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Come un lungo racconto sulla Danza, tra cronaca e critica Lorenzo Tozzi, musicologo e storico, esperto di danza - per Commissioni e Festival, italiane ed europee -, docente in Università e Istituzioni, ha raccolto in volume un centinaio di interventi, tra critiche, interviste, articoli informativi, sui circa duemila che in venticinque anni ha pubblicato sul quotidiano "Il Tempo" e sui quali ha lavorato, in una attenta e scrupolosa selezione la curatrice del libro, Maria Cristina Buttà. Dalla pubblicazione traspare, dell'autore, non soltanto la passione e la competenza per la danza, ma anche la sua preparazione musicale: Tozzi, infatti, è specialista del teatro musicale dei Sei Settecento, ha pubblicato in edizione critica opere di diversi compositori (tra i quali Rossini, Paisiello, Cimarosa, Cherubini) ed è fondatore e direttore (al cembalo) del Romabarocco Ensemble. Il volume si intitola "Tempo di danza" e, tra cronaca e storia, ripercorre - soffermandovisi in maniera tanto rigorosamente cólta quanto amabilmente leggera - le occasioni di presenza sulle ribalte italiane di artisti italiani e stranieri - danzatori, coreografi, registi, musicisti, scenografi - ma anche impresari ed editori, in una carrellata ricca, come evidenzia l'indice analitico, di oltre milleduecento citazioni tra titoli e personaggi. Il volume si legge con l'interesse, il gusto e il piacere che si può provare dinnanzi ad un lungo racconto, ad un romanzo da cui, tra riflettori accesi su talenti di livello mondiale, sguardi ad artisti meritevoli anche se meno noti, attenzioni alle scoperte e alle novità, incursioni nel settore legislativo, intrecci di culture e stili diversi, ad ogni voltar di pagina l'interesse rimane quasi sempre inalterato. Il libro è stato presentato a Roma nel Salone di Palazzo Wedekind dove, certamente per la prima volta negli ultimi cinquanta, sessantenni, è entrata, non metaforicamente, la danza. Del libro hanno parlato la curatrice, la giornalista Lidia Lombardi e il critico musicale Enrico Cavallotti; hanno portato le loro testimonianze Raffaele Paganini e Paola Jorio, direttrice della Scuola di danza del Teatro dell'Opera di Roma (intervenuta con i ballerini Dalila Sapori ed Alessandro Riga). Ma la presentazione è stata accompagnata con alcune esibizioni di danza: Maria Gippius del Teatro Kirov di San Pietroburgo e Nicolas Zorixc del Colón di Buenos Aires hanno ballato tanghi su musiche di Osvaldo Pugliese ad Annibal Trailo, mentre Marco Delle Foglie e Rosa Miecchi della compagnia DanzaRicerca di Daniela Capacci hanno ballato una coreografia della Capacci intitolata "Parole per dirlo" su musica del gruppo Madredeus. "Tempo di danza" nella collana Dialoghi di Gremese Editore - pagine 184 - 18 euro. Il Cinema a Roma. Sui giornali, sullo schermo e dietro le quinte Mario Verdone è stato "sollecitato" a raccogliere in un libro una serie di ricordi personali e, prendendo lo spunto da alcuni articoli apparsi, come egli stesso ricorda nella prefazione, sul periodico "Roma, ieri, oggi, domani" (dal 1988 al 1996), ha scritto una gustosa cronaca che rievoca fatti e misfatti, come magari impropriamente ci vien fatto di esprimerci, del cinema a Roma. Vita morte e miracoli, tra film, attori, registi, produttori. Il racconto parte da lontano, dal muto e dalla voce romana di Petrolini sullo schermo, dal Fregoli in bianco e nero e dalla presenza di Pirandello. Poi, Verdone racconta la Roma di Anna Magnani, di Checco Durante, quella di Fabrizi e, naturalmente, quella di Alberto Sordi. Sfogliando sfogliando, ecco la Roma di Moravia e quella "storica" di Gigi Magni., quella di Dino Risi e quella di Fellini. Il cinema-varietà, il western a Trastevere, la Hollywood sulle rive del Tevere. Il libro è corredato da qualche "locandina d'epoca" e da una serie di fotografie che fanno venire l'acquolina in bocca a chi le può collegare ai propri ricordi, o possono accendere l'interesse e la curiosità in chi ha soltanto sentito raccontare la bella favola del Cinema & Roma. Per la collana Gli Smeraldi (diretta da Maria Rita Pocino) -EdiLazio - pagine 248, prezzo di copertina 18 euro. Un giovane autore tra romanzo, cinema e teatro E' uscito il secondo libro di Andrej Longo, "Adelante", un romanzo che "rimanda ad un'epoca antica", quella della malvivenza e della sua sfrontatezza, raccontata, però, con tinte iperrealistiche (da fumetto pop, da soap opera noir?). A proposito di un velocissimo montaggio narrativo, come si legge nel risvolto di copertina, il romanzo simula perfettamente tempi e modi di un b-movie di qualità, mentre l'intero mondo dei personaggi danno vita ad un universo caotico, "orgoglioso e colorato" degno del miglior Kusturica, atmosfere alla John Woo, eroi negativi alla Tarantino (collana La Scala-Sintonie - ed Rizzoli - pagine 152 - euro 9.90). A proposito dell'attività letteraria di Andrej Longo, e dell'accenno ad un autore che "contamina" la sua pagina scritta con ritmi e modi che l'avvicinano al cinema (o, come vedremo, al teatro), si può ricordare che il romanzo d'esordio di questo scrittore, napoletano, è avvenuto con "Più o meno alle tre" (ed. Meridiano Zero - collana Meridianonero - pagine 158 - euro 11.50), un racconto che, partendo dalla evocazione dell'evento dell'11 settembre 2001 - la tragedia delle Torri Gemelle di New York - racconta di "altre povere esistenze" che in quello stesso momento - più o meno alle tre - in una Napoli caotica e globalizzata, città che assurge quasi a metafora di certo mondo occidentale, vivono di disperazioni, amare ironie, malinconie, rabbie. Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo spettacolo teatrale che ha debuttato a Roma, al Teatro Cometa Off, a fine settembre 2003. Per le influenze di cinema e teatro su Andrej Longo si può ricordare che è stato traduttore e adattatore per il palcoscenico di "Le relazioni pericolose" di Choderlos de Laclos (regìa di Pierpaolo Sepe), ha vinto due premi teatrali con la messa in scena di "Chi ha ucciso Sarah" e di "Un pensiero per Olga", regie di Sepe e di Marcello Cutugno (un altro suo testo, "La luce dei lampioni" è stato rappresentato con la regìa di Imogen Kusch). Vincitore di due premi come autore e regista radiofonico, svolge anche attività di sceneggiatore cinematografico. euro 9.90). A proposito dell'attività letteraria di Andrej Longo, e dell'accenno ad un autore che "contamina" la sua pagina scritta con ritmi e modi che l'avvicinano al cinema (o, come vedremo, al teatro), si può ricordare che il romanzo d'esordio di questo scrittore, napoletano, è avvenuto con "Più o meno alle tre" (ed. Meridiano Zero - collana Meridianonero - pagine 158 - euro 11.50), un racconto che, partendo dalla evocazione dell'evento dell'11 settembre 2001 - la tragedia delle Torri Gemelle di New York - racconta di "altre povere esistenze" che in quello stesso momento - più o meno alle tre - in una Napoli caotica e globalizzata, città che assurge quasi a metafora di certo mondo occidentale, vivono di disperazioni, amare ironie, malinconie, rabbie. Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo spettacolo teatrale che ha debuttato a Roma, al Teatro Cometa Off, a fine settembre 2003. Per le influenze di cinema e teatro su Andrej Longo si può ricordare che è stato traduttore e adattatore per il palcoscenico di "Le relazioni pericolose" di Choderlos de Laclos (regìa di Pierpaolo Sepe), ha vinto due premi teatrali con la messa in scena di "Chi ha ucciso Sarah" e di "Un pensiero per Olga", regie di Sepe e di Marcello Cutugno (un altro suo testo, "La luce dei lampioni" è stato rappresentato con la regìa di Imogen Kusch). Vincitore di due premi come autore e regista radiofonico, svolge anche attività di sceneggiatore cinematografico. Jacques Rivette, il suo modo di fare cinema e la Nouvelle Vague Con il mediometraggio intitolato "A coup du Berger" Jacques Rivette aprì la stagione della Nouvelle Vague: era il 1956 e il più attivo del gruppo di giovani cinéphiles composto da François Truffaut, Eric Rohmer, Jean-Luc Godard e Claude Chabrol, indicò la via per passare dietro la macchina da presa e rivoluzionare la produzione cinematografica francese. Al cineasta e ai suoi quasi cinquant'anni di attività