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Musica strumentale di compositori dediti soprattutto all’opera teatrale Francesco La Vecchia, di ritorno da un’acclamata tournée a Lipsia, torna sul podio della “sua” Orchestra Sinfonica di Roma (patrocinata dalla Fondazione Roma) domenica 5 febbraio alle ore 17.30 e lunedì 6 alle ore 20.30, all’Auditorium della Conciliazione. In programma: “Scherzo” di Alfredo Catalani, “Concerto in fa per pianoforte” di George Gershwin, “Sinfonia caratteristica sopra i più graziosi motivi napoletani”, “ Sinfonia sopra i motivi dello Stabat Mater di Rossini” e “Omaggio a Bellini” di Saverio Mercadante. Pianista Roberto Cappello. Il programma, seppur interamente strumentale, reca il marchio di fabbrica della musica teatrale: tutte le composizioni proposte furono, infatti, scritte da musicisti che si dedicarono prevalentemente al teatro musicale. George Gershwin, compositore, pianista e direttore d'orchestra, è considerato l'iniziatore del musical americano: le sue composizioni hanno attraversato i generi blues e musica classica, e le sue melodie più popolari sono ampiamente conosciute. Ha scritto la maggior parte delle sue opere vocali e teatrali, tra cui più di una dozzina di spettacoli teatrali di Broadway, in collaborazione con il suo fratello maggiore, paroliere, Ira Gershwin. Le sue composizioni sono state utilizzate in numerosi film e in televisione, e molte sono diventate standard jazz registrati in numerose varianti. Innumerevoli i cantanti e musicisti che hanno registrato le sue canzoni. Il “Concerto in fa” rappresenta il momento artistico dell'artista in cui, dopo il successo della popolarissima “Rapsodia in blu”, intende essere considerato come compositore a tutti gli effetti e quindi in grado di orchestrare da solo le proprie opere (cosa che non era stata ancora possibile nel caso della “Rapsodia”). Fu scritto su commissione del direttore d'orchestra Walter Damrosch, che presentò per la prima volta l'opera conducendo la New York Symphony Orchestra e con Gershwin da solista. Alfredo Catalani apparteneva a una nota famiglia di musicisti ed era figlio di un maestro di musica (allievo di Giovanni Pacini), dal quale ebbe i primi insegnamenti (la madre, invece, era direttrice di un collegio). Iniziò a studiare con Fortunato Magi (zio di Giacomo Puccini), poi a Parigi, con François-Emmanuel-Joseph Bazin, e infine al Conservatorio di Milano, con Antonio Bazzini. Proprio a Milano, terminati gli studi, Catalani si mise in vista presentando un breve lavoro eccentrico e vigoroso intitolato “La falce”, egloga araba per due voci e coro su libretto di Arrigo Boito. Dopo questo felice esordio, Catalani si mosse in una cornice vicina alla scapigliatura milanese e agli artisti più progressisti, tenendo conto, oltre che della lezione di Richard Wagner, del rinnovamento sinfonico e del dramma lirico francese. Saverio Mercadante fu molto attivo nel campo dell'opera teatrale (ne scrisse oltre 60), ma con una prolifica produzione anche nel campo della musica sacra e delle composizioni per orchestra, oltre alla musica da camera, cantate, inni, balletti, sinfonie. Tratti caratteristici dello stile operistico di Mercadante, sono la particolare elaborazione del linguaggio armonico, l’interessante e nuova tecnica di orchestrazione, la spiccata evidenza drammatica dei personaggi, per molti versi anticipatrice del teatro di Verdi. |