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Quei versi di Dante e Petrarca con un Quartetto vocale inglese Il prossimo ospite dell’Istituzione Universitaria dei Concerti - martedi 7 febbraio, alle 20.30, nell’Aula Magna della Sapienza è The Hilliard Ensemble, quartetto inglese da trent'anni uno dei migliori gruppi vocali in campo internazionale, specializzato nell'esecuzione di musica medioevale e rinascimentale. Ma il cui spirito anticonformista, la sua insofferenza per i confini e il suo interesse per i linguaggi musicali contemporanei, lo hanno portato a collaborare anche con compositori dei nostri giorni, e in particolare a instaurare un lungo e fortunato sodalizio con Arvo Pärt. I concerti e le incisioni con il sassofonista Jan Garbarek, inoltre, hanno esteso la sua fama oltre i confini della "classica". Il Quartetto ha voluto intitolare il concerto romano “Memoria italiana”, ed è caratterizzato da musiche ispirate da versi di Dante e Petrarca a nove compositori italiani e stranieri, dal Trecento ad oggi. Si potranno ascoltare, infatti, le prime musiche su testo del Petrarca giunte fino a noi: il sonetto “Chiare, fresch’e dolce acque”, composto, quando il poeta era ancora in vita, da Jacopo da Bologna, uno dei maggiori musicisti del Trecento italiano, e la canzone “Vergene bella”, messa in musica un secolo dopo da Guillaume Dufay, a sua volta il maggior compositore europeo del Quattrocento. Il rapporto simbiotico tra musica e poesia è alla base della grande stagione del madrigale cinquecentesco ed è un aspetto fondamentale ma spesso sottovalutato della cultura rinascimentale italiana, in cui la musica era alla pari della pittura e della scultura. Nel Cinquecento i versi del Canzoniere petrarchesco furono musicati migliaia di volte dai più illustri compositori, e ad iniziare questa “moda petrarchesca” fu Bernardo Pisano, del quale si ascolteranno sei composizioni di rarissima esecuzione. La grande diffusione europea della poesia di Petrarca è dimostrata anche dai madrigali di illustri compositori venuti dal nord (Eustachius De Monte Regali, Jacob Arcadelt, Cipriano de Rore e Giaches de Wert) scelti dall’ Hilliard Ensemble. Ci si spingerà poi fino ai nostri giorni, con la prima esecuzione a Roma di “Memoria italiana” di Fabio Vacchi su testi popolari (è l'unico brano in questo concerto a non usare testi del Petrarca o dell'Alighieri ma si collega al resto del programma perché è in uno stile polifonico che si riallaccia al Cinquecento), e con prima esecuzione in Italia de “Il cor tristo” dell'americano Roger Marsh, sul testo dell'episodio del Conte Ugolino dal Canto 33 dell' Inferno di Dante. Informazioni: tel. 06/ 3610051 oppure: botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it |