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Il cartellone del Teatro India dalla classicità alla sperimentazione Trentacinque sono gli spettacoli del nuovo cartellone del Teatro India – seconda sala dello Stabile di Roma -, una pluralità di voci per un Teatro partecipe alla vita culturale e artistica della Città, in una programmazione fatta di novità internazionali, attività culturali, laboratori, ricerca, sperimentazione. Un ventaglio di proposte che spaziano dalla rilettura dei classici, alla ricerca, ai linguaggi contemporanei, con un’attenzione al panorama teatrale romano, e ancora uno spazio dedicato ai bambini. Apre la stagione il 21 settembre “Il Castello”, un progetto di Giorgio Barbiero Corsetti, liberamente ispirato all’omonimo testo di Kafka. Il 27 settembre “Lei dunque capirà” di Claudio Magris per la regia di Antonio Calenda. Il 4 ottobre va in scena il dramma storico “Il Re” di Giorgio Prosperi, mentre il 7 Silvano Piccardi porta in scena “Donna non rieducabile” di Stefano Massini. Il 24 debutta un grande classico della letteratura tedesca, “I masnadieri” di Friedrich Schiller, nella nuova lettura di Gabriele Lavia, una produzione del Teatro di Roma. La stagione prosegue il 2 novembre con “Il soffio della camere d’aria” di Giuseppe Manfridi e Attilio Marangon, uno spettacolo del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli diretto da Roberto Gandini; ed ancora, dedicato ai bambini, “I musicanti di Brema” e “Hänsel e Gretel”dei fratelli Grimm diretti da Dominique Saner (dal 10 al 13 novembre). Si prosegue con “Italianesi” di e con Saverio La Ruina il 28 novembre e “Blackbird” di David Harrower, regia di LLuis Pasqual il 30. Il 6 dicembre debutta “Lettera di dio all’umanità” di Franco Arminio, ideato e diretto da Gloria Pomardi. “Muri. Prima e dopo Basaglia” di Renato Sarti va in scena il 17 gennaio; “Alcesti mon amour”da Euripide per la regia di Walter Pagliaro il 24. Ultimo spettacolo di gennaio, il 31, “Gli innamorati immaginari” di Leonardo Petrillo (altra produzione del Teatro di Roma). Il 1° febbraio debutta “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman per la regia di Alessandro D’Alatri; il 14 va in scena “ La parte di Bolaño: il quinto cavaliere” tratto da Roberto Bolaño, testi e regia di Pippo Di Marca; il 16 “L’origine del mondo. Ritratto di un interno” scritto e diretto da Lucia Calamaro. Sempre a febbraio, “Attraverso il furore”, di Meister Eckhart per la regia di Massimiliano Civica (il 27), “Giulio Cesare” di William Shakespeare, diretto da Andrea Baracco (il 28). In cartellone anche “L’avaro” di Moliére per la regia di Arturo Cirillo il 6 marzo; “Ubu roi” di Alfred Jarry, regia Roberto Latini il 21; “Incendi” diretto da Renzo Martinelli su testo di Wajti Mouawad, il 28. Ad aprile: “Karenina prove aperte d’infelicità” di Lev Tolstoj, regia di Giuseppe Bertolucci l’11. Dal 13 al 15, la compagnia Belarus Free Teatre porta in scena tre lavori: “Being Harold Pinter”, “Generation jeans” e “Zone of silence”. Si continua il 17 con “Sangue sul collo del gatto” di Rainer Werner Fassbinder, regia di Fabrizio Arcuri; il 24 con “Una cena armena”, testo di Paola Ponti, diretto da Danilo Nigrelli. Il 2 maggio va in scena “The history boys” di Alan Bennett, per la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani; il 21 “Three mile Island”, concerto scenico multimediale, da Ignaz Vergeiner, testi e drammaturgia Guido Barbieri. Ed ancora, “Palace of the end” di Judith Thompson, regia di Marco Carniti il 23 maggio; “La palestra” di Giorgio Scianna, regia di Veronica Cruciani il 29. A giugno: il 5 “ Il tredicesimo punto” di Sergio Claudio Perroni, regia di Roberto Andò; il 12 “Jakob von Gunten da Robert Walser, progetto e regia di Lisa Ferlazzo Natoli; ed infine, il 19 “Salomé” di Paolo Fallai, regia di Alessandro Berdini. E il 28 “Sueña quijano!, il progetto nomade e continuum drammaturgico di Carlo Quartucci e Carla Tatò. |