è dedicata "Jacques Rivette", la monografia scritta da Goffredo De Pascale. Il libro, corredato di fotografie, contiene un'intervista inedita in cui il regista parla del suo rapporto con gli attori, della lavorazione sul set, della modernità del cinema e della dimensione che la Settima Arte ha rispetto ad altre espressioni come la letteratura, il teatro e la pittura. La seconda parte del volume è centrata sul ruolo svolto da Rivette nell'ambito della Nouvelle Vague e sull'analisi della sua poetica, da "Paris nous appartient" fino a "Histoire de Marie et Julien", il suo film più recente interpretato da Emmanuelle Béart. Seguono poi trame e schede critiche di tutti i film girati dal regista francese che nel 1966 si vide censurare dall'allora ministro della Cultura André Malraux la pellicola "Suzanne Simonin, la religieuse" tratta dal racconto di Diderot; che nel 1970 realizzò uno dei film più sperimentali, "Out 1: Noli me tangere", della durata di 12 ore e 40 minuti; che nel 1991 vinse il Gran premio della giuria al Festival di Cannes con "La bella scontrosa", e che, da ateo di formazione cattolica, ha riproposto un affresco della pulzella d'Orleans (Giovanna d'Arco, le battaglie e Giovanna d'arco, le prigioni) di grande modernità, dopo i capolavori di Dreyer, Bresson e Rossellini. Ed. Il Castoro (pagg.155 - 10.90 euro). Teatro contemporaneo: testi di Claudia Poggiani, Valeria Moretti, Mario Prosperi Bulzoni Editore ha pubblicato per la Società Italiana Autori Drammatici - collana di Teatro italiano contemporaneo - tre volumi contenenti ciascuno tre testi di altrettanti autori: Claudia Poggiani, Valeria Moretti, Mario Prosperi. Nel presentare i testi di Claudia Poggiani - "Ad Eva aggiungi Eva", "Quando il letto non racconta", "Giochi di trama" -, Maricla Boggio ricorda affettuosamente la scrittrice ed attrice da poco prematuramente scomparsa: "...non dava mai eccessiva importanza al suo scrivere e al suo recitare...era generosa...rimane nella nostra memoria l'immagine giocosa e volitiva di una donna coraggiosa e serenache aveva nascosto a tutti noi la sua fragilità ormai esausta". Contemporaneamente, ne traccia un acuto ritratto critico ponendo la sua produzione drammaturgica, cui aggiungeva spesso la propria sensibilità di interprete, in quel teatro che voleva calamitare l'attenzione "sulle donne che impersonano più facce della femminilità". Mentre le prime due commedie sono state già rappresentate, la terza è inedita e, scrive Maricla Boggio, era stata scelta da Claudia Poggiani poco prima di ammalarsi proprio per "darle maggiori possibilità di spiccare il volo verso chi avesse voluto metterla in scena, anche senza di lei". Pagine 255, prezzo di copertina 15 euro. Di Valeria Moretti, sono pubblicati i testi di "Il vizio del cielo", "Appuntamento alla locanda" e "Solitario dei solitari". Il primo mette in scena, come si legge nell'introduzione, donne che hanno espresso in forma drammatica il loro "bisogno di Assoluto": mistiche, folli, sepolte vive, carnefici di se stesse, cortigiane dell'illusione, atlete del delirio, Pasionarie dell'Eternità - Teresa, la santa bambina - Maddalena, l'innamorata - Caterina, l'eretica - Veronica, la visionaria. Ancora più "fantastico" il terzo testo, centrato sul legame tra Jacopo Pontormo (fine Quattrocento, metà del Cinquecento), pittore dalla condotta eccentrica, e il Verme Solitario che per qualche tempo si introdusse nel suo intestino; e che, poiché cervello e ventre sono così intimamente collegati, si sente un po' partecipe della "stupefacente creatività" dell'artista... Il primo testo è stato rappresentato anche a Parigi (con il titolo "Saintes Amantes", traduzione di Laura Minnelli, regìa di Guy Shelley), gli altri due sono stati radiotrasmessi, in francese (traduzione di Michel Rocher) su France Culture. Pagine 161, prezzo di copertina 11 euro. Nella presentazione dei testi di Mario Prosperi, Claudio Vicentini ripercorre innanzitutto il suo percorso culturale che lo ha condotto all'abbandono (per correttezza e coerenza) dell'attività di critico per continuare esclusivamente quella di autore, regista e