![]() |
![]() |
|
Home Palcoscenico Appuntamenti Hanno detto Scaffale Curiosità Spazio aperto Scrivici |
All’Argot è in scena l’Uomo moderno tra “segni oscuri” e voglia di riscatto Con qualche novità strutturale, che potrà consentire delle messe in scena particolari e nello stesso tempo poter accogliere più spettatori, il Teatro Argot Studio apre la stagione 2011-2012 sotto il segno di una… Apocalisse Teatrale: “Il nome che abbiamo scelto per rappresentare questa stagione – anticipa Tiziano Panici, che insieme a Francesco Frangipane (ed a Francesco Giuffrè , momentaneamente impegnato, però, in altre attività)- è da quattro anni il direttore artistico dello “storico spazio” di Trastevere -, è apparentemente carico di segni oscuri che non lasciano spazio all’immaginazione: l’Apocalisse è la condizione dell’ uomo moderno che ha scelto di attraversare questo secolo senza prospettive sicure, o approdi di alcun genere, come una nave alla deriva in un oceano di incertezze. L’Apocalisse, ha però in sé anche il significato di cambiamento, di capovolgimento della menzogna, e rappresenta caparbiamente la volontà di ricostruire, dalle rovine della nostra civiltà, una coscienza comune”. La stagione si apre il 5 ottobre, repliche fino al 23 con “Prima di andar via” di Filippo Gili, regìa di Francesco Frangipane / Una tranquilla cena familiare si trasforma in tragedia a causa di un inaspettato annuncio. Una notte drammatica dove colpo su colpo, si confrontano e scontrano padre e figlio, madre e figlio, sorelle e fratello in un viaggio tenero e violento nelle mille sfumature della psiche e dell’animo umano. Dal 25 ottobre al 6 novembre, “Il bosco” di David Mamet, regìa di Elena Arvigo e Valentina Calvani / Una storia semplice. Una storia d’amore moderna e antica. La storia d’amore di sempre. Un bosco, una casa, un lago, un uomo e una donna che decidono di passare un fine settimana fuori città nella casa di lui. In una dimensione dove ogni cosa perde la sua quotidianità e si amplifica, l’ordinario lascia spazio alla fiaba. Dall’8 al 20 novembre “Fedra, rivista a tranci” di Andrea Cosentino, regìa di Valentina Rosati / La trama si sviluppa seguendo il classico triangolo amoroso condotto da Fedra nei confronti di Teseo e suo figlio Ippolito. La vicenda è servita “in tranci”, fatta a brani come il corpo senechiano di Ippolito, in uno stile che rimanda alla rivista e all'avanspettacolo, generi teatrali tanto popolari nelle ambizioni quanto sofisticati negli strumenti, dove l'attore è nudo nel suo rapporto con il pubblico. “Luci di donna”, testo e regìa di Alessandro Feo, è in scena dal 22 novembre al 4 dicembre / Teresa è una donna che vive da sola, dopo la morte del marito, con il figlio Lollo, in una piccola casa nella periferia romana. Per sbarcare il lunario, subaffitta in nero delle stanze nella sua piccola casa. Da un paio di anni divide la casa con Letizia, un’insegnante abruzzese precaria che lavora anche per aiutare i propri genitori vittime del terremoto del 2009, e Lucia, una ragazza del sud, giunta a Roma per studiare. All'improvviso la vita delle tre donne viene sconvolta da un fatto che le trascinerà in un vortice di situazioni, e in cui si troveranno forzatamente legate a filo doppio. Dal 6 all’ 11 dicembre, Alessandro Fea presenta una “lettura: voci e musica”intitolata “Spell- L’amore di Alda” / Nato come progetto di ricerca sonora unita alla parola, “Spell”, già in scena al Garofano Verde ed. 2010 e 2011, è proposto in questa occasione come omaggio alla poetessa Alda Merini. Dal 3 al 18 dicembre, la compagnia (di giovanissimi) Odemà