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Le letture di Albertazzi e Mascia Musy danno vita alle pagine del romanzo di Enrico Groppali sulla ”scandalosa” Maria Tarnowska Le voci di Giorgio Albertazzi e Mascia Musy per dare colore e creare atmosfera alle pagine del nuovo romanzo di Enrico Groppali, “Il diavolo è femmina” (ed. Mondatori), in cui il noto critico teatrale, con spietata lucidità restituisce nel suo drammatico fulgore la vicenda scandalosa e tormentata di Maria Tarnowkska (la diabolica contessa su cui sia Fassbinder sia Visconti tentarono invano di realizzare un film), in una narrazione in cui ognuno dei protagonisti prende la parola per raccontare al mondo la sua verità. Una storia in cui si riflette quella dell’intera aristocrazia europea – ricca, estetizzante, dannunziana – di inizio Novecento. Venezia, gli anni mirabilmente “sventati” della Belle Époque: la contessa russa Maria Tarnowska, aristocratica di origine scozzese intima della famiglia imperiale, viene arrestata con l'accusa di aver fatto uccidere uno dei suoi amanti, il conte Pavel Kamarovski. Non ha nemmeno trent'anni, ma già molti uomini si sono rovinati per lei. Il suo cinismo, la sua spregiudicatezza, le abitudini depravate cui si dedica con esaltata applicazione, sono leggenda. Il 4 marzo 1910 le porte del Palazzo di Giustizia di Venezia si aprono per l'inizio del dibattimento, presto definito dalla stampa di tutto il mondo "il processo dei russi". Oltre la contessa, sono imputati del delitto il suo legale, avvocato Prilukov, l'anima nera che avrebbe concertato il crimine, e il giovanissimo Nicolas Naumov, esecutore materiale. Movente: la polizza sulla vita per una somma esorbitante sottoscritta a favore della contessa. Tutta l’Europa che conta, dai poeti agli intellettuali agli artisti, segue con il fiato sospeso l'insolito avvenimento… Appuntamento al Teatro Valle, martedì 13 aprile alle ore 12. Sarà presente l’autore. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. ********************************************************************************************************** Un documentario su Bice Minori, sarta teatrale, 85 anni racconta anche la storia di oltre mezzo secolo della scena italiana Lunedì 14 dicembre, alle ore 21, al Teatro Vittoria sarà presentato “Le mani di Bice”, un documentario realizzato dalla regista Gigliola Funaro (che, dopo venti anni trascorsi in Rai, dal 2006 lavora come artista e produttrice indipendente), nato da un’idea e con la collaborazione della costumista Gianna Gelmetti. La Bice del titolo è Bice Minori, 85 anni, proprietaria della sartoria teatrale Bi.Mi, ancora in attività. Attraverso la sua vicenda professionale e privata, nel documentario – un appassionante viaggio nella straordinaria artigianalità italiana -, si ripercorre oltre mezzo secolo di storia del teatro italiano: dalla sartoria della Minori sono usciti, tra gli altri, i costumi della prima edizione spoletina dell’ “Orlando Furioso” di Luca Ronconi, quelli per gli spettacoli di Eduardo per la Rai, quelli della “Gatta Cenerentola” di Roberto De Simone e, ultimamente, quelli del musical "Nôtre Dame de Paris". E’ Bice che si racconta, ma parlano di lei, oltre a Gianna Gelmetti, i costumisti Santi Migneco e Rosaria Rapuano, e anche famosi personaggi dello spettacolo e della cultura che con lei hanno lavorato, quali la scrittrice e regista Maricla Boggio, Dacia Maraini, Michele Mirabella, Michele Placido, il produttore musicale David Zard. Un progetto educativo nelle carceri attraverso la musica e la danza Si intitola “Movable Barres – Musica e danza nelle carceri d’Europa” l’incontro che, con il patrocinio del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, si svolge il 10 dicembre, dalle ore 18 fino a tarda sera (con una pausa happy-hour dalle 20 alle 21) presso il Caffè Letterario in via Ostiense 95 (ingresso gratuito). L’incontro si svolge nell’ambito di un Seminario in programma dal 9 al 12 dicembre all’Hotel Lancelot (via Capo D'Africa 47) a cura del Centro Europeo Teatro e Carcere insieme all’Università City College di Manchester, terzo incontro transnazionale del progetto europeo Movable Barres, un progetto biennale artistico ed educativo, che vede coinvolti sette Paesi e numerosi partner, che consiste nel proporre visioni e attività artistiche, mettere a disposizione esperienze esemplari di buona pratica per tutti coloro che svolgono attività formativa, artistica e rieducativa all’interno della carceri, studiare e affrontare su scala internazionale cosa accade nei luoghi di detenzione per il recupero e la formazione dei detenuti attraverso la musica e la danza. Al Caffè Letterario saranno presentate le più interessanti esperienze italiane con artisti e addetti ai lavori tra cui Laura Mazza, coreografa del film “Tutta colpa di Giuda”, che presenterà un inedito back stage e l’Associazione Liberi Onlus con “Liberi per sempre”, film documentario con la regia di Flavio Parente, girato negli Istituti per minori italiani insieme al cantautore Alberto Mennini, con la collaborazione del Dipartimento della Gioventù, del Ministero della Giustizia/ Dipartimento per la Giustizia minorile. Saranno noltre proiettati estratti dal video “Danza oltre le mura” di Francesco Crispino (prodotto dal Centro Europeo Teatro e Carcere e dal Balletto di Roma), le performances dei Presi per Caso, formazione musicale composta da ex detenuti, e l’inedito videoclip del cantautore Alberto Mennini realizzato nel suo viaggio in molti istituti penali per minorenni in Italia. Si