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Quirino / Tredici spettacoli, riletture e novità, dalla tradizione alla modernità La stagione 2009-2010 del Teatro Quirino, direttore artistico Geppy Gleijeses (tredici appuntamenti di prosa, danza, musica e marionette) si apre il 6 ottobre con “Novecento napoletano” di Lello Scarano e Bruno Garofalo, protagonisti Gennaro Cannavacciuolo e Rosaria De Cicco (con Franco Castiglia e Susy Sebastiano) e altri sessanta artisti tra cantanti, danzatori e ballerini: un grande affresco sul “secolo d’oro” della Canzone Napoletana, spettacolo alla sua quarta edizione dopo aver debuttato, nel 1992 a Napoli, e dopo essere stato in tournée a Parigi, Tokyo e Buenos Aires. Le repliche fino al 18 ottobre. Dal 20 ottobre all’8 novembre, Luca Barbareschi e Chiara Noschese sono i protagonisti di “Il caso di Alessandro e Maria” – Curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo -, di Giorgio Gaber e Sandro Leporini, musiche eseguite dal vivo dalla Marco Zurzolo Band, scene di Massimiliano Nocente, costumi di Teresa Acone, regìa di Luca Barbareschi / Dopo l’avventura teatrale de “Il Gattopardo” da un classico letterario, Barbareschi, porta in scena un testo quasi dimenticato, privato ed intimo, raro e prezioso, di un autore di culto come Giorgio Gaber. La commedia, scritta insieme al fedele Sandro Luporini, fu allestita in esclusiva dallo stesso Giorgio Gaber con Mariangela Melato nel 1982. I due personaggi della commedia si innamorano, si punzecchiano, si stuzzicano, comunicano, non comunicano, si confondono, litigano, si assumono i rischi dell’indecisione e della banalità del quotidiano trascinando il loro gioco di coppia nella dimensione astratta e profonda della parola e della musica. La rilettura registica, scanzonata e divertita, nulla toglie alla visione intellettuale che Gaber aveva della sfera affettiva e delle dinamiche emotive dei rapporti d’amore ma anzi la arricchisce in anticonformismo e vitalità. Dal 10 al 29 novembre, Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Leandro Amato protagonisti di “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello, con Massimo Cimaglia, Antonio Ferrante, Franco Ravera, Ferruccio Ferrante, Antonella Familiari, Francesco Pupa, Francesco Sgrò. Progetto drammaturgico di Egisto Marcucci, regìa di Elisabetta Courir /Questa messa in scena del testo pirandelliano, è costruita come un gioco di coppia terribile: Leone e Silla si dilaniano come due belve svelando il paradosso e l’assurdità che corre sotto le situazioni di apparente ordine sociale. Il risultato di questo meccanismo di disvelamento, scopre un mondo senza uscita, senza liberazione, in bilico tra scetticismo e disperazione, ironia e risvolti sinistri. Gabriele Lavia è il protagonista e il regista di “Macbeth” di Shakespeare, con Giovanna Di Rauso / La celebre trama vede protagonista Macbeth che, spinto dalle brame della moglie e da una suggestiva profezia, si macchia di una serie di squallidi tradimenti ed efferati delitti per conquistare il trono di Scozia. Una volta diventato re cadrà vittima delle sue stesse azioni e dei rimorsi, perdendo ogni cosa nell’atto finale che lo vede inesorabilmente soccombere. Lavia, nelle doppie vesti di protagonista e regista, realizza una messinscena d’impatto ponendo l’accento sulla metateatralità del dramma: la tragedia di Macbeth realizza, in questa chiave interpretativa, la grande metafora del Mondo come Teatro, della Vita come Palcoscenico, dell’Uomo come inconsapevole Attore, sprovvisto dei trucchi del mestiere. Dal 1° al 13 dicembre. Dal 15 dicembre al 10 gennaio, “I casi sono due” di Armando Curcio, con Carlo Giuffrè (anche regista) e Angela Pagano, scene e costumi di Aldo Terlizzi, musiche di Francesco Giuffrè / Testo “restaurato” del repertorio otto-novecentesco delal nobile tradizione comica napoletana, lo spettacolo è una farsa dal ritmo scoppiettante che si serve di equivoci e situazioni pieni di sfumature. Uno dei più celebri testi di Pirandello, “Sei personaggi in cerca d’autore”, in scena per la prima volta nel 1921, debutta al Quirino in una edizione di cui Giulio Bosetti è interprete e regista. Accanto a lui, Antonio Salines, Silvia Ferretti, Nora Fuser, Marina Bonfigli. Dal 12 al 24 gennaio. Dal 26 gennaio al 7 febbraio, Alessandro Preziosi è Amleto nel dramma di Shakespeare (traduzione di Eugenio Montale, riduzione, adattamento e regìa di Armando Pugliese). Con lui, Carla Cassola, Ugo Maria Morosi, Francesco Biscione, Silvia