presenta “A tua immagine” di David Gorla - segnalazione speciale Premio Scenario 2009, Vincitore Argot Off 2011 / Circondati dalle nebbie di un “non luogo”, ci troviamo dinnanzi a dei personaggi altolocatissimi. Il primo di loro è venuto per chieder conto al padre di quali siano i doveri e i privilegi che comporta questo essere figlio suo. Il secondo, il padre, sembra tergiversare dinnanzi a queste richieste. Infine il terzo è venuto perché anch'egli può trarre degli interessi da questa unione. Ed è proprio il terzo personaggio, questo diavolo, un po’ triste e un po’ ironico a introdurci in un quadro familiare terribile: quello di Lui, di Dio e di suo figlio Gesù. Dal 19 al 23 dicembre “Il dolce mondo vuoto”, testo e regìa di Francesca Staasch / Un attore solo in scena (Lino Guanciale), racconta la sua storia dividendosi tra due bizzarre identità. Da una parte un uomo che spiega i disagi e i privilegi della sua particolare condizione: l’invisibilità. Dall’altra un bambino che cerca di rimettere a posto i pezzi dell’ultima estate della sua infanzia. Due personaggi che si alternano per raccontare con un sorriso amaro una storia tanto paradossale quanto vera. “Antigone pietas – Polifonìa elettronica per una resurrezione possibile” – Primo Studio – di e con Ilaria Drago – è in scena dal 10 al 15 gennaio / Antigone all’interno della sua caverna, trascina lo spettatore nella condivisione dello stato di paura viscerale di un sepolto vivo. Nell’antro buio, Antigone ripercorre le tappe della sua storia, parla con Creonte, prega la madre, poi la sorella, parla a Polinice, affrontando il tema del potere, dei diseredati, degli ultimi, e di una possibile catarsi. Dal 17 al 22 gennaio, “Elektrika” – Un’opera techno, testo e regìa di Carmen Giordano / Alla ricerca del linguaggio tragico, ironico ed elettronico, lo spettacolo indaga sulla figura di Elettra. La vendetta è universale e trasversale: da quella dei figli sull’uccisore del padre, a quella sulla madre. Rompere i legami di sangue, col sangue diventa un dovere verso se stessi. La violenza è nella famiglia, o forse è la famiglia stessa. B>Dal 31 gennaio al 5 febbraio, “Zoo” di Giovanni Franci dall’omonimo romanzo di Isabella Santacroce, regia di Alessia Innocenti (anche interprete) e Corrado Russo / Lo spettacolo, come il romanzo, combina l'orrore e i sentimenti, dà vita a personaggi da tragedia greca che rimangono sbarrati e incattiviti nelle loro gabbie metaforiche, da cui cercheranno disperatamente di fuggire passando per l'inferno. Lo Zoo del titolo è il regno familiare in cui germina in cattività il seme della violenza. Un altro spettacolo di Filippo Gili, “L’ultimo raggio di luce”, presentato dalla Compagnia del Gordio, liberamente tratto da “Spettri” di Henrik / In una grande villa alpina, in una Italia “‘fin de siècle” stretta tra Francia e Mitteleuropa si sviluppa il racconto del perverso rapporto tra madre e figlio. Dal 7 al 19 febbraio. Dal 21 febbraio al 4 marzo, “La cantatrice calva” di Eugène Ionesco. Ancora una regìa di Giancarlo Fares. Per il terzo anno, con la Presidenza del Consiglio della Provincia di Roma dal 6 al 25 marzo torna la rassegna “Scena Sensibile” a cura di Serena Grandicelli / Sette testi che si intersecano tra di loro sul tema “Il diritto di esistere” Storie nella vita delle donne, all’interno della famiglia, tra i ragazzi, gli adolescenti, gli anziani; e fuori della famiglia “senza mai rinunciare alla profonda introspezione delle dinamiche femminili”. Dal 27 marzo al 1° aprile “Diritto e Rovescio” – Ultime ore di Maria Stuarda – con Anastasia