esibiranno infine alcuni musicisti e cantanti europei coinvolti nel progetto, fra cui Gilberta Crispino, Ioannis Papadimitriou, Niels Bak, Torbjørn Kristoffer Rodal, Luke Bowyer, Sally Elsbury, Francesca Romana Nascè. A coordinare l’incontro e le giornate del Seminario, Alan Clarke dell’Universita’ di Manchester e Donatella Massimilla, direttrice artistica del Centro Europeo Teatro e Carcere, che accompagneranno i partner europei di Danimarca, Grecia, Gran Bretagna, Bulgaria, Norvegia e Irlanda del Nord nello sviluppo del progetto in Italia. Per informazioni: theatreinprison@yahoo.it. Per “Macbeth” al Quirino, a Tor Vergata gli studenti incontrano Gabriele Lavia Proseguono gli incontri della stagione 2009/2010 nell’ambito dell’iniziativa “Teatro 30 e lode”, che promuove la cultura teatrale all’interno delle Università attraverso la realizzazione di incontri e “conversazioni di scena” con i protagonisti della stagione teatrale romana. Lunedì 30 novembre, alle ore 16, nell’Aula T32 della Facoltà di lettere e filosofia dell’ Università di Tor Vergata (via Columbia 1) –, in coincidenza con le rappresentazioni di “Macbeth” di William Shakespeare al Teatro Quirino dal 1° al 13 dicembre -, incontro con Gabriele Lavia, che di questa edizione dell’opera shakespeariana è interprete e regista. Introduzione di Edoardo Bellingeri e Donatella Orecchia. Sempre all’interno di “Teatro 30 e lode”, la promozione dei servizi offerti dalle biglietterie Agis riservate a studenti universitari, docenti e personale tecnico amministrativo- dove è possibile acquistare biglietti per gli spettacoli dei Teatri associati Agis aderenti all’iniziativa (oltre 50) con riduzioni fino al 50% sul prezzo intero e senza alcuna commissione d’agenzia. L’iniziativa è promossa e sostenuta dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e dal Comune di Roma, e realizzata dall’Unione Regionale Agis Lazio in coordinamento con le Università de La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre. Per informazioni sugli eventi in calendario: www.spettacoloromano.it oppure presso i botteghini universitari. Premio Riccione per un soggetto cinematografico ideato settant’anni fa da Vittorio Mussolini. Ecco un libro “d’epoca” Il Premio Riccione Teatro, nella ricorrenza del settantesimo anniversario del Premio Riccione “per un soggetto cinematografico”, ideato nel 1939 da Vittorio Mussolini, pubblica il libro “1939 – Danzando sull’abisso, Vittorio Mussolini e il Premio Riccione”, (ed.Raffaelli, Rimini- pagg. 160 - euro 359. Il volume sarà presentato a Roma, venerdì 20 novembre alle ore 19, presso la Libreria del Cinema, in via dei Fienaroli 31 d (tel. 06/ 58 17 724) – ingresso libero -, dal curatore Marco Bertozzi e da Fabio Bruschi, che lo ha ideato, con la partecipazione di Luciana Castellina e Carlo Lizzani, testimoni attivi di quegli anni. Saldamente ancorato alla tradizione culturale e politica, democratica e repubblicana, il libro - come anticipa una nota di presentazione della serata -, non teme di misurarsi e di esporsi alla fascinazione di quella Riccione e di quella Italia del grande consenso al regime, e inserisce la vicenda di quel Premio Riccione nel più vasto palcoscenico nazionale alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Un’indagine su un premio, all’incrocio tra cinema, letteratura, promozione turistica, lancio di stili, mode e sviluppo urbano. Non un libro di storia, ma testo preliminare a una ricerca che da alcuni anni indaga sul “ventennio” intersecando piani d’azione differenti, compulsando fonti di vario genere e incrociando punti di vista tradizionalmente lontani. Il volume è un’indagine sull’anno più significativo di “quella” Riccione - città vetrina del regime con il Duce testimonial d’eccezione. La pubblicazione si presenta nella forma di una rivista di fine anni Trenta, il formato scelto è il medesimo di “Domus”, la più importante rivista italiana di quegli anni, fondata e diretta da Giò Ponti. Lo stile elegante, i modi sofisticati della grafica, la carta, sono simili alle riviste di allora, e i caratteri utilizzati sono rigorosamente filologici. Il libro comprende, oltre a un’ampia documentazione in gran parte inedita e a numerose fotografie, saggi critici di architetti e cineasti, storici dei media, della moda e del turismo: Marco Bertozzi, Fabio Bruschi, Giorgio Conti, Antonio Costa, Paolo Fabbri, Mario Lupano, Gianfranco Miro Gori, Loris Pellegrini, Stefano Pivato, Pierre Sorlin, Alessandra Vaccari. La prima parte è dedicata al cinema; la seconda al contesto turistico e mondano di Riccione e delle località balneari adriatiche in cui si coniugavano eventi cinematografici e di promozione turistica, dalla Mostra del Cinema di Venezia ai concorsi cinematografici delle spiagge romagnole. La terza parte contiene le testimonianze di Pietro Ingrao, Carlo Lizzani, Luciana Castellina.La quarta parte, scritti di Vittorio Mussolini, Ruggero Zangrandi (vincitore nel 1939 della prima edizione del Premio, patrocinato dal settimanale rotocalco “Film” di Mino Doletti), Frangiotto Pullé (podestà di Riccione) e Michele Gandin (poi documentarista di rilievo, segnalato nel 1940 alla seconda edizione del Premio). A margine di questa presentazione,la notizia che per i settanta anni del Premio Riccione per un soggetto cinematografico sarà allestita a Villa Mussolini a Riccione, dal 5 dicembre al 10 gennaio, una mostra dedicata alle attrici e agli attori di Cinecittà (inaugurata nel 1937). Un percorso ricco di immagini nel cinema della fine degli anni Trenta, con