interprete. Ricordati gli studi e l'attività negli Stati Uniti (rappresentazioni di suoi testi in lingua inglese, compiti di docente), l'influenza della sperimentazione e la sua ancora attuale responsabilità artistica nel Teatro Politecnico di Roma da lui fondato come associazione interdisciplinare nei primi anni Settanta, la presentazione offre brevi note sui testi pubblicati, tutti di "ispirazione storica". In "Mussolini e il suo doppio", il proposito di trattare il profilo del protagonista sottraendolo ad ogni "sistemazione storica consolidata" proiettandolo in tre diverse presenze, dimensioni conflittuali e complementari. Il secondo testo è "La città di Dio": gli estremi giorni di Ippona assediata dai Vandali mentre sant'Agostino, venerato vescovo della città, è ormai morente e attorno a lui si intreccia la complicata azione di tutti quelli che "vogliono utilizzarlo per i propri fini". Terzo testo, "Lo schiaffo di Anagni" in cui emerge il tentativo di Bonifacio VIII di operare uno "spregiudicato rafforzamento politico del potere papale come unica garanzia dell'indipendenza della chiesa dal potere politico". Pagine 231, prezzo di copertina 15 euro. Garibaldi, amore mio: confessioni di uno dei Mille, omosessuale "Garibaldi amore mio" è il secondo libro (dopo "Sciambagne!") dell'attore e autore Maurizio Micheli. Ironizzando sulle ovviamente inventate percentuali di un'Università canadese - su 100 esseri umani di sesso maschile almeno 3 sono dichiaratamente omosessuali, 10 bisessuali e gli altri 87 hanno un comportamento cosiddetto "normale" - Micheli deduce che sui Mille uomini che furono con Garibaldi nello storico Sbarco in Sicilia, ci sarebbero stati almeno 30 omosessuali e 100 bisex. Il libro è il racconto in prima persona di uno di quei trenta. Si chiamava Giosuè Borghini - così lo presenta il risvolto di copertina -, faceva l'impiegato pontificio a Senigallia ma, vittima di una beffa crudele di giovinastri intolleranti del suo paese, fu imbarcato a forza su uno dei piroscafi dei Mille e si trovò a combattere fianco a fianco con le camicie rosse. Il libro racconta le debolezze e l'amore impossibile e disperato di un piccolo uomo di provincia verso un mito inaccessibile - e inconsapevole -: l'Eroe dei due Mondi. Nella stessa vena umoristica, i disegni di Domenico Meloni che illustrano il paradossale racconto-confessione del povero Giosuè... Il volume è pubblicato da Baldini & Castoldi nella collana Romanzi e Racconti in cui sono apparsi, tra gli oltre duecento titoli, italiani e stranieri, testi di Arpino, Brera, Giorgio Capitani, Maurizio Chierici, Susanna Tamaro, Enrico Brizzi, Paolo Guzzanti, Claudio Fava, Pino Corrias, Franco Cuomo. (pagine 113, € 12.40). Franca Valeri "scrittrice" di commedie Il volume "Tragedie da ridere" è dedicato a Franca Valeri come scrittrice per il teatro, genere commedia - sotto questo specifico aspetto, una figura letteraria, femminile, probabilmente unica: non tenendo conto - ma non per una sottovalutazione -, cioè, del fatto che la Valeri (83 anni di cui 50 di carriera teatrale) sia stata e sia anche attrice - interprete dei proprii o altrui testi -, e non prendendo in considerazione la non indifferente mole di lavoro come scrittrice non-comica, traduttrice, adattatrice, sceneggiatrice. Anche se, detto questo, appare probabile che l'uscita del libro possa interessare più il critico letterario che il critico, o il semplice cronista, teatrale, ciò non toglie che una delle impressioni che si ricava dalla lettura sia quella di...sentire la sua voce. Un lungo e articolato racconto in cui la Franca Valeri scrittrice - alla quale Patrizia Zappa Mulas, curatrice del volume, dedica la sua attenzione - è la testimone, ironica ed acuta, divertente ma anche tragica (come suggerisce il titolo del volume) delle stagioni vissuta dalla donna italiana negli ultimi decenni, antesignana - a ben guardare - di alcune donne della più stretta attualità. Il libro esce in contemporanea con l'arrivo in palcoscenico del più recente lavoro letterario di Franca Valeri, un testo intitolato "La vedova Socrate" liberamente ispirato a "La morte di Socrate" di