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Teatro dell’Opera/ Melodramma e danza
al Costanzi, Nazionale e Caracalla

LA STAGIONE 2010 del Teatro dell’Opera – al Teatro Costanzi - si apre il 23 gennaio: chiusa quella del 2009 con “Traviata”, avrà di nuovo i riflettori Franco Zeffirelli che firma le scene e la regia di “Falstaff” in cartellone fino al 31, per otto recite. L’ultima opera composta dall’ottuagenario Giuseppe Verdi, che vide la rappresentazione del 1893, manca nella capitale da un ventennio. Sul podio va l’israeliano Asher Fisch, conteso dai maggiori templi musicali d’Europa e d’America, che nel 2008 al Teatro dell’Opera diresse l’opera-evento “Viaggio alla fine del millennio” con il libretto dello scrittore Abraham B. Yehoshua. Due serate saranno affidate alla bacchetta di Andriy Yurkevych. Costumi d’autore di Maurizio Millenotti, acclamato e pluripremiato dal cinema mondiale. Protagonisti Renato Bruson, Ruggero Raimondi, Juan Pons e di Carlos Álvarez al debutto romano. Nuovo allestimento. Orchestra e Coro del Teatro.
Dal 16 al 23 marzo, dopo un’assenza di mezzo secolo, riappare all’Opera “Mefistofele” del poliedrico musicista-scrittore Arrigo Boito che la compose nel 1868 e la revisionò in modo drastico nel 1875, dipingendo la lotta tra il bene e il male, tra l’ideale e la realtà. Dirige il maestro Renato Palumbo. La regia è nelle esperte mani di Filippo Crivelli. La scena si basa sui bozzetti di Camillo Parravicini, caposcuola della scenografia italiana, che proprio all’Opera di Roma avviò e sviluppò una carriera prestigiosa. Cast internazionale: dal basso bulgaro Orlin Anastassov al tenore statunitense Stuart Neill, al nostro soprano lirico Amarilli Nizza. Sette le recite. Nuovo allestimento. Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro.
Nove recite per l’attesa “Tosca” di Giacomo Puccini che proprio sulle tavole del Costanzi nacque il 14 gennaio 1900: vedremo un allestimento che ricostruisce quello originale della prima esecuzione con le scene e con i costumi disegnati dal pittore e scenografo tedesco Adolf Hohenstein (molto gli deve la grafica pubblicitaria in Italia) cui ridaranno forma Maurizio Varamo e Anna Biagiotti, i due pilastri dei Laboratori e della Sartoria del Teatro. Sul podio Fabrizio Maria Carminati. Regia di Andrejs Žagars, che guida l’Opera Nazionale di Riga. Tra i cantanti spicca la duttile, avvenente bulgara Svetla Vassileva. Dal 1° all’11 aprile. Orchestra e Coro del Teatro.
Si salta al 18 maggio, per il secondo titolo di Puccini, con la prima di “Madama Butterfly”: Daniel Oren torna sul podio dove è di casa da tempo, per dirigere dieci recite fino al giorno 28. Scene di Aldo Rossi, costumi di Anne Marie Heinreich. La produzione è firmata da Stefano Vizioli, musicista e regista di lirica tra i più apprezzati della sua generazione, molto attivo anche all’estero. Tra le voci il soprano Xiu Wei Sun. Allestimento del Comunale di Bologna. Orchestra e Coro del Teatro.
Ultimo titolo all’Opera (prima di spostarsi alle Terme di Caracalla per l’estate), sarà “Manon” di Jules Massenet: sette recite dal 17 al 24 giugno. Dirige il maestro francese Alain Guingal. Scene di Paola Moro, costumi di Anna Biagiotti. La regia è di Jean-Louis Grinda. L’opéra-comique capolavoro del compositore francese manca a Roma dal 1983-84. Il soprano Annick Massis è la star della compagnia, nel ruolo della languida e ribelle protagonista. In coproduzione con l’Opéra di Montecarlo. In lingua originale, sovratitoli in italiano. Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro.
Al Teatro Costanzi si riprende in autunno con un altro titolo assente da oltre vent’anni: il 1° ottobre tocca a “Roberto Devereux” di Gaetano Donizetti (cinque recite in calendario fino al giorno 6) che è destinato alla direzione del maestro Bruno Bartoletti. Il regista Joseph Franconi Lee attinge all’edizione di Alberto Fassini, allievo-collaboratore di Luchino Visconti, scomparso nel 2005, che fa parte del patrimonio di allestimenti “doc” del Teatro. Scene e costumi di David Walker. Interpreti principali: Gian Luca Terranova, Carmela Remigio, Alberto Gazale e Sonia Ganassi che torna nel Teatro dove ha avviato la sua carriera. Orchestra e Coro del Teatro.
Ultimo appuntamento dell’anno (il 3 dicembre Riccardo Muti inaugurerà con “Moïse et Pharaon” la successiva stagione 2010-2011) tornando così all’antica scansione del calendario – è dal 4 all’11 novembre per assistere ad “Adriana Lecouvreur” di Francesco Cilea. Dirige Maurizio Arena. L’allestimento risale alla celebre versione curata dal regista Mauro Bolognini. Le scene spettano a Ettore Rondelli, i costumi a Maria De Matteis. È Martina Serafin, la carismatica austriaca, la grande attrazione, nei panni di una celebre attrice della Comédie Française. La affianca un’artista del valore di Giovanna Casolla. Tenore protagonista Marcello Giordani. Sei le recite. Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro.