poster cinematografici, foto d’autore, documenti d’archivio, riviste e pubblicazioni d’epoca. Un convegno su “l’irrapresentabile” sulle scene del Novecento Un convegno internazionale sul tema “Il dramma senza confini - Frontiere dell’irrappresentabile sulle scene del ’900” , a cura di Silvia Carandini e Delia Gambelli (Università La Sapienza) e Franco Monteleone (Università di Roma Tre), e realizzato dall’Associazione Sigismondo Malatesta (sede a Sant’Arcangelo di Romagna, attività anche a Roma e Napoli), si svolgerà nel Castello di Torre in Pietra il 20 e 21 novembre. Il convegno intende indagare come, a partire dalla fine del XIX secolo, per numerosi uomini di teatro, la scelta delle opere da rappresentare si indirizzi volentieri verso testi giudicati “impossibili”, irrappresentabili secondo le convenzioni sceniche abituali. Diversi autori, d’altra parte, concepiscono testi drammatici difficilmente rappresentabili secondo i canoni tradizionali: prototipo emblematico era stato il “Faust” di Goethe, di cui solo la prima parte veniva rappresentata nell’Ottocento e che per intero è stato messo in scena solo a partire dal Novecento e da un regista come Peter Stein. Il convegno vuole approfondire le ragioni e le prospettive di tali esperienze drammatiche e sceniche nel XX secolo, anche alla luce degli eventuali sconfinamenti nei territori della danza e del teatro musicale che spesso distinguono questa tendenza a rappresentare drammi irrappresentabili, con il risultato di forzare i limiti della scena, rendere il linguaggio teatrale uno strumento duttile e flessibile. Questo, ai nostri giorni, grazie anche ai più recenti dispositivi della drammaturgia e della scena multimediali. Sono previsti interventi di Marina Colonna (presidente dell’Associazione Sigismondo Malatesta), Rosy Colombo (La Sapienza), Adriana Guarnieri Corazzol, (Università Ca’ Foscari di Venezia), Mariateresa Cattaneo (Università di Milano), Mara Fazio (La Sapienza), Keir Elam (Università di Bologna), Luigi Marinelli (La Sapienza), Andrea Peghinelli (La Sapienza), Ludwik Flaszen (drammaturgo), Ferdinando Taviani (Università dell'Aquila), Claudio Vicentini (Università di Napoli "l'Orientale"), Claudio Longhi (Università di Venezia), Lorenzo Mango (Università di Napoli “L’Orientale”), Christian Biet (Université Paris X Nanterre). La sera di sabato 21, si svolgerà la cerimonia di attribuzione del premio dell’associazione Sigismondo Malatesta “Opera critica” destinato a una monografia di studi di letteratura o arti dello spettacolo, opera di un giovane sotto i 35 anni. I finalisti: Roberta Carnevale, Antonio Castore, Assunta Claudia Scotto di Carlo. La giurìa: Giuria: Paolo Amalfitano, Silvia Carandini, Fausto Malcovati, Francesco Orlando, Guido Paduano, Matteo Palumbo, Claudio Vicentini. Informazioni: tel. 06/ 61697861 - www.sigismondomalatesta.it - roma@sigismondomalatesta.it. Al Teatro Argentina e all’India, presentazione di libri dedicati a Paolo Grassi, a Eduardo, all’avanguardia e alla ricerca Sabato 14 novembre al Teatro India, Carlo Dilonardo presenta il suo nuovo libro “Paolo Grassi. Il valore civile del Teatro” (Arduino Sacco Editore). Una raccolta di racconti e memorie per delineare la storia di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento di cui ricorre il novantesimo anniversario della nascita, fondatore insieme con Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano, e teorico della funzione sociale e pedagogica del teatro. Al centro dell’opera c’è innanzitutto il mondo e le persone che hanno fatto il teatro nei suoi anni, ma spiccano anche la storia e la cultura dell’Italia del dopoguerra, delle quali Paolo Grassi fu attivo e impegnato protagonista. Il libro si rivela una fonte inesauribile di informazioni e storie, scorrevole, preciso e ben documentato, completo di bibliografia e sitografia. Ingresso libero. Martedì 17 novembre alle ore 18, nel foyer del Teatro Argentina, Maurizio Giammusso con Luca De Filippo e Lina Sastri presenta il suo nuovo libro “Vita di Eduardo”. Un’ampia biografia lanciata da Mondadori nel 1993 con successo, ripubblicata negli anni scorsi da altro editore e ancora rimandata in libreria da Minimum fax, la nuova edizione che esce in occasione del venticinquennale della morte di Eduardo (31 ottobre 1984), certifica come sempre più l’artista napoletano sia una delle grandi personalità artistiche del Novecento, vanificando il pensiero di chi credeva che la sua opera non sarebbe sopravvissuta alla sua scomparsa, senza la sua interpretazione. Il volume è la sua biografia completa. Racconta la sua opera e la sua personalità; rivela l’infanzia sotto l'ala del padre naturale - il grande attore Eduardo Scarpetta - i rapporti affettuosi con la sorella Titina e quelli burrascosi col fratello Peppino; segue l’artista attraverso gli anni del Fascismo, la guerra e il dopoguerra, incrociando di continuo vita pubblica e vita privata, e componendo un grande affresco, ove trovano spazio tutti gli elementi: i tre matrimoni e i figli, il cinema con Mastroianni e la Loren, i successi internazionali, la nomina a senatore a vita e tanto altro ancora. Per scrivere questo libro, Maurizio Giammusso, giornalista e critico teatrale, ha utilizzato tutte le fonti disponibili e, soprattutto, le carte private inedite conservate dalla famiglia: cominciando dalle letterine di Eduardo bambino, fino ai carteggi ora cordiali, ora durissimi con Luigi Pirandello, Armando Curcio, Totò, Anna Magnani, Paolo Grassi, Laurence Olivier, Franco Zeffirelli e tanti altri. Questo