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L’Orchestra di Roma e del Lazio tra i sindacati e la Fondazione Ziino In merito all’annunciata occupazione della Sala Sinopoli dell’Auditorium del Parco della Musica da parte dei professori dell’Orchestra di Roma e del Lazio – al termine del concerto di sabato 26 novembre –, in un comunicato le Organizzazioni Sindacali hanno reso noto che la decisione è stata presa “per sensibilizzare le istituzioni sulla più volte denunciata inaffidabilità della Fondazione Ottavio Ziino che, tra l'altro, non corrisponde all'orchestra le retribuzioni dal mese di giugno 2011, oltre ad essere inadempiente per la 13ma e la 14ma mensilità del 2009”. Il comunicato prosegue: “Per sovraccarico, l'orchestra è rimasta senza lavoro per l'intero anno 2010 nella più gelida latitanza istituzionale, come già ricordato nel corso di varie, civili azioni di protesta al parco della Musica. A oggi, non è neppure dato sapere se il Ministero dei Beni e Attività Culturali, la Regione Lazio, e l'assessorato alla Cultura del Comune di Roma abbiano o meno versato i contributi di norma alla Fondazione Ottavio Ziino, che sull'argomento ha scelto il silenzio totale. Questo è il quadro desolante in cui versa l’orchestra che, ad avviso della O.S. dovrebbe finalmente cambiare di mano ed essere organicamente inserita nel progetto per Roma Capitale. A ciò dovrebbe condurre la circostanziata e documentata informativa che le organizzazioni scriventi hanno inviato a varie autorità sullo stato della Fondazione". In merito, dalla Fondazione Ottavio Ziino – Orchestra di Roma e del Lazio (di cui è presidente Agostino Ziino, figlio del direttore d’orchestra e compositore al quale è intitolata la Fondazione scomparso nel 1995, professore emerito di Storia della musica all'Università di Tor Vergata). è stata diffusa la seguente nota: “In relazione al comunicato stampa diramato dalle organizzazioni sindacali di categoria Sic Cgil e Fials Cisal dell’Orchestra di Roma e del Lazio, la Fondazione scrivente afferma innanzitutto la sua solidarietà con i professori d’orchestra e con tutto il personale dipendente in merito alla giusta richiesta di ottenere quanto prima il pagamento degli stipendi a partire da giugno e dichiara di aver fatto tutto quanto era in suo potere fare al raggiungimento di questo fine. “Tuttavia rigetta categoricamente l’accusa di inaffidabilità e la rimanda al mittente che, come tutti sanno, con gli scioperi a tempo indeterminato indetti nell’ottobre 2009, la cui illegittimità sarà presto sottoposta alle competenti Autorità Giudiziarie anche a fini risarcitori, ha provocato gravi danni alla Fondazione stessa, oltre alla sospensione dell’attività concertistica anche nel 2010 e alla mancata corresponsione di parte degli emolumenti arretrati. “Quanto alla stagione concertistica del 2010, non effettuata, la responsabilità è da imputare totalmente all’inaffidabilità della compagine orchestrale che si è rifiutata di sottoscrivere una bozza di accordo siglata nell’aprile 2010 con i rappresentanti territoriali che prevedeva un impegno comune della Fondazione e di tutte le sue componenti artistiche e sindacali al fine di rilanciare l’attività concertistica nel secondo semestre del sudddetto anno. “ Quanto ai contributi per il 2011, ringraziamo la Regione Lazio per il contributo stanziato (ma non ancora erogato) e siamo in attesa di comunicazioni ufficiali da parte del Mibac in merito alle deliberazioni prese dalla Commissione consultiva per il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) che si è riunita il 15 novembre u.s. Infine, per quanto riguarda il “cambio di mano” auspicato dalle OO.SS. si informa che la Fondazione non solo ha manifestato più volte la volontà di fare un passo indietro ma ha anche avviato diverse iniziative – portate a conoscenza anche delle OO.SS. – finalizzate all’assunzione della ‘governance’ da parte di Enti pubblici disponibili e segnatamente della Regione Lazio. Ad oggi, nessuno di questi possibili Enti si è dichiarato disponibile a un’operazione di questo genere, anzi il Comune di Roma a seguito dell’esasperata conflittualità – perseguita soprattutto da alcune componenti dell’Orchestra, anche a dispetto di altre, disponibili al dialogo con la Fondazione - è addirittura uscito dalla compagine della Fondazione (privandoci quindi anche del relativo contributo finanziario)”. |