Friedrich Dürenmatt. Il volume si apre con il "Diario della Signorina Snob" cui seguono testi di sketch scritti dagli anni Cinquanta agli Ottanta, due atti unici (sui 5 che ha scritto: selezione effettuata probabilmente per ragioni di spazio) - il divertente "La coccia rapita" e il più amaro "La cosiddetta fidanzata" -, quattro commedie - "Le catacombe", "Meno storie", "Tosca e le altre due" (appena diventato un film diretto da Giorgio Ferrara) e "Sorelle, ma solo due" - tutti testi andati in scena ma pubblicati per la prima volta. (Tartaruga Edizioni - pagine 350 - 16.80 ). Roberto De Simone "riscrive" Giambattista Basile Einaudi pubblica - opera in due volumi con testo dialettale a fronte, illustratore Gennaro Vallifuoco - "Il Cunto de li unti" di Giambattista Basile riscritto - tradotto - da Roberto De Simone, musicologo e artista da sempre impegnato in una ricerca nelle storie e nei linguaggi popolari della scena. L'opera è stata presentata al pubblico romano in una serata svoltasi al Teatro Valle. Per l'occasione, una nota critica ha sottolineato come il Basile, pur traendo "Il Cunto de li cunti" materia dalle fiabe popolari napoletane, abbia elaborato su questo impianto favolistico una complessa quanto affascinante opera letteraria, connotata da un raffinato e composito linguaggio. Nel "Cunto", il Basile seppe fondere l'autentico dialetto napoletano e costruzioni sintattiche del "Decamerone", seppe bilanciare "in un geniale equilibrio altezze poetiche e basse scurrilità, linguaggio sublime e lazzi osceni, ciarlatanismo ed erudizione, erotismo e sentimenti, magìa rinascimentale e mitologìa popolare, con un orecchio rivolto al Boccaccio, agli umanisti, al Rabelais, al Marino, e l'altro ai quartieri di Forcella, di Porta Capuana, di Piazza Mercato". Rilevante, nell'alchimìa linguistica del "Cunto", è anche la componente teatrale espressa con un sapiente dosaggio di ritmi nella narrazione, e soprattutto nei dialoghi, ma che si realizza appieno nei monologhi dei personaggi il cui linguaggio sembra derivare dai repertori della Commedia dell'Arte: "E a tale proposito - secondo la nota critica - le inevitabili associazioni tra alcuni momenti narrativi del 'Cunto' e alcuni modi e forme del teatro shakespeariano fanno ipotizzare una circolazione orale di repertori carnevaleschi, di formulari comici e drammatici, se ad essi attinsero largamente sia il Basile sia Shakespeare". ("Il Cunto de li cunti", Einaudi 2002, 90.00). Passato e presente del Teatro Argentina Dal 1732 al 2001, la lunga storia del Teatro Argentina di Roma è raccolta in bel volume che si apre con una curiosità di cui, forse, non tutti (nemmeno i romani che lo frequentano) sono a conoscenza: nulla a che fare con l'omonimo paese del Sudamerica che il suo nome evoca, la Torre Argentina che sorgeva in prossimità del luogo dove ora c'è il teatro (che apre le sue porte proprio su via di Torre Argentina) trae il suo nome dal vescovo Burkardt, l'argentinensis, cioè il cittadino della tedesca Argentoratum, l'odierna Strasburgo. Accanto al Teatro Argentina, e non è quindi un caso fortuito, c'è la prestigiosa Biblioteca del Burcardo che contiene volumi di letteratura teatrale giunti fino a noi attraverso secoli. Il volume a cura di Walter Pedullà (presidente del Consiglio di amministrazione), però, fa entrare subito il lettore nella contemporaneità, soffermandosi sulle idee e i programmi di quanti del Teatro Argentina sono stati direttori artistici, dagli scomparsi Vito Pandolfi - che fu il primo a ricoprire questo incarico in maniera "duratura" quando nel 1964 divenne Teatro Stabile, pubblico (Comune di Roma) - e Franco Enriquez, dando poi la parola a Luigi Squarzina, a Maurizio Scaparro, Pietro Carriglio, Luca Ronconi fino a Mario Martone (e fino ad Antonietta Gironi Rame attuale direttore del Dipartimento programmazione, produzione e decentramento). Ma ecco un bel balzo all'indietro, con un saggio di Paolo Portoghesi che ripercorre la storia dell'Argentina partendo dal terzo decennio del 1700 e seguendola fino ai nostri giorni. Poi è Mario Sanfilippo ad approfondire questo "viaggio", illustrato