grande insieme di racconti pubblici e privati, di arte e di affari, di affetti e di rancori anima un libro in cui si intrecciano un’approfondita ricerca storica e una felice rievocazione d’ambiente. Ingresso libero. Ancora martedì 17 novembre alle 18, ma al Teatro India Marco Paladini presenta il suo libro “I Teatronauti del Chaos” _ La scena sperimentale e postmoderna in Italia (1976-2008) – (Fermenti Editrice). Con l’autore, saranno presenti Jacopo Lanteri, Paolo Ruffini, Attilio Scarpellini e Valentina Valentini. L’autore propone un molteplice e variegato racconto critico su un trentennio di spettacoli sia italiani sia stranieri, inscenati sulle nostre ribalte. È un percorso fitto e ricco di centinaia di nomi e di allestimenti, alcuni “storici” o molto acclamati, altri dimenticati o visti da pochissime persone. Testimone appassionato e “di parte”, Palladini si è concentrato sui lavori prodotti dai teatri d’avanguardia e di ricerca, immergendosi nelle loro scritture sceniche anticonvenzionali, eterodosse. Il volume, corredato da numerose foto, si articola in tre corposi capitoli centrali imperniati sui “colpi di memoria” critica relativi agli anni Ottanta e Novanta. Ci sono, inoltre, capitoli di tipo monografico dedicati a Leo de Berardinis, la Socìetas Raffaello Sanzio, Simone Carella, Enrico Frattaroli e Marcello Sambati. Un capitolo finale è dedicato a Giuseppe Bartolucci e Maurizio Grande. La prefazione del libro è firmata da Antonio Attisani. Ingresso libero. Una serata per ricordare Nico Garrone, la sua passione e la sua presenza nel mondo della cultura e del teatro Domenica 8 novembre alle 21.30 al Teatro India sarà ricordato Nico Garrone, poliedrica personalità del mondo artistico e culturale, scomparso nel febbraio di quest’anno: il suo impegno professionale di giornalista, critico, scrittore, drammaturgo, video-maker e sceneggiatore, rivivrà attraverso immagini e testimonianze di amici, tra i quali Dacia Maraini, Valentino Zeichen e tanti altri compagni di vita e di lavoro. Due grandi passioni hanno scandito la sua vita: il teatro, soprattutto, e la mutazione per tutto ciò che cambia, si muove, evolve verso qualcosa, dalla ricerca espressiva al movimento dell’esperienza stessa. La sua bruciante passione e militanza nel teatro in tempi recenti, l’aveva portato ad individuare, in un gruppo di giovani autori-attori romani, la nascita di una nuova tendenza del teatro di ricerca, caratterizzata da personalità molto diverse ma unite da una comicità surreale “anarco-dadaista”, invenzioni metalinguistiche e impegno civile, che aveva battezzato “la non Scuola Romana”. Spontaneo, gaudente, ospitale, aperto e generoso con tutti i giovani talenti, estraneo ad un certo snobismo e piccole logiche di potere, Nico Garrone, con la sua scomparsa, ha lasciato un notevole vuoto culturale, teatrale e umano. Prove pratiche – alla chitarra e voce per la presentazione di un “Manuale di dizione” “Il verso nasce con la dizione degli aedi…” è l’incipit della prefazione al “Manuale di dizione” di Giuseppe Lorin (ed. Tespi), presentato alla XXII Fiera Internazionale del Libro al Lingotto di Torino. Sabato 7 novembre alle ore 11, la Casa dei Teatri ospiterà l’autore del volume in un incontro al quale interverranno Renzo Tian (già direttore dell’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico), Fabio Bellini (presidente del XVI Municipio), Enzo De Camillis (scenografo, regista, autore), Nicola Pesce (direttore della Casa editrice Tespi). Interventi musicali alla chitarra saranno eseguiti da Marco Vigorita. Inoltre, uno spettacolo evidenzierà l’utilità del “Manuale”: la performance è costituita da “prove pratiche di dizione” eseguite scherzosamente da Mirella Bordoni e Giuseppe Lorin che, come insegnanti, “preparano” ad un esame all’Accademia alcuni candidati: Anastasia Sciuto, allieva regista e attrice dell'Accademia, Valeria Almerighi, attrice diplomata all'Accademia, Desy Gialuz e Vera Dragone, allieve dell’Accademia, e l’attore Francesco Marchioni. Ingresso gratuito – Casa dei Teatri (Villa Doria Pamphilj - Villino Corsini) - Largo 3 giugno 1849( angolo via di San Pancrazio - ingresso Arco dei Quattro Venti) – Informazioni: 060608 – 06/ 45460693. Al Teatro India, “Bolle di sapone” titolo fantasioso per visite-spettacolo Visite-spettacolo anche al Teatro India (a cura di Luca Scarlini), iniziativa battezzata “Bolle di sapone”: secondo lo schema già collaudato all’Argentina, alcuni attori dell’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico racconteranno la storia e le curiosità della seconda sede del Teatro di Roma che ospita… fantasmi di vario tipo: da quelli iridescenti della produzione Mira Lanza che a lungo operò “nel luogo delle memorie operaie spesso dimenticate, a quelle delle donne uccise dai tedeschi nel 1944 sul Ponte di ferro, ree di cercare del pane per i propri figli”, fino alle statue che popolano la Centrale Montemartini, gioiello Liberty “per dare la luce al popolo”, costruito sul luogo di una chiesetta che per tradizione si credeva essere quella dove Pietro e Paolo si erano separati per andare al martirio. Storia e storie che si intrecciano, tra passato e futuro. Ma non solo, Lungotevere Gassman, sede del Teatro India, è anche luogo-simbolo della tentata industrializzazione della Capitale, tentativo che si è fermato dopo la Seconda Guerra Mondiale, e che all’inizio del secolo, con l’agguerrita giunta comunale Nathan, sembrava cosa ovvia, assicurata. Il gasometro, celebrato dai pittori della scuola romana e da Pasolini, resta