SARA’ il genio immortale di Giuseppe Verdi a catturare la platea internazionale della stagione estiva nel sito monumentale delle Terme di Caracalla, qui portata fin dal 1938: sarà diretta dal maestro Daniel Oren. È una produzione “fatta in casa”, che si avvale dei talenti e dell’esperienza di chi al Teatro dell’Opera lavora da anni: Andrea Miglio cura le scene, Anna Biagiotti i costumi (in parte ricostruiti da quelli storici di Luigi Sapelli, in arte Caramba), di Maurizio Di Mattia la regia. La coppia Daniela Dessì / Fabio Armiliato protagonista, con Giovanna Casolla nei panni di Amneris. Nove recite tra il 15 luglio e il 5 agosto. Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera.
Dal 28 luglio all’8 agosto si alterneranno con “Aida” sette recite di “Rigoletto, affidate alla direzione del maestro Steven Mercurio. È dal 1991 che il melodramma battezzato alla Fenice di Venezia nel 1851 è assente da Caracalla. L’ultima ripresa fu nel 1995 a Villa Borghese, nella cornice di piazza di Siena, in una fase in cui le Terme erano off-limits per gli spettacoli. Nuovo allestimento. Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera.

DUE titoli d’opera - in calendario al Teatro Nazionale nell’autunno 2010 . si affiancano ai sette del Teatro Costanzi. Dal 16 al 20 ottobre debutta la nuova creazione del maestro Adriano Guarnieri e della regista Cristina Mazzavillani Muti che a Roma hanno portato nel 2007 “La pietra di diaspro”. In coproduzione con il Ravenna Festival, presentano adesso “Tenebrae. Disiecta Membra”, i cui testi sono estratti da alcuni lavori del filosofo Massimo Cacciari (che già collaborò con Luigi Nono) e dall’Officium Tenebrarum. L’opera, vero e proprio videoratorio con un fronte sonoro a 360 gradi, è dedicata al principe e compositore cinquecentesco Gesualdo da Venosa. Scenografia virtuale di Ezio Antonelli. Live electronics curati da Luigi Ceccarelli. Nel cast Ada Caiello, Sonia Visentin, Andrew Watts. Quattro recite.
Due settimane dopo, dal 2 al 10 novembre, un felice ritorno: “La leggenda del fiore di lino”, musical con animali come personaggi, pensato per bambini e ragazzi di ogni età, applaudito proprio al Nazionale nel 2001 e nel 2003. È una creatura uscita dall’immaginazione e dalla verve artistica di Adriana Del Giudice (firma la musica) e di Rosa Stipo (i testi). L’adattamento teatrale, la regia, la coreografia e le luci sono di David Haughton, le scene di Michele Della Cioppa e i costumi di Anna Biagiotti.