Siravo. Scene di Andrea Taddei, costumi di Silvia Polidori / Pugliese e i suoi attori leggono Shakespeare trasformando il dramma personale del principe danese in una “universale riflessione sulle difficoltà che ogni giovane incontra nel perseguire le proprie aspirazioni senza lasciarsi sopraffare dall’ambizione, dal confronto con i padri, dalla corruttibilità dell’esistenza che cambia e si evolve continuamente”. Dal 12 al 24 gennaio, il Balletto di Mosca presenta “Il lago dei cigni”, musica di Piotr Ilic Ciajkovskij, coreografie di Alexander Vorotnikov, direzione Elik Melikov / Grazie all’apporto del coreografo Vorotnikov, e dei ballerini della prestigiosa formazione accademica, il balletto è liberato da ogni obsoleto manierismo, reso più adatto ad un pubblico moderno mantenendo tutto il suo incanto. “Grease” di Jim Jacobs e Warren Casey, il musical dei record, prodotto dalla Compagnia della Rancia per la prima volta nel 1997 e da allora presentato nei teatri di tutta Italia con un successo senza eguali, torna in una nuova edizione (coproduzione Compagnia della Rancia - Musical Italia di Silvio Testi) dal cast rinnovato, e si afferma, con oltre mille repliche, come il primo long-runnin-show della storia del teatro musicale italiano. I giovani intepreti, cantano, ballano e si innamorano sulle note della famosissima colonna sonora che è stata in vetta alle classifiche di molti Paesi anche grazie all’ulteriore ondata di celebrità dovuta all’uscita del film omonimo nel 1978, interpretato da John Travolta e Olivia Newton John. La traduzione è di Michele Renzullo, l’adattamento di Saverio Marconi, le coreografie sono di Franco Miseria, le scene di Gabriele Moreschi, i costumi di Zaira De Vincentiis. Dal 16 al 28 febbraio. Dal 2 al 21 marzo, “Alphabet” di Massimiliano Bruno ed Edoardo Falcone, con Nancy Brilli, briosa e valida interprete anche di cinema e televisione, che torna in teatro recitando un testo scritto su misura per lei / Lo spettacolo entra in una delle giornate tipiche di una donna come tante, che ha un marito che ormai non ama più, un figlio che adora, un lavoro in banca che la vede prossima alla promozione a causa dell’arresto del direttore della sua filiale. Dall’alba alla notte: ventiquattro ore raccontate in ventuno lettere, dalla A alla Z, e, per ognuna, una situazione, un dialogo, una canzone. “La fortuna con la effe maiuscola”, commedia scritta a quattro mani da Eduardo De Filippo e Armando Curcio, fu interpretata con successo, nel 1942, dalla compagnia del Teatro Umoristico dei fratelli De Filippo. La ripropone Luigi De Filippo, memore della lezione di comicità di Eduardo e Peppino sia nella regia sia nella recitazione. Dal 6 al 25 aprile. Dal al 9 maggio, il Balletto di Milano presenta “Romeo e Giulietta” di Piotr Ilic Ciajkovskij, con Teresa Molino, Martin Canotti, coreografia di Giorgio Madia, coordinamento musicale di Michele Rovetta, scene e costumi di Cordelia Matthes, con la partecipazione straordinaria dell’ Orchestra del Festival Pucciniano, diretta da Giuseppe Acquaviva. Dall’11 al 23 maggio, Ugo Pagliai e Paola Gassman, con la partecipazione straordinaria di Philippe Leroy, in “Francesco e il re” – La vera storia dell’incontro tra Francesco di Paola e Luigi XI di Francia – di Vincenzo Ziccarelli, con Antonio Ferrante, Massimo Cimaglia, Luciano D’amico, Ferruccio Ferrante, Giuseppe Cucco, Antonella Familiari, Enzo de’ Liguoro, Rodolfo Medina, Marco Silani, Teresa Timpano. Scene e video proiezioni di Paolo Calafiore, costumi di Gabriella Campagna. Regìa di Geppy Gleijeses / Il castello Plessis-du-Parc, albori del Rinascimento. Il re Luigi XI vive imprigionato nella sua dimora spaventato dalla sua malattia, dalla morte, affaticato dall’esercizio del potere. Francesco arriva in Francia e subito ricorda la sua città, Paola, e il suo mare, la vera e unica ricchezza che il povero eremita porta con sé nei suoi viaggi. I due si incontrano davanti al castello e subito, alla vista degli astanti, si presentano come due poli opposti e speculari: il re si inginocchia al cospetto del santo, pregandolo per essere guarito. Il miracolo tuttavia non può avvenire: Luigi non cerca il Dio della misericordia di cui Francesco è portavoce, ma il dio che esaudisca il suo personale desiderio di restare attaccato a questa vita. Lo stile recitativo scelto è semplice, asciutto, severo e ironico così come la scenografia, spazio della Storia, della mente e dello scontro filosofico tra Immanente e Trascendente, Religione e Potere. |