a guardia del paesaggio dall’altra parte del fiume. Le visite, alle ore 19.30 del 3, 4 e 5 novembre - Informazioni: 06/ 684000360 - 06/ 684000374. Un nuovo libro di Walter Pedullà e un dibattito su “La critica militante è morta, viva la critica militante” Martedì 27 ottobre, alle ore 17.30 – ingresso libero -, Walter Pedullà, critico e storico della letteratura tra i più impegnati in Italia, già presidente della Rai nel 1992 e 1993, e del Teatro di Roma dal 1995 al 2000, interverrà al Teatro India alla presentazione del suo nuovo libro: “Il vecchio che avanza. Scampoli illustrati di politica e letteratura degli Anni Zero”, edito da Ponte Sisto. Un viaggio tra politica, letteratura e critica, dal Novecento al nostro presente, con uno sguardo su un futuro che non si presenta all’altezza del passato. L’autore, con la sua inconfondibile scrittura ironica ed estrosa, attraverso l’impietosa precisione di un microscopio, analizza l’epoca contemporanea e i suoi cambiamenti: l’epoca di Carlomignolo, “colui che fa la felicità con il minimo”, spiega l’autore nell’Antefatto. E attraverso favole, metafore, racconti, ma soprattutto la semplicità della cronaca dell’attualità, svela le contraddizioni di un’epoca, raccontata con i toni della satira e di una politica sempre in bilico tra farsa e tragedia. Dalla critica militante alle riflessioni sulla letteratura, sulla sua presunta morte e le tante rinascite della narrativa, Pedullà affronta argomenti salienti della cultura attuale con una scrittura multiforme che insegue le diverse sfumature della comicità, analizza le questioni importanti senza farne tragedia, mettendo in scena ancora una volta “la commedia umana”. Infine getta uno sguardo sul futuro, dove più che il nuovo è il vecchio ad avanzare. Cosa fare dunque? Bisogna provare con le armi del pensiero e della parola perché quando la politica collassa, tocca all’arte sperimentare nuove strade. L’importante è non lasciarsi vincere dalla paralisi ma insistere col movimento, delle idee, della lingua e dell’immaginazione. In occasione della presentazione del libro, si terrà un dibattito sul tema “La critica militante è morta, viva la critica militante” in cui interverranno Arnaldo Colasanti, Andrea Cortellessa, Arturo Mazzarella, e lo stesso Walter Pedullà. Femminil-Mente / I Venerdi del Teatro Quirino “Donne in carriera” a confronto con il pubblico Per sei venerdi, alle ore 19, a partire dal 30 ottobre, in una serie di incontri aperti al pubblico e intitolati “Femminil-Mente”, nel foyer del Teatro Quirino, Emilia Costantini, giornalista del “Corriere della Sera”, esplora il mondo femminile intervistando alcune protagoniste dell’imprenditoria, della politica, dello spettacolo, della medicina, della scienza, dello sport, per capire se, nell’èra della “donna in carriera”, la natura femminile sia stata davvero così stravolta, o se, invece, sia possibile coniugare femminilità e mente, impegno lavorativo e famiglia, amore materno-coniugale e ambizione, cuore e ragione. La giornalista porrà le ospiti sotto il fuoco incrociato delle sue domande, con ottiche diverse: quella che pone al centro della realizzazione femminile il sentimento, e quella che, invece, privilegia l’affermazione professionale. Le domande, però, verranno anche dal pubblico, cui sarà passato il microfono per interrogare a sua volta le protagoniste in scena. E alla fine, da dietro le quinte, spunterà un uomo: un personaggio noto che, dopo aver ascoltato, in silenzio e nascosto, la discussione, avrà il compito di commentare, chiosare, riflettere, rintuzzare, controbattere e magari anche polemizzare con quanto è stato affermato fino a quel momento: perché le donne devono sempre confrontarsi con gli uomini… Il primo appuntamento è con Cristina Comencini. Seguiranno gli incontri con Francesca Neri (27 novembre), Gabriella Carlucci (11 dicembre), Elena Sofia Ricci (18 dicembre), Giovanna Meandri (29 gennaio), Matilde Bernabei (26 febbraio). Gli appuntamenti proseguiranno in date da definirsi fino al mese di maggio. Teatro, cinema e televisione Tre modi di raccontare l’Italia Teatro, fiction e cinema. Tre forme di espressione artistica che si integrano, si compenetrano l’una nell’altra, convivono, spesso confliggono. Nasce, da un progetto promosso dalla Fondazione Roberto Rossellini per l’Audiovisivo, presieduta da Francesco Gesualdi, e ideato dalla giornalista del “Corriere della Sera” Emilia Costantini: “Teatro-Fiction-Cinema - Ci vorremmo tanto amare - Tre modi di raccontare l’Italia”, un ciclo di incontri che si terrà al Teatro Eliseo e al Piccolo Eliseo (sempre alle ore 20.45 e sempre a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti), con l’intento di aprire per la prima volta un confronto, magari polemico ma costruttivo, fra questi tre linguaggi, tre diversi modi di raccontare il nostro Paese. Una serie di incontri-confronti, aperti e propositivi, fra teatro, fiction e cinema, per agevolare una collaborazione tra i diversi settori, per stimolare osservazioni e riflessioni non solo da parte degli addetti ai lavori, ma anche da parte della gente comune, quella che poi va a teatro, al cinema o segue la fiction in tv. L’iniziativa è stata presentata nella Sala Nassirya di Palazzo Madama, oltre che da Francesco Gesualdi e da Emilia Costantini, da Filippo Berselli (presidente Commissione Giustizia al Senato), Antonio Tomassini (presidente Commissione Igiene e Sanità al Senato), Massimo Monaci (direttore Teatro Eliseo), Fabrizio Del Noce (direttore Rai Fiction) Giorgio Grignaffini, (vicedirettore