da interessanti foto d'epoca, e corredato da nove schede che raccontano - tra storia, riferimenti culturali e di costume - la città e la società, i papi e il teatro, il teatro e il carnevale romano, Roma alla fine del dominio temporale. Mentre Franca Angelini si sofferma su alcune particolari programmazioni, tra cui quelle musicali (illustrate con riproduzioni dei frontespizi dei relativi libretti datati, per esempio, dal 1732 al 1869), arrivando alle più recenti. Il tutto si chiude con la cronologìa, a cura di Laura Novelli, di tutti gli spettacoli, prodotti od ospitati, dall'Argentina dalla stagione 1965-66 all'attuale. Foto di Moreno Maggi, tante foto di scena (bianco/nero e colore). "Il Teatro Argentina 1732-2001" a cura di Walter Pedullà - 260 pagine - lire 50.000. Tutto il teatro di Gino Rocca A Fonzaso (cittadina vicino a Feltre, Belluno), località dove Gino Rocca è sepolto, a cura del Comune sono stati presentati i cinque volumi che contengono praticamente ben 90 titoli, tra commedie e atti unici, di questi scrittore che una parte della critica considera uno dei maggiori commediografi italiani del Novecento - e sicuramente il maggiore autore veneto del secolo -, anche se, prima dell'apparizione di questa opera (coedita dalla Regione Veneto e da Marsilio), è stato un commediografo quasi dimenticato. Dunque, una piccola notizia che riguarda invece una grande riscoperta, messa in risalto da una pubblicazione che è introdotta da tre saggi: una analisi del teatro in lingua del compianto Giovanni Calendoli, un esauriente percorso dedicato al teatro dialettale di Giorgio Pullini, ed una accurata ricostruzione biografica di Carlo Manfio che l'opera ha curato con un lavoro durato tre anni. Veneto fin nel profondo del cuore, Gino Rocca, nato nel 1891 a Mantova, da padre torinese e madre feltrina, e morto a Milano nel 1941, tenne per quasi venti anni la critica teatrale su "Il popolo d'Italia". Ebbe un unico figlio, Guido, che fu drammaturgo sulle orme paterne e che è morto per una grave malattia nel '61. Tra i novanta titoli della sua produzione, alcuni sono stati considerati "autentici capolavori" (Il terzo amante, Gli amanti impossibili, Volo a vela). Tra le commedie dialettali bisogna almeno ricordare "Se no i xe mati, no li volemo", cavallo di battaglia di Cesco Baseggio e alcune stagioni fa riproposto con successo da Giulio Bosetti. Tra gli altri titoli: "Sior Tita paron", "Su da noi" (il cui primo atto si svolge addirittura in una trincea durante la prima Grande Guerra mondiale), ma anche "Mustaci de fero", "Gli ultimi del Krak", "Le carte son sincere" e "L'uccisione di un generale in Cina" che sono editi per la prima volta. "Tutto il teatro di Gino Rocca - come dice una nota critica - è permeato dal rimpianto, dalla costante presenza dei vinti, ed è un teatro che ancora oggi non smette di stupirci, anche per il senso di solitudine, di interrogazione sulle problematiche irrisolte della nostra vita". "La Gatta Cenerentola" Per la prima volta in video cassetta un "viaggio incantevole" attraverso l'Opera buffa e il melodramma, la commedia e il teatro classico, la musica cólta e la tradizione popolare: "La Gatta Cenerentola" di Roberto De Simone è tutto questo ed ora la si può gustare in una nuova messinscena che restituisce intatta quella "favola che da sempre racconta le nostre paure e i nostri desideri, antica come il sole e la luna". Ed. Einaudi Stile Libero (video + libro lire 32.000). Pirandello, e ancora Pirandello... ...negli Oscar Mondadori. A cura di Roberto Alonge, in due volumetti i testi di alcune opere dell'Agrigentino: nel primo "Sei personaggi in cerca d'autore" ed "Enrico IV" (lire 12.000), nel secondo "Pensaci, Giacomino!" e "La ragione degli altri" (stesso prezzo). Ancora Pirandello in un altro volumetto, sempre Mondadori, con "Quando si è qualcuno", "La favola del figlio cambiato" e "I giganti della montagna" (lire 14.000). Commedie per il teatro e per il cinema... ...di Pino Quartullo: nello stesso volume, "Quando eravamo repressi", "Le faremo tanto male", "Le donne non vogliono più" e "Storie d'amore con i crampi" (ed. Gremese, lire 