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Teatro Arvalia / Testi e fatti di oggi
tra provocazione e sperimentazione

Provocazione e Sperimentazione: questi i due poli intorno ai quali si concentra la programmazione della terza stagione al Teatro Arvalia, lo spazio romano del XVI Municipio che offre, fin dalla sua nascita, un variegato calendario all’insegna dei nuovi linguaggi, drammaturgici, coreografici, scenici e multimediali. Il Teatro Arvalia, situato strategicamente tra i quartieri di Trastevere, Marconi e Portuense, nasce nel dicembre 2006 come teatro di proprietà del Municipio Roma XV. La gestione dell’ Arvalia è stata affidata, tramite bando pubblico, all'associazione culturale e compagnia teatrale L'Officina Del Teatro.
La direzione artistica, che fa capo alla regista e attrice Valentina Marcialis, ha inteso dedicare questo spazio all'innovazione teatrale. L’Arvalia propone infatti quest’anno un palinsesto ricco di anteprime nazionali e riletture sceniche di testi e fatti contemporanei “legati a tematiche inerenti la psiche umana nei suoi rapporti con l’Altro e la Società storica in cui viviamo e di cui siamo quotidiani testimoni”.

Si comincia il 17 ottobre (replica il 18) con “Pietre”, spettacolo coreografico della Compagnia Aleph guidata da Paola Scoppettuolo e ispirato all’omonima poesia della poetessa americana Sylvia Plath, in cui il gesto esplora il concetto di “pietrificazione” sottolineando narrativamente la condizione di paralisi dell’animo umano.
A seguire – 29 e 31 ottobre -, “Ritorno a Haifa”, messa in scena del romanzo dello scrittore arabo Ghassan Kanafani, in cui il regista Carlo Orlando ed Eva Cambiale raccontano il dramma di una coppia di coniugi che dopo vent’anni tornano nella loro casa di Haifa per cercare il figlio, abbandonato durante i bombardamenti anglo-israeliani del 1948.
“Nel giardino” di Emanuela Cocco, in programma a novembre (6, 7 e 8), ci trasporta in una dimensione femminile analizzando il ruolo materno dal punto di vista dei bambini, spettatori nascosti e incompresi.
“Figlie di Sherazade, di e con Chiara Casarico e Tiziana Scrocca, è la storia vera di due giovani donne che raccontano personali situazioni di disagio dovute alla diversità di genere nel mondo: un ritratto sulla condizione femminile e sui diritti negati delle donne.Dal 27 al 29 novembre.
L’universo femminile è presente anche nel dramma psicologico che segue (dal 2 al 5 dicembre), “I Shot Andy Warhol”, diretto da Alice Capitanio, in cui le attrici Caterina Ghidini e Tiziana Martucci ricostruiscono la storia dell’omosessuale Valerie Solanas, fondatrice di una società per la castrazione del maschio, che nel giugno 1968 attentò alla vita del maestro della pop-art.
Dall’ “Ulisse” di Joyce, il regista Carlo Cecchi dirige a fine gennaio (dal 6 al 31) Iaia Forte in “Molly B”, un’introspezione emotiva e sensoriale condita da un dialetto napoletano musicale e scandito con estrema cura del personaggio.
A febbraio (27 e 28) arriva invece l’ultima follìa del Teatrificio Esse, la compagnia toscana di Armando Sanna, Pasquale Scalzi e Aldo Gentileschi, che propone una performance al limite tra il mimo e la danza nel rapporto sincretico che esiste tra suono e azione e da cui scaturisce un soggettivo “R’umorismo”.
A marzo (5 e 6), Marta Gilmore guida registicamente Oscar De Summa e Armando Iovino ne “L’Isola”, un testo scritto in Sudafrica nel 1972, in pieno apartheid, da Athol Fugard: la rappresentazione mira ad evidenziare gli aspetti positivi e vitali che possono coesistere e a volte superare la drammaticità e rassegnazione nella dura esperienza di un carcere.
“Mutamenti”, la rassegna annuale di spettacoli, performance, installazioni, video ed esposizioni proposta da L’Officina Del Teatro, presenta, dal 17 al 22 aprile, un ventaglio di proposte diversificate che spaziano dall’immaginario al teatro politico.
A concludere la stagione (dal 10 al 15 maggio), sarà la compagnia diretta da Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa nella personalissima interpretazione del testo di Maria Maddalena de’ Pazzi “Le parole dell’estasi”. “Nel lago dei leoni” è un’analisi della “dimensione storico-politica dell'essere umano nel suo continuo confronto con la metafisica esistenziale”.
Nel concentrare messaggi e poetiche in ogni performance – data anche la brevità della programmazione di ogni spettacolo – l’Arvalia si schiera “in un teatro che sfida, con il repertorio proposto, la tradizione scenica romana affrontando, con coraggio e autosufficienza economica, le difficoltà che un teatro di quartiere può avere, in una ricerca d’autore e all’insegna di una pura e freschissima sperimentazione”.

Teatro Arvalia (via Quintino Maiorana 139 – tel. 06/ 55382002 – 333.4366182 – e mail: aralia.lofficinadelteatro@gmail.com.