Fiction Mediaset), Franco Scaglia (presidente Rai Cinema). Sono inoltre intervenuti: Gabriella Carlucci (componente della Commissione Cultura della Camera), Andrea Purgatori (Cento Autori), Piero Maccarinelli, (Artisti Riuniti), Lino Banfi. La realizzazione del progetto sarà così articolata: La prima serata, il 26 ottobre al Teatro Eliseo, sarà dedicata ai temi “Crimine e Giustizia”. La seconda serata, il 30 novembre al Piccolo Eliseo Patroni Griffi,sarà dedicata ai temi “Famiglia e Sanità-Malasanità”. La terza serata, il 21 dicembre al Teatro Eliseo ai temi “Grandi biografie e romanzi storici”. Agli incontri interverranno registi, attori, produttori, esponenti della politica ed esperti del settore tra cui: Claudio Amendola, Lino Banfi, Alessandro Berdini, Luca Bernabei, Matilde Bernabei, Filippo Berselli, Carlo Bixio, Alessio Boni, Claudio Bonivento, Lando Buzzanca, Piero Campagna, Cristiana Capotondi, Ivan Castiglione, Roberto Citran, Davide Coco, Cristina Comencini, Paolo Conti, Fabrizio Costa, Michele Cucuzza, Mariangela D’Abbraccio, Rita Dalla Chiesa, Massimo Dapporto, Enzo De Caro, Giancarlo De Cataldo, Renato De Maria, Giuliana De Sio, Carlo Degli Esposti, Graziano Diana, Paolo Fallai, Antonello Fassari, Giuseppe Ferrara, Alberto Ferrari, Paolo Ferrari, Beppe Fiorello, Mario Gelardi, Massimo Ghini, Fabrizio Gifuni, Remo Girone, Sergio Giussani, Nicole Grimaudo, Simona Izzo, Daniele Liotti, Piero Maccarinelli, on. Alfredo Mantovano, Piero Marrazzo, Enzo Monteleone, Ana Caterina Morariu, Giampaolo Morelli, Umberto Orsini, Daniele Pecci, Michele Placido, Gigi Proietti, Vittoria Puccini, Stefano Reali, Elena Sofia Ricci, Stefania Rocca, Lina Sastri, Franco Scaglia, Francesco Scardamaglia, Giulio Scarpati, Roberto Sessa, Emilio Solfrizzi, Carola Stagnaro, Cinzia TH Torrini, Riccardo Tozzi. Convegno / Cinema e territorio sviluppo economico e turismo Mercoledi 20 ottobre, alle ore 15, nella Sala Studio 3 dell’ Auditorium del Parco della Musica si svolge un Convegno su “Sviluppo economico e promozione turistica del territorio legata al cinema: esperienze a confronto e riflessioni” (coordinamento scientifico a cura di Elina Messina). Questi i relatori e i titoli dei loro interventi: Anna Olivucci – Film Commission Marche: “Dalla filmografia alla filmogenia: il caso Marche” / Marina Marzotto – Amministratore delegato Propaganda Italia: “Dal Product Placement al cineturismo: i contenuti come driver di una esperienza” / Roberto Provenzano: “Dal cineescursionismo fai da te al cineturismo organizzato” / Andrea Piquè – Università Roma Tre: “La riproduzione dell’opera cinematografica nel materiale promozionale: un problema legale” / Georgette Blau – Movie Tour Operator Manager: “The movie tours business” / Piluca Querol – Film Commission Andalusia: “ Andalusia’s experiences and case histories” / Carlotta Ercolino – Sceneggiatrice: “Esterno giorno: l’ambientazione è protagonista” / Massimiliano Gaudiosi – Campania Movie Tour: “L’esperienza dei movie tour in Campania” / Edoardo Winspeare - Regista: “L’occhio del regista ed il territorio” / Maurizio Gemma – Film Commission Campania: “L’esperienza della Film Commission Campania: punti di forza ed opportunità” Barbara Bouchet esordisce come pittrice La sua prima mostra “molto personale” “Barbarabilia” – Omaggio ad una diva: quadri, locandine di film, copertine di settimanali e magazine, memorabilia e oggetti di cinema di ogni tipo appartenenti all’attrice, per la prima volta in mostra, in una personale impreziosita da circa 30 dipinti realizzati da Barbara Bouchet, che segnano il debutto ufficiale dell’eclettica artista nel mondo dell’arte contemporanea. Barbara Bouchet, questa sua mostra la presenta così: ”Si tratta della mia… terza vita, non c’è dubbio. La prima è stata, ed è tuttora, la recitazione. Poi c’è stata la fase della salute e del benessere (nel 1985, qualcuno lo ricorderà, mi sono dedicata al fitness, lanciando una serie di libri e videocassette di aerobica aprendo anche una palestra a Roma), mentre da qualche anno a questa parte mi sto dedicando, anima e corpo, all’arte. Si chiama, infatti, pittura la mia nuova sfida”. Dopo aver partecipato ad alcune collettive con i Cento Pittori di Via Margutta, l’attrice ha accolto con entusiasmo, ed emozione, la proposta di una sua mostra personale: “Spero di non deludere gli appassionati d’arte e i critici più esigenti. Io sono un’esordiente. Da giovane avevo anche iniziato a disegnare, a fare bozzetti e quadri, ma li tenevo soprattutto per me. Poi è arrivato il cinema e ho fatto quello, circa cento film che non mi hanno permesso di fare altro. “Come definirei il mio modo di dipingere? Non lo so, ancora non ho trovato il mio stile preciso. E’ questa la critica che alcuni maestri mi muovono. Ed io l’ accetto, ma ancora non ho trovato un mio percorso stabile. Ogni autore, in ogni settore che sia, dell’arte, della cultura o dello spettacolo, attraversa nella propria carriera varie fasi, cambia, si rinnova, sperimenta. Ecco, io sono ancora in cammino. Spero solo di essere sulla buona strada”. Il vero protagonista della sua pittura è il colore, “perché nasce tutto da lì: i miei sentimenti e le miei emozioni, le sprigiono attraverso i colori. E il predominante, in ogni mia opera, non può essere che il rosso, il mio colore preferito. Simboleggia forza ed energia, e quindi la vita stessa. Il rosso rispecchia anche il mio carattere e la mia forza d’animo”.BR> La mostra è allestita nella Galleria d’arte Segnidisogni (via Fonte Buono 35, all’Eur Montagnola – Tel. 06/ 54602414 – 339.5799862). Il vernissage, con l’intervento dell’artista, è venerdi 16 ottobre alle ore 18.30. