Al Golden: Amici-Amori-Amanti e Guerra dei Sessi

Al Teatro Golden si replica fino al 30 dicembre “Amici, Amori, Amanti” – ovvero: La Verità, di Florian Zeller, autore tra i più prolifici e rappresentati del teatro francese contemporaneo,regia di Enrico Maria Lamanna. Spettacolo prodotto da Palcoscenico Italiano e Centro Teatrale Meridionale.
Un modo divertente ma anche esasperatamente cinico per raccontare quattro amici – due coppie della borghesia parigina – che si destreggiano tra vita di coppia, paure, incertezze e difficoltà, ma anche la superficialità che caratterizza spesso la società contemporanea: ognuno viene rappresentato, e diventa, a secondo della situazione vittima o carnefice.
Gli interpreti: Pino Quartullo, Eva Grimaldi, Daniela Poggi, Attilio Fontana.
Spettacolo di Capodanno – 31 dicembre alle ore 22 -, “La guerra dei sessi”, un divertente spaccato della costante diversità tra uomini e donne, con il duo comico De Santis & Milani. Alla fine, Brindisi di mezzanotte con dolci natalizi, cotechino e lenticchie, E fino alle 2 di notte festeggiamenti e balli.

Teatro Golden – Via Taranto 36 – Tel 06/ 70493826.

Un racconto teatrale-musicale dal gospel al jazz e alle grandi orchestre

Fino al 30 dicembre, al Teatro Trastevere, è in scena il racconto-teatrale – musicale “Black History” che vede in scena Mario Donatone e la World Spirit Orchestra con il Trasimeno Gospel Choir e il Varcobianco Ensemble.
Uno storico club in decadenza, il suo pittoresco proprietario, un gruppo di avventori casuali, un prete stravagante ed una grande orchestra di voci e strumenti che suonano rievocando epoche passate e scatenando emozioni attuali. Percorso eclettico, spirituale che parte dal gospel dei Golden Gate Quartet fino a raggiungere le grandi orchestre di Count Basie e Duke Ellington.
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Un racconto teatrale-musicale dal gospel alla “musica bianca”

Dal 25 al 30 dicembre, al Teatro Trastevere, è in scena il racconto-teatrale – musicale “Black History” che vede in scena Mario Donatone e la World Spirit Orchestra con il Trasimeno Gospel Choir e il Varcobianco Ensemble.
Uno storico club in decadenza, il suo pittoresco proprietario, un gruppo di avventori casuali, un prete stravagante ed una grande orchestra di voci e strumenti che suonano rievocando epoche passate e scatenando emozioni attuali. Percorso eclettico, spirituale che parte dal gospel dei Golden Gate Quartet fino a raggiungere le grandi orchestre di Count Basie e Duke Ellington.
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Montesano al Sistina con il suo “Rugantino” dopo 40 anni

Al Sistina – avvenimento non soltanto per le feste, da Natale e Capodanno, perché le repliche continueranno fino al 27 gennaio – è tornato “Rugantino” di Garinei e Giovannini, un grande classico della romanità e della storia del teatro – e del Teatro Sistina con i suoi due indimenticabili autori in particolare -, a distanza di 40 anni, nell’allestimento originale del 1978 con le indimenticabili musiche di Armando Trovajoli e le scene e i costumi di Giulio Coltellacci, protagonista ancora Enrico Montesano con la sua inimitabile ed esuberante interpretazione, per il quale lo spettacolo segnò il debutto sul palcoscenico del teatro “tempio” della commedia musicale italiana.
Un ritorno, ci tiene a precisarlo il regista Massimo Romeo Piparo, attuale direttore artistico del Sistina, che vuole essere un omaggio alla storia dello stesso teatro e dei due grandi Autori.
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Tornano gli Oblivion per raccontare la “vera” storia della Bibbia

Al Quirino, dal 26 dicembre al 5 gennaio, sono di scena gli Oblivion – Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli – nello spettacolo “La Bibbia riveduta e scorretta”, scritto da Calabrese-Scuda-Vignarelli, regia di Giorgio Gallione. Un vero e proprio musical comico, uno show in cui prendono vita le vicende più incredibili dell’Antico e Nuovo Testamento, le parti scartate e tutta la Verità sulla Creazione del mondo, in una versione senza censure.
Genere di spettacolo non nuovo, per gli Oblivion, abituati dalla nascita della loro formazione, nel 2003, alle parodie culturali tipo “I Promessi sposi in 10 minuti” o “L’Inferno” e “Pinocchio”, in 6 minuti, e alle loro Lectio Dementialis” in alcuni Licei ed Atenei italiani. Da Roma mancavano dal 2015 quando, al Sistina, debuttarono con “The Human Jukebox”, sempre con la regia di Gallione, in cui – con la collaborazione del pubblico – mettevano il meglio del loro linguaggio tra esperimenti musicali folli e spettacolari e testi fortemente dissacranti, di trascinante forza comica.
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Per le Feste “a tutto teatro” nelle cinque sale dello Stabile di Roma

Questi i programmi per il periodo delle Feste nelle cinque sale del Teatro di Roma: Argentina, India, Valle, Torlonia, Lido.
All’Argentina, fino al 6 gennaio, rivive il capolavoro di Eduardo “Questi fantasmi” nell’allestimento di Marco Tullio Giordana, portato in scena dalla Compagnia di Luca De Filippo con a capo Carolina Rosi, nel segno dell’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione italiana che ha fatto la storia del teatro del Novecento. Con “Questi fantasmi” si festeggia anche la notte di San Silvestro, lunedì 31 dicembre (ore 21): dopo lo spettacolo cena e brindisi per salutare il nuovo anno nella Sala Squarzina (spettacolo 30€ + cena buffet 60€, acquisto solo presso il botteghino del Teatro Argentina per lo spettacolo si garantiscono posti di platea promozione@teatrodiroma.net – tel. 06/ 684000346).
Sempre all’Argentina, fino al 30 dicembre, “Sussi e Biribissi”, un classico per bambini da riscoprire pubblicato da Salani nel 1902 e scritto da Paolo Lorenzini, in arte Collodi Nipote (poiché nipote per l’