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Teatro dell’Angelo / Novità, ricordi
e Omaggi…. Anche al Cinema italiano

Sarà Angela Pagano, straordinaria protagonista del palcoscenico italiano, erede di una grande tradizione con radici a Napoli ma rami e foglie e frutti in tutto il mondo, ad aprire – la sera del 1à ottobre -,la stagione 2009-2010 del Teatro dell’Angelo con “La guardiana del faro”di Francesca Scotto, novità assoluta, testo vincitore del Premio Scrittori in Città del 2008. Spettacolo presentato dalla compagnia dell’Ambra (che ha debuttato al Festival Benevento Città Spettacolo di quest’anno, scene e costumi di Silvia Polidori, musiche originali di Nicola Piovani, regìa di Norma Martelli. Repliche fino al 18 ottobre.
Il testo è liberamente ispirato alla storia vera dell’unica donna che in Italia – in Puglia, sul Gargano - è stata guardiana di un faro. Qui è vissuta per decenni in un luogo impervio in completa solitudine, ma appagata dalla convivenza con la natura e con qualche animale domestico. Il momento di frattura avviene quando i fari vengono automatizzati: la donna è costretta ad abbandonare la sua vita isolata e silenziosa e ad accettare “l’inferno degli altri”.

Dal 21 ottobre all’ 8 novembre, la compagnia di prosa Il Punto presenta Antonello Avallone in “Io, Ettore Petrolini”, con i musicisti Simone Alessandrini (sax e chitarra elettrica), Stefano Valenti (batteria), Giacomo Valenti Dilani (pianoforte). Direttore musicale Pino Cangialosi, scene e costumi di Red Bodò, regìa di Francesco Branchetti.
Lo spettacolo – quasi un Omaggio -, si propone di tracciare un ritratto non solo teatrale, ma anche umano e di costume, del grande autore-attore, troppe volte rappresentato in un facile e fuorviante cliché di comico romanesco. Non fu certo un caso che Petrolini mettesse in scena le sintesi futuriste e che Marinetti lo proclamasse “grande attore futurista”. La commedia, opera di un autore che è anche uno studioso di Petrolini, avendo curato l’edizione più completa e più fortunata delle sue opere, coniuga il ritratto artistico e umano dell’attore-autore con quello dell’irresistibile narratore di facezie, barzellette, “colmi”, come egli li chiamava. Riso e malinconia, realtà e memoria, verità e finzione, si alternano nella pièce con l’obiettivo di far rivivere sulla scena, a settant’anni e più dalla sua morte, una figura inimitabile, anche se oggi imitata, spesso in maniera superficiale e maldestra.

Dal 10 al 22 novembre, Gennaro Cannavacciuolo è il protagonista di “le tre verità di Cesira” di Manlio Santanelli, regìa di Angelo Savelli.
Nato nel 1986 come rappresentazione teatrale “a domicilio” - che intendeva riscoprire il piacere della comunicazione diretta tra attore e spettatore, portando il teatro direttamente in casa della gente -, oggi “Le tre verità di Cesira”, dopo centinaia di rappresentazioni in Italia e all’estero, rientra in teatro confermandosi uno degli spettacoli più divertenti ed amari della recente drammaturgia italiana. La nitida regia di Angelo Savelli, con pochissimi elementi scenici ed una grande concentrazione sul testo e l'interprete, riesce nell’intento di far sposare il talento visionario di Manlio Santanelli con le capacità istrioniche di un Gennaro Cannavacciuolo in stato di grazia. Il testo è un monologo comico in cui la protagonista - una venditrice di limonate nei vicoli della Napoli dei quartieri spagnoli – racconta, ad uso e consumo di un supposto cameraman del “telegiornale”, tre diverse versioni a giustificazione della presenza di un folto paio di virilissimi baffi sul suo “corpo di donna, femminile".

Ancora uno spettacolo della Compagnia dell’Ambra, “L’importanza di far … la Franca”, di Franca Valeri, protagonista Paila Pavese. Ancora scene e costumi di Silvia Polidori, ancora le musiche di Nicola Piovani e la regìa di Norma Martelli.
Qualche ruolo di secondo piano, un po' di doppiaggio, improbabili tournées: è la carriera non proprio brillante di Iole del Fosso, attrice di prosa e protagonista del "divertissement" che Paila Pavese porta in scena. La del Fosso sta per realizzare il sogno della sua vita: recitare, seppure per una piccola associazione culturale, i monologhi di Franca Valeri. Ecco dunque Paola Pavese deliziosa interprete di monologhi esilaranti, dalla “signora Cecioni” in poi, con la sua efficace bravura, sottolinea il valore dei testi della Valeri, anche al di là dell'interpretazione della stessa autrice. Un Omaggio in cui, il titolo sottolinea, ironicamente, il dovuto timore reverenziale : “ L’importanza di far…la Franca”. Dal 24 novembre al 6 dicembre.

Dall’8 al 20 dicembre, “Outsiders” di Jessica Costa Moreno e Francesco Malarico, con Linda Evora, Oriana Sena, Biniam Johannes, Corrado Ruffini, Jennifer Monteiro, Alice Giacopini, Benny Hopffer Almada, Cateline Hopffer Almada. Regìa di Antonello Avallone.
Uno spettacolo che parla di integrazione, razzismo, società, immigrazione. Uno sguardo su una società che sta cambiando più in fretta di quanto possa sembrare, un grido di denuncia proiettato verso un futuro che si preavvisa sempre più pieno di odio e spaccature. Spettacolo teatrale scritto e interpretato da giovani attori capoverdiani di “seconda generazione” e giovani attori italiani che condividono con loro le difficoltà di questa società.

Oltre un mese di repliche – dal 26 gennaio al 31 gennaio – per “In nome del Papa Re” di Luigi Magni, versione teatrale di Antonello Avallone, anche regista, e interprete con Sergio Fiorentini. Scene e costumi di Red Bodò. Regìa di Marco Simboli.
Ancora una volta il teatro trova ispirazione dal cinema. Uno dei capolavori di Luigi Magni, da lui scritto e diretto nel 1977, secondo film di una trilogia che vide protagonista la Roma papalina del XIX secolo, “In nome del Papa Re” non incontrò un unanime consenso di critica a causa di una parte di giornalisti che lo ritennero un po’ troppo caustico nei confronti della Chiesa. Magni, scambiato spesso per anticlericale, si è sempre difeso rispondendo: “Hanno equivocato fra clero e potere temporale, io ho avuto sempre un ottimo rapporto con i preti”. Il film si aggiudicò, comunque, nel 1978, cinque David di Donatello, tra cui miglior film, miglior sceneggiatura e miglior scenografia. Grande fu il successo di pubblico, che lo trovò emozionante, commovente, comico, proprio per la capacità dell’autore di raccontare le storie serie con ironia.
Lo spettacolo fa parte di un progetto più ampio che porterà alla messa in scena, nell’estate 2010, di un altro film di Magni, “Secondo Ponzio Pilato”, adattato per il teatro e diretto dallo stesso Avallone. Parallelamente alle repliche dello spettacolo, il Teatro ospiterà, inoltre, una mostra di bozzetti delle scene e dei costumi dei due film in oggetto, realizzati dalla più volte premiata Lucia Mirisola Magni, unitamente a foto di scena inedite appartenenti alla loro collezione privata.

Dal 16 febbraio al 2 marzo, Carlo Molfese e i Pandemonium in “Le memorie di un impresario”, con la partecipazione straordinaria di Anna Campori.
Un testo dove Carlo Molfese, che è una vera e propria enciclopedia vivente del Teatro del Novecento, fondatore del mitico Teatro Tenda di Roma, si racconta e racconta i grandi attori, i cantanti, i personaggi dello spettacolo, il loro primo comparire sulla scene, gli aneddoti, le curiosità.

Dall’11 al 28 marzo, Antonello Avallone ritorna come regista e interprete con “La morte di Carnevale”, di Raffaele Viviani. Scene e costumi di Red Bodò.
Dalla penna del più importante autore napoletano del ‘Novecento, non dopo Eduardo, considerato tra i grandi della drammaturgia europea - purtroppo conosciuto da pochi, anche perché scarsamente rappresentato -, un comicissimo testo che fornisce uno spaccato della Napoli dei “vasci”, dove la sorte avversa si può nascondere anche dietro un’apparente grande fortuna. Pasquale Capuozzi, detto Carnevale, è un vecchio usuraio. La sua morte scatena una comica corsa alla sua eredità con un insospettabile colpo di scena nel finale. Rappresentata per la prima volta nel novembre del 1928, vanta tra le varie interpretazioni, quella di Vincenzo Scarpetta, Tecla Scarano, Nino e Carlo Taranto, Luisa Conte e dello stesso Viviani. Dietro un apparente titolo macabro, la commedia nasconde una macchina comica di grande efficacia in un soggetto dotato di una spiccata originalità.

Informazioni: Teatro dell’Angelo – via Simone de Saint Bon 19 – tel. 06/ 37514258 – 37513751.