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 25. Palco e Retropalco / Raidue propone Martone Angela Pagano, Luca Barbareschi, Chiara Noschese Questa volta l’appuntamento è con la Televisione. Per l’esattezza, con Raidue che - giovedì 15 ottobre, in seconda serata (inizio della trasmissione… verso mezzanotte e quaranta) - nella rubrica “Palco e Retropalco” condotta da Teresa Saponangelo, ospiterà Mario Martone, direttore del Teatro Stabile di Torino, il quale presenterà la stagione 2009-2010 e parlerà del Festival d’autunno “Prospettive 09”. dedicato al teatro contemporaneo e di ricerca, che debutta con uno spettacolo omaggio a Pina Bausch domenica 18 ottobre. Saranno poi proposti alcuni appuntamenti in giro per l’Italia, tra cui "La guardiana del faro" con Angela Pagano e "Il caso di Alessandro e Maria" con Luca Barbareschi e Chiara Noschese. Il “consiglio di lettura” di questa settimana è “Vittorio Gassman / Intervista sul teatro” a cura di Luciano Lucignani (ed. Sellerio), in cui il celebre attore rivela la sua idea di “teatro”, maturata nell'arco della lunga e appassionante carriera. Al Teatro Parioli la consegna dei Premi Elsa Morante 2009 Mercoledì 14 ottobre, alla ore 19, al Teatro Parioli saranno consegnati i Premi Elsa Morante 2009 La giuria è presieduta da Dacia Maraini e composta da Francesco Cevasco, Vincenzo Colimoro, Maurizio Costanzo, Emanuele Trevi, Teresa Triscari e Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione). Nel corso della cerimonia, si alterneranno sul palco i vincitori delle varie sezioni : Daria Bignardi, vincitrice del Premio per la Narrativa con “Non vi lascerò orfani” (Mondadori) / Giovanni Sartori, vincitore del Premio per la Saggistica con “La democrazia in trenta lezioni” (Mondadori) e “Il Sultanato” (Laterza) / Emilio Molinari che vince il Premio per la Comunicazione Scientifica con “Acqua, argomenti per una battaglia” (Punto Rosso) / Andrea Camilleri vincitore del Premio alla Carriera. Come da tradizione, si dibatterà sui libri e sui personaggi vincitori. Ad arricchire la serata sono previsti gli interventi dell’attrice Sarah Maestri che interpreterà un brano di Elsa Morante e letture di alcuni brani dei libri vincitori. Alla manifestazione, promossa dall’associazione culturale Premio Elsa Morante, in collaborazione con la Regione Lazio e l’ Associazione Generale Cooperative Italiane), saranno presenti rappresentanti delle istituzioni, del mondo letterario, intellettuale, della comunicazione.< BR> Per informazioni: premioelsamorante@premioelsamorante.it Teatro India / Su temi di attualità rappresentazioni, incontri, riflessioni Per la nuova stagione 2009-2010, il Teatro di Roma ha ideato una serie di attività culturali e di formazione, che approfondiscono alcuni spettacoli in programma nell’intento di costruire attorno alle diverse pièces un progetto più ampio fatto di incontri, dibattiti, riflessioni. Per “Festa di famiglia”, spettacolo che affronta il delicatissimo tema della violenza in famiglia, il Teatro India (dove lo spettacolo è in scena fino al 1° novembre) ha previsto un vasto programma di informazione, iniziative e appuntamenti che vogliono contribuire insieme con la rappresentazione teatrale a rendere visibili fenomeni domestici spesso ignorati e taciuti. Tra questi appuntamenti, la proiezione di due film che con lo spettacolo in scena hanno un comune denominatore: l’esperienza della violenza. Il primo appuntamento è per il 22 ottobre (ore 18) con “Once Were Warriors - Una volta eravamo guerrieri (1994), per la regia Lee Tamahori. Il secondo è fissato per il 26 ottobre (ore 18) con “Lezioni di piano” (1993) regia Jane Campion, film che ha vinto la Palma d’oro a Cannes e tre Premi Oscar. Gli incontri sono coordinati dai terapeuti dell’associazione culturale Cinemavvenire: in questo modo, si legge in un comunicato sull’iniziativa, il Teatro India “diventa palcoscenico di dibattiti, testimonianze e confronti che aiuterà i partecipanti a esprimere i propri sentimenti rispetto alla rappresentazione del dolore della violenza. Nell’ambito della rassegna “Tra teatro e letteratura”, che accompagnerà l’intera stagione del Teatro di Roma per attraversare alcuni dei testi drammaturgici degli autori e registi in programmazione attraverso la propria storia e produzione letteraria, martedì 13 ottobre, (Sala A, ore 18.30), con Andrea Camilleri si partirà dalle suggestioni e impressioni evocate dallo spettacolo, per parlare più diffusamente dei percorsi di scrittura, delle ricerche poetiche, degli stili e linguaggi impiegati che hanno caratterizzato i contenuti della rappresentazione teatrale, ma anche l’intera produzione letteraria dell’artista. Dunque, un incontro tra letteratura, (testo drammaturgico), e performance, (messa in scena), che permetta di indagare il mondo del teatro attraverso l’alternanza di domande, risposte, riflessioni, letture, proiezioni video in cui l’intervento del pubblico costituisce elemento indispensabile. Altro appuntamento è con “Rifrazioni, il diritto di esistere”, sabato 24 ottobre (Sala B, ore 18.30), una scrittura a nove mani tutta al femminile, un frammento di teatro civile dedicato alle donne, che prende spunto da fatti di cronaca realmente accaduti. Il testo, che ha ricevuto il Premio Roma 2009 di scrittura teatrale femminile, è il frutto di un laboratorio di scrittura collettiva scritto per raccontare diverse storie: Zamira inconsapevole kamikaze cecena, Varis Dirié giovane donna somala che rievoca la sua esperienza di bambina vittima dell’infibulazione, Rita Atria collaboratrice di giustizia, suicida a 17 anni, Chantall prostituta bambina figlia dell’alta borghesia, Maddalena che con difficoltà ricorda una inconfessabile violenza familiare, Maria l’urlo ancora inascoltato di una madre di Plaza de Majo. Ma accanto a tanto dolore ci sono anche donne più "fortunate" che, come Marléne Dietrich e Annie Fratellini, la “piccola grande”donna clown della famiglia Fratellini, attraverso l’arte testimoniano la loro rivincita, determinando il proprio destino e la propria felicità. Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili, ma è obbligatoria la prenotazione inviando l'adesione per e-mail a: attivitàculturali@teatrodiroma.net - laura.taramelli@teatrodiroma.net oppure: tel. 06/ 684000374. Al Teatro Argentina / Duelli a colpi di fioretto e di parole Per la stagione appena iniziata, il Teatro di Roma ha programmato una serie di attività culturali, percorsi didattici destinati ad utenze diversificate. Lo scopo è quello di “mettere in comunicazione l’universo delle drammaturgie teatrali con tipi di pubblico eterogeneo per favorire la creazione di un circuito di coinvolgimento e di prossimità concreta tra lo spettacolo e lo spettatore”. Ed infatti, alcuni degli spettacoli in cartellone saranno affiancati da iniziative particolari affinché l’evento teatrale non si consumi nella messa in scena ma “travalichi il palcoscenico per diventare strumento di pensiero, di libertà, di partecipazione”. L’immersione nel teatro classico con lo spettacolo “Cyrano De Bergerac” al Teatro Argentina (in scena fino all’8 novembre) permette di indagare uno dei temi più affascinanti della letteratura: il duello, ovvero, il dovere personale di ristabilire onore e dignità anche rischiando la propria incolumità. Si inizia il giovedì 15 e giovedì 29 ottobre con “À coups de nez: duello tra due Cyrano, tra la pagina e il fioretto”, una performance di equilibrismo lessicale alternata tra azzardi metrici e giochi linguistici. Lo spettacolo, a cura di Claudio Longhi, propone sulla scena una serie di combattimenti alla spada, alla sciabola e al fioretto, esibiti dai 27 allievi del corso di scherma dell’Accademia d’Arte drammatica “Silvio d’Amico” per un viaggio nella storia del duello, del significato e dei codici di combattimento, dal Cinquecento all’Ottocento. Dal terreno dell’abilità nell’uso delle armi, si passa a quella dell’abilità letteraria: il 22 ottobre si svolgeranno i duelli verbali a colpi di rima attraverso l’esplorazione delle infinite possibilità che offre l’espressività del verso e della prosa messe a confronto in una contemporanea tenzone poetica: “Libera nos rima: verso libero o verso schiavo”, un contraddittorio fatto di declamazione di versi classici e contemporanei realizzato dai poeti Valerio Magrelli e Alberto Bertoni che si destreggeranno in un serrato scontro tra verso rimato e verso libero. Un altro degli appuntamenti è il 14 ottobre con “In treno in tre no!”, una conferenza-spettacolo nel corso della quale Giuseppe Manfridi proporrà una traversata nei meandri del linguaggio e della parola alla scoperta delle ambiguità, delle alchimie, della potenza evocativa. Terza edizione del Premio Forma Urbis dell’omonimo mensile archeologico Il mensile archeologico “Forma Urbis. Itinerari nascosti di Roma Antica” dedica il mese di ottobre alla pubblicazione dei lavori che hanno ottenuto i primi cinque posti nella graduatoria del “Premio Forma Urbis”, quest’anno alla sua terza edizione. La risposta entusiastica all’iniziativa, ha confermato le aspettative e gli intenti degli ideatori: consentire a studiosi giovani e motivati di pubblicare lavori inediti di alto livello scientifico e spiccata originalità. La commissione esaminatrice del premio è composta dal direttore del Comitato scientifico di “Forma Urbis”, Claudio Mocchegiani Carpano, e da alcuni membri dello stesso Comitato (Luca Attenni, Gianfranco De Rossi, Simona Sanchirico). I criteri che hanno determinato l’attribuzione dei riconoscimenti (ai primi tre, premi in euro, a tutti targhe ricordo e un abbonamento annuale al mensile “Forma Urbis), riguardano, per l’appunto, l’originalità dei contenuti, la ricchezza della documentazione, la chiarezza espressiva e il taglio giornalistico. Primo Classificato: Raffaella La Marra – “I trapezofori di Numicio Pica” / Secondo Classificato: Giulia Varetti – “Gli uomini, gli dei e la romanizzazione. La cultualità della Regio XI Transpadana nelle epigrafi novaresi di I e II sec. d.C.” / Terzo Classificato: Silvia Menichelli - “Religione e ritualità: l’altare nel mondo etrusco” / Quarto Classificato: Isidoro Tantillo - “Santuari demetriaci periferici nella Sicilia arcaica” / Quinto Classificato: Santino Alessandro Cugno – “Il paesaggio rurale siracusano nella tarda età romana: il territorio di Canicattini Bagni”. La premiazione: venerdì 2 ottobre alle 16.30, presso la Sala Quaroni del Palazzo degli Uffici dell’Eur (via Ciro il Grande 16). Prima della cerimonia, sarà proiettato un filmato sui risultati delle ultime ricerche nel campo dell’archeologia subacquea, materia particolarmente cara al mensile archeologico “Forma Urbis” Archivio Niente va irrimediabilmente perduto: se ti è sfuggito qualcosa che abbiamo pubblicato o se, con gli aggiornamenti, qualcosa è andato a far parte del passato, qui puoi trovare o ritrovare quanto, forse, poteva interessarti. Continua a farci compagnia, rimani con noi qualche minuto in più. |