascensore e rimangono bloccati per ore … Nicola Pistoia e Paolo Triestino, saranno in scena dal 9 al 21 marzo con “Muratori” di Edoardo Erba per la regia di Massimo Venturiello / Due muratori sono al lavoro di notte per chiudere abusivamente con un muro il palcoscenico di un teatro in disuso… Lo spettacolo divenuto un vero e proprio “cult”, giunto all’ottava stagione di repliche, è un inno d’amore per il teatro, un “irresistibile ritratto di due perdenti, comico, delicato e poetico”. Chiuderà la stagione “Sugo finto” di Gianni Clementi con Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo, regìa di Ennio Coltorti (8 - 18 aprile) / Due sorelle zitelle trascorrono la propria esistenza in un continuo scambio tragicomico di accuse reciproche. Addolorata subisce, Rosaria domina, fino a quando Rosaria viene colpita da un ictus e la sorella finalmente può rifarsi dei soprusi subiti per tutta una vita… Teatro Roma - Via Umbertide 3 – tel. 06/ 7850626). |