35.000). Ristampato il cofanetto "Tutto Fellini" "Il cofanetto che ripropone il ricordo dei miei film avrà un lieto successo perché la musica del mio preziosissimo collaboratore e grande amico Nino Rota è così profondamente legata ai miei personaggi e alle storie che ho raccontato da farle rivivere nella memoria e nel sentimento nel modo più toccante e suggestivo…". Questo breve messaggio autografato scritto da Federico Fellini nel '97, torna ad apparire nel volumetto, di oltre 60 pagine, che accompagna la ristampa dei due cd del cofanetto intitolato "Tutto Fellini" ed in cui appaiono anche, insieme ai suoi indimenticabili, intelligenti e gustosissimi disegni, le schede complete, le piccole foto e le riproduzioni delle locandine dei film per i quali Nino Rota (ma anche, come si può vedere e ricordare, Felice Lattuada e Armando Trovajoli, Mario Nascimbene, Luis Bacalov, Gianfranco Plenizio, Nicola Piovani) scrisse le musiche (da "Luci del varietà" a "La voce della luna"), comprese quelle di commento per "Block-notes di un regista" - appunti sulla poesia e sulla vita di un autore che costituivano una lunga intervista per la televisione americana NBC diventata anche un film di soli 60' nell'edizione italiana. Il cd è ancora una volta realizzato per la Cam's Soundtrack Encyclopedia (ed. Cam, lire 40.000). "Rugantino" anche in versione Jazz La colonna sonora originale di "Rugantino", composta e diretta da Armando Trovajoli per la commedia musicale di Garinei & Giovannini, è contenuta in due cd che si riferiscono rispettivamente all'edizione del 1978 (quella interpretata da Aldo Fabrizi, Enrico Montesano, Bice Valori, Alida Chelli) e a quella più recente (interpretata da Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Maurizio Mattioli, Simona Marchini): ambedue editi, con i testi delle canzoni, da Cam (lire 29.000). E' ancora più recente, però, la stessa colonna sonora contenuta nel cd "Roberto Gatto plays Rugantino", in versione Jazz, con gli arrangiamenti e la conduzione di Paolo Silvestri, Gatto alla batteria, Enrico Rava e Claudio Corvini (tromba e flicorno), Enrico Pieranunzi (piano), Luca Bulgarelli (contrabbasso), Gabriele Mirabassi (clarinetti), Rosario Giuliani (sassofoni), Gianluca Petrella (trombone), Stefano Mastrangelo (corno), Massimo Pirone (basso tuba e trombone basso), e con la sezione archi della Orchestra Roma Sinfonietta. L'esecuzione di "Stornelli e finale" è accompagnata dal ricordo della voce di Aldo Fabrizi, mentre a quella di "Roma nun fa' la stupida stasera" fa da contrappunto Peppe Servillo, la voce degli Avion Travel (ancora ed. Cam, lire 39.500). "Sulle orme della Compagnia dei Giovani" Questo libro, scritto dall'attore Fabio Poggiali e pubblicato da Bulzoni Editore, ricsotruisce ed analizza il cammino di quella compagnia teatrale che nel dopoguerra ha riscosso il più considerevole successo di critica e di pubblico in Italia ma anche unanimi consensi nelle tournées all'estero, realizzando memorabili allestimenti di Giorgio De Lullo, Rossella Falk, Romolo Valli, Anna Maria Guarnieri ed Elsa Albani che furono i protagonisti storici di quel periodo (1954-1970) da molti considerato irripetibile. Nel loro repertorio: "Lorenzaccio" di De Musset, "Gigi" di Colette, "Il diario di Anna Frank" di Hackett, "La bugiarda " di Diego Fabbri, e le commedie scritte espressamente per la compagnia da Giuseppe Patroni Griffi come "D'amore si muore", "Anima nera", "Metti, una sera a cena" (da cui nacque l'omonimo film diretto da Patroni Griffi, suo anche l'adattamento con la collaborazione di Dario Argento, interpretato da Jean Louis Trintignant, Florinda Bolkan, Lino Capolicchio, Tony Musante, Annie Girardot, Adriana Asti, Milly, Nora Ricci, Mariano Rigillo, musiche di Ennio Morricone edite anche in un lp). Nel repertorio della Compagnia dei Giovani anche la trilogia pirandelliana composta dai "Sei personaggi", "Il giuoco delle parti" e "L'amico delle mogli". L'autore, con il contributo critico dei maggiori operatori culturali del settore e attraverso testimonianze dirette, documenti e fotografie, ricostruisce ed approfondisce nel libro quei