E VENIAMO alla Danza. Il Corpo di Ballo forgiato da Carla Fracci si conquista la scena venerdì 12 febbraio al Teatro Costanzi per l’attesissima ricostruzione del balletto in tre atti “Il papavero rosso”, composto nel 1927 dall’ucraino Reinhold Glière, mai visto in Italia e assai di rado in Europa. La storia, dal sapore romantico, è ambientata nella Cina anni Venti: un legame d’amore sboccia tra una danzatrice cinese di cabaret e il capitano rivoluzionario di una nave russa approdata in Cina. Inevitabile il gioco di diversità e assonanze con il ruolo e il profilo assunto dal gigante asiatico nel mondo d’oggi. Cinque le recite fino al giorno 17 per il titolo che gettò le fondamenta della coreografia in stile sovietico: la firma Nikolay Androsov ispirandosi alla triade Lashchilin-Tikhomirov-Lavronsky. Sul podio sarà Andrey Anikhanov. Le scene e i costumi si devono a Elena Puliti, la regia &eg rave; di Beppe Menegatti. Oksana Kucheruk e Igor Yebra la coppia di artisti ospiti. Nuovo allestimento.
Pochi giorni e irrompe “Giselle” di Adolphe Adam, fiore all’occhiello del Corpo di Ballo. È la Fracci a mettere il sigillo sulla coreografia tratta da Coralli, Perrot, Petipa e Dolin. Il direttore d’orchestra è il tedesco Dieter Rossberg. Anna Anni disegna scene e costumi. Artiste ospiti l’americana Ashley Bouder (è prima ballerina al New York City Ballet) e la russa Evgenia Obraztsova (pupilla del Mariinsky). Brilla l’étoile romana Laura Comi. Sei recite dal 23 al 28 febbraio.
Saranno invece dieci le rappresentazioni di “Don Chisciotte” in cartellone tra il 22 aprile e il 5 maggio sulle note composte dal musicista asburgico Ludwig Minkus nel 1869. La versione scelta per questo nuovo allestimento, privilegia le coreografie originali di Marius Petipa e Alexander Gorsky, riprese da Mikhail Krapivin. Sul podio, Marzio Conti. Scene e costumi affidati a Francesco Zito e Antonella Conte. Quattro super coppie di ospiti: Ekaterina Borchenko e Tamas Nagy, Evegnia Obraztsova e Andrian Fadeyev, Irma Nioradze e Anton Korsakov, Lorna Feijóo e Nelson Madrigal. Partecipano gli allievi della Scuola di Danza del Teatro.
Alla fine dell’anno di studi - 8 e il 9 luglio, vedranno il Teatro dell’Opera pieno per il consueto saggio della Scuola di Danza con gli allievi di Paola Jorio che tengono viva una storia avviata nel 1928.

IL PROGRAMMA della Danza si sposta, alle Terme di Caracalla. Tocca di nuovo al Ballo aprire la stagione estiva, il 1° luglio: la scelta è caduta su un titolo che quasi si identifica con la carriera di Carla Fracci. “Romeo e Giulietta” plasma le note di Sergej Prokof’ev al dramma scespiriano. La coreografia studiata dalla Fracci con l’ausilio di Gillian Witthingham, risale a varie fonti: Loris Gai, Rudolf Nureyev nella scena del balcone, Eric Bruhn nella scena dell’addio. Dirige l’orchestra il finnico Jari Hämäläinen. Le scene di Cristian Biasci, i costumi Anna Maria Morelli e la regia di Menegatti creano l’allestimento. Due le coppie di ballerini di sicuro successo: Oksana Kucheruk e Igor Yebra, Gaia Straccamore e Andrian Fadeyev. Sei recite fino al 6 luglio.
La Danza torna a Caracalla a metà ottobre: con sei recite, dal 15 al 21, del balletto in tre atti “Sylvia” che si avvale della musica di Léo Delibes. Nelle sei recite riscopriremo la coreografia di Frederick Ashton, il baronetto e danzatore inglese, ripresa da Christopher Newton e da Anna Trevien. Direttore d’orchestra David LaMarche. Allestimento a cura di Menegatti, scene di Roberto Ferri, costumi di Giuseppe Palella. Risplenderanno Aslhey Bouder e Lisa-Maree Cullum.