Astolfi (anche regista) e Alessandra Fallucchi / Lo spettacolo ruota attorno al contrasto tra due figure femminili, quella di Maria Stuarda che incarna amore, bellezza e moralità, e quella della regina Elisabetta, che al contrario vive di politica, necessità e ipocrisia. Le due rivali, che sono l’una l’ossessione dell’altra, mostrano con forza e passione il difficile rapporto tra le donne e il potere. Dal 10 al 15 aprile Fortebraccio Teatro presenta “Noosfera Titanic” di e con Roberto Latini / “Noosfera Titanic” è il secondo movimento – dopo “Noosfera Lucignolo” – del programma intitolato “Noosfera”. un progetto-contenitore che muove dalla reinterpretazione di un concetto legato alla sfera del pensiero umano e che sintetizza e definisce una sorta di “coscienza collettiva”. Mentre la nave affonda, mentre tutto intorno cade giù, mentre non si capisce mai se quello che tocchiamo è ormai il fondo o se il fondo in fondo non c’è mai, noi, da anni, anni, anni, tutti i giorni, tutti, noi, noi tutti, suoniamo, suoniamo e continuiamo a suonare. Dal 17 al 29 aprile Argot Studio e Artè – Teatro stabile d’innovazione di Orvieto presentano “RaeP – La parola è uno spazio significante” (Finalista Premio Scenario per Ustica 2011) di Mauro Santopietro / Lo spettacolo una “esplorazione del linguaggio”, dove corpo e parola, ma anche luce e scenografia, diventano scrittura scenica. Il tema affrontato è il lavoro. Il problema della sicurezza - del e nel - lavoro attraverso gli occhi di un operaio, ennesimo esempio di morte bianca, e di uno studente imbrigliato nelle redini di un sistema universitario che non gli garantirà mai un’assunzione. La trama prende spunto da due articoli di cronaca e dalla relazione dei due personaggi emergerà l’impossibilità per la senza far appello all’aggregazione. Dal 2 al 6 maggio è in scena “Il sogno degli artigiani” di Michele Santeramo, regia di Michele Sinfisi / Tratto da “Sogno di una notte di mezza estate” questo lavoro ripercorre la vicenda dal punto di vista degli artigiani: il Duca Teseo ha rapito Ippolita e la vuole sposare. Al suo matrimonio, vuole però che vada in scena uno spettacolo teatrale: Botto, Cotogno, Canna e Fameterna, su ordine del Duca, provano in una bottega d’ artigiano un lavoro sulla crudelissima tragedia e la penosissima morte di Piramo e Tisbe. I quattro sono peraltro invogliati a lavorare dalla promessa di un vitalizio agli attori più meritevoli. Lo spettacolo mette in scena questo momento: le prove dello spettacolo, minacciate dalla incapacità, dagli impegni quotidiani, dal sogno di meritare il vitalizio, dalla vita intorno “che tenta di entrare nelle prove”. Dall’ 8 al 20 maggio “1.9.8.4.”, regia di Francesco Giuffré / Il romanzo di Orwell del 1948 ci racconta una società dove le coscienze degli uomini sono manovrate da un partito chiamato “Il grande fratello”, che è riuscito nell’intento di controllare la realtà dei fatti, manipolando il presente e il passato. In questa realtà si muove il protagonista Winston Smith, uno dei pochi che ha il coraggio, o l’incoscienza, di ricordare una realtà diversa da quella che il partito racconta, e avrà il coraggio di vivere un amore, vietato dal partito, con una ragazza che gli darà pochi ma preziosi momenti di vita autentica. In maggio e in giugno è in programma la quarta edizione della rassegna “Argot Off” – Un sentiero per il futuro -, dedicata alla drammaturgìa contemporanea (per informazioni:www.teatroargotstudio.com - info@teatroargotstudio.com). Teatro Argot Studio - Via Natale Del Grande 27 – Tel. 06/ 5898111 – mobile: 392.9281031. |