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Il dolore fisico e psicologico della “violenza nascosta” delle donne Marina Massironi, attrice che alterna da sempre il teatro al cinema e alla televisione, con l’interpretazione di “La donna che sbatteva nelle porte” di Roddy Doyle (dall’omonimo romanzo, adattamento e regìa di Giorgio Gallione) affronta per la prima volta un monologo e un tema tra i più delicati ed attuali - la violenza sulle donne - calandosi nel ruolo di Paula, una donna di trentanove anni con già troppa storia alle spalle: padre misogino e madre sottomessa, Paula già da adolescente ha voglia di fuggire da una famiglia che non la sa amare e da una scuola che la etichetta come una ragazzina stupida e amorale. Tutto cambia quando, qualche anno dopo, diventa “la signora Spencer”, la moglie di Charlo, il bello del quartiere, sicuro, vincente, carismatico. Lui la fa sentire amata, rispettata, temuta. E Charlo è la felicità, il sesso, la speranza, il riscatto. Poi arrivano i figli. Charlo, che beve pesantemente, perde il lavoro e la vicenda precipita improvvisamente nelle profondità di un dolore fisico e psicologico, dove lo sbattere la testa nelle porte del titolo diventa per Paula la metafora per nascondere la violenza subita dal marito. Così Charlo, poco alla volta, diventa l’inferno. Schiacciata dalla situazione, anche Paula cerca rifugio nell’alcool. Piena di sensi di colpa nei confronti dei figli e di vergogna, non riesce a dire la verità ai medici, che forse non vedono o scelgono di ignorare la sua situazione. Spettacolo presentato da Fondazione Teatro dell’Archivolto di Genova (scene e costumi di Guido Fiorato), in scena dal 24 gennaio al 5 febbraio al Teatro Sala Umberto - Via della Mercede 50. Tel. 06/ 8077108. |