IL BALLETTO imprime il suo segno sulla stagione 2010 – al Teatro Nazionale con otto titoli, quasi tutti novità, sperando che problemi di bilancio e lavori tecnici non privino gli appassionati di un luogo riportato da alcuni anni alla ribalta. Il debutto va dal 3 al 12 febbraio alla Scuola di Danza con il trittico formato da “Classica” di Sergej Prokof’ev su coreografie di Massimiliano Volpini, “Filastrocche” con famosi canti popolari italiani e coreografie di Paola Jorio, “Graduation Ball” di Johann Strauss jr. su coreografie di David Lichine. Nove recite, di cui sette riservate alle scuole.
“L’heure exquise”, capolavoro di Maurice Béjart realizzato con Carla Fracci (in scena con Micha van Hoecke) è in calendario dal 26 febbraio al 2 marzo, per quattro recite. Ispirato a “Giorni felici” di Samuel Beckett, portato al Festival Torino Danza 1998, alterna musiche di Mozart e von Webern, di Lehár e Mahler. Al grande francese scomparso due anni fa deve la regia e la coreografia, qui ripresa da Yoko Wakabayashi. Allestimento scenico di Roger Bernard, costumi di Luisa Spinatelli.
Il pianista, compositore e artista visivo Daniele Lombardi, è l’artefice di “The bad boys of piano”: quattro recite (una per le scuole) sulle note di Arthur Vincent Lourié, Franco Casavola e George Antheil che il maestro fiorentino esegue evocando le atmosfere degli “énfants térribles” del secolo scorso, coevi del Futurismo. Coreografie di Ileana Citaristi, Tadashi Endo, Fredy Franzutti, Mario Piazza, Luca Veggetti. Franco Purini disegna l’architettura scenica, Anna Biagiotti i costumi. Carla Fracci si esibirà con Olimpia Carlisi, Ileana Citaristi, Italo Dall’Orto, Tadashi Endo, Massimo Garon e il soprano Susanna Rigacci. Consulenza musicale di Francesco Sodini e regia di Beppe Menegatti.
“Chopin racconta Chopin” è un omaggio al genio polacco nel bicentenario della nascita. La fonte è il romanzo omonimo del pianista e critico Piero Rattalino (ha formato generazioni di allievi) che nella finzione letteraria fa raccontare la sua vita dallo stesso musicista. I cui amori (una connazionale e l’anticonformista scrittrice francese George Sand) ispirano le coreografie di Paul Chalmer, direttore del Balletto di Lipsia. Sei recite dal 26 marzo al 1° aprile (due per le scuole).
Aprile mette sotto pressione di nuovo gli allievi della Scuola di Danza che ripropongono “Coppélia”, balletto pantomimico di Léo Delibes, dal 13 al 18 in sei recite, quattro per le scuole. La coreografia dalla versione originale di Alicia Alonso e Enrique Martinez è stata riadattata da Ofelia Gonzalez, Pablo Moret e Paola Jorio. Le scene sono di Roberto Laganà Manoli.
Dal 14 al 23 maggio il Corpo di Ballo dell’Opera si cimenta con un’ altra realizzazione di Beppe Menegatti: “I capricci di Marianna”. La commedia dello scrittore francese Alfred De Musset (tormentato amante di George Sand al pari di Frederic Chopin) offre lo spunto a un gioco teatrale basato sulle instabili relazioni dei personaggi, alle coreografie di Luciano Cannito, alle scene e ai costumi di Anna Maria Morelli. Mattatrice la prima ballerina Gaia Straccamore, in coppia con Alessandro Riga. Chopin ci mette le musiche da camera, De Musset i testi delle canzoni. Nove recite, la “prima” per le scuole.
Alla figura dello scomodo intellettuale amato dalla Francia del Sessantotto in subbuglio, scomparso in Toscana nel 1993, è dedicato “Léo Ferré 24 canzoni “in scena dal 29 settembre al 3 ottobre. Poeta, cantautore, compositore, direttore d’orchestra e scrittore, l’anarchico Ferrè creò brani usando testi di Paul Verlaine e Arthur Rimbaud, giganti della lirica della seconda metà dell’800 presi da un legame incandescente, che danno il sottotitolo al balletto curato da Cosimo Manicone e Francesco Sodini. La coreografia è di Luc Bouy, le scene e i costumi sono di Maria Filippi. Danzano Rubinald Pronk ed Erik Underwood. Cinque recite. Nuovo allestimento.
Infine, dal 19 al 25 novembre, “Resurrezione”: altro omaggio in forma di danza per i cento anni dalla morte di Lev Nikolaevic Tolstoj, al cui ultimo romanzo ci si richiama. Musiche da camera di Pëtr Il’ic Cajkovskij e canzoni su testi di Alexeij Kostantinovic Tolstoj. Coreografia di Fredy Franzutti. Scene e costumi Elena Mannini. Torna Letizia Giuliani, prima ballerina al Maggio Danza, che ha fatto parte della Scuola e poi del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera. Sei recite (una per le scuole) con l’ensemble musicale Voces Intimae». Nuovo allestimento.

Per quanto riguarda il programma del 2010, da citare l’impegno dell’Orchestra del Teatro dell’Opera nel Concerto del 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica. Mentre, la Giovane Orchestra dell’Opera, ormai rodata da una serie di esibizioni e concerti in sede e fuori, terrà il 30 giugno il suo terzo saggio annuale.