sedici anni in cui i Giovani condivisero gioie e dolori di una comune passione: il palcoscenico. Prefazione di Luigi Squarzina, interviste rilasciate da Rossella Falk, Anna Maria Guarnieri e Patroni Griffi. I personaggi più divertenti... ...inventati da Anna Marchesini e da lei rappresentati in teatro e in televisione raccolti in un libro più video intitolato "Che siccome sono cecata" e "Tanto caruccia" edito da Mondadori (lire 32.000). Con Moni Ovadia... un viaggio nel teatro di uno dei maggiori interpreti dell'umorismo ebraico: da "Oylem Goylem" a "Ballata di fine millennio", da "Perché no?" al "Caso Kafka". Monologhi e canzoni in un libro più video di 90' intitolato "L'ebreo che ride" (Einaudi Stile Libero, lire 35.000). Le più belle battute... ...del grande cinema - sono 4023 tratte da 116 film - raccolte da Roberto Casalini con una prefazione di Gianni Riotta in "Suonala ancora, Sam" (Collana Voci nel Tempo, Tascabili Bompiani, lire 16.000). La sceneggiatura... ...dell'ultimo film di Giuseppe Tornatore, "raccontata" anche con alcune foto, è pubblicata da Gremese Editore in uno dei volumi - "Malèna" - della collana "Le sceneggiature di grandi film" a cura di Giacomo Gambetti (lire 20.000). Si intitola... ..."Ciak, si mangia!" il Dizionario - da Abbacchio a Zuppa inglese - curato da Salvatore Gelsi. Con citazioni che rimandano a mille film, quelle di trecento piatti in un modo o nell'altro in essi "presenti". In tre indici per ordine alfabetico, i piatti e i film, appunto, ma anche i nomi degli attori e dei registi (Ed. Tre Lune, lire 30.000), Grandi monologhi... ...del teatro classico, di quello medioevale e del periodo dell'umanesimo, del XVI e XVII secolo, del Novecento sono stati raccolti, a cura di Luigi Lunari, con una prefazione di Dario Fo, in "Essere o non essere" (collana Voci nel Tempo, Tascabili Bompiani, lire 16.000). Provini d'autore... ...con i "Grandi monologhi del Teatro contemporaneo". Cinquanta scene classiche "per donna" ed altrettante "per uomo", raccolte in due volumetti della Piccola Biblioteca della arti da Rodolfo Di Giammarco e Claudia Di Giacomo. (Ed.Gremese Lire 20.000 ciascuno) Per Rai - Eri... ...Franco Montini e Piero Spillo hanno curato un illustratissimo libro intitolato "Il mondo di Luigi Magni" - Avventure, sogni e disincanto (lire 30.000). Libro+video... ...per "Natale in casa Cupiello" di Eduardo De Filippo in una edizione da lui anche diretta e interpretata. Il libro raccoglie il testo della famosissima commedia con una introduzione di Roberto De Simone, il video (133') ne ripropone la messinscena (Einaudi/ Stile libero/Video, lire 35.000). 365 barzellette effervescenti... ...per affrontare una nuova giornata che può non essere sempre e per tutti facile e piacevole. Chi soffrisse di sindromi depressive, stati ansiosi, tristezza cronica, apatia, malumore, pessimismo, potrebbe far ricorso a "Risatina C" (C, vitamina barzellettina) di Adriano Altorio, che in un cofanetto, la cui confezione ricorda quella dell'Aspirina C effervescente, raccoglie 365 barzellette in un calendario da tavolo giornaliero di "automedicazione da tenere lontano dalla portata dei minori di 14 anni.…Ogni barzelletta contiene infatti acido umoristico tra i principi attivi acidi e cinici, satirici e sarcastici tra gli eccipienti". Trattamento di un anno, data di scadenza il 31-12-2001 (l'Airone Editrice, collana Barzellettissime, lire 15.000). Porno made in Italy... ...dall'A alla Z nel "Dizionario del cinema hard": attori, attrici, registi, film a luci rosse italiani ed europei con foto degli interpreti più quotati, un glossario di termini tecnici e centododici film di maggiore successo del porno made-in-Italy. A cura di Vanni Buttasi e Patrizia D'Agostino per Gremese Editore (lire 35.000). Ma su vent'anni di cinema porno in Italia si soffermano anche Andrea Di Quarto e Michele Giordano (quest'ultimo autore anche di "La commedia erotica italiana" con foto inedite e numerose interviste ai protagonisti, stesso editore, collana Gli Album, lire 45.000) in "Moana e le altre" nella collana Dialoghi, ancora di Gremese (lire 35.000). Torna a Scaffale |