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La realtà che violenta le “maschere” di Pirandello Nella doppia veste di regista e interprete, Gabriele Lavia debutta domenica 8 gennaio al Teatro Argentina con lo spettacolo “Tutto per bene” di Luigi Pirandello, nuova produzione del Teatro di Roma. Repliche fino a domenica 10 febbraio. Commedia ”grottesca” tra le più significative del drammaturgo siciliano, rappresentata per la prima volta nel 1920, “Tutto per bene” è il dramma di un uomo che scopre di aver vissuto una vita diversa da quella che credeva fosse. Parabola amara di un’esistenza in balìa di una società finta e ipocrita: maschera tra maschere di un balletto crudele, che gli uomini mettono in scena illudendosi di vivere. Protagonista della storia è Martino Lori, un uomo di mezz’età, vedovo inconsolabile che vive i suoi giorni nel ricordo dell’amata moglie defunta e nella dedizione per la giovane figlia Palma. Ma la realtà è ben diversa da come appare. Ad eccezione del vedovo, infatti, tutte le persone che lo circondano sanno da sempre che la moglie aveva una relazione con il suo datore di lavoro, il potente senatore Salvo Manfroni, e che la sua adorata Palma è il frutto nato da questa infedeltà. La tragica scoperta della verità getta Lori in una crisi profonda, reso di colpo orfano di ogni sua certezza: “Tutto rovesciato; sottosopra. Sì. Il mondo che ti si ripresenta tutt'a un tratto nuovo, come non ti eri mai neppure sognato di poterlo vedere. Apro gli occhi adesso!”. Tra i tanti personaggi “mascherati” di Pirandello, quello di Martino Lori è uno dei più violentati dalla propria maschera. Da figura mite e padre premuroso che era stato fino a quel momento, Lori si scopre essere un uomo senza più identità. Un destino crudele che Pirandello ben sottolinea con lucida ironia: “Chi ha capito il giuoco, non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è”. In occasione del debutto di “Tutto di per bene”, parte la collaborazione del Teatro di Roma con l’Ente Nazionale Sordi (sezione Provinciale di Roma). Grazie al contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Roma prende il via l’iniziativa che comprende un abbonamento a quattro spettacoli - fra Argentina e Teatro India - tradotti nella lingua dei segni. Alcune delle repliche degli spettacoli previsti, ospiteranno gruppi dell’Associazione nazionale sordi, per i quali due interpreti “tradurranno” i dialoghi delle opere. Teatro Argentina - Tel. 06/ 6840001 oppure: info@teatrodiroma.net – Botteghino: tel. 06/ 684000311-314 (dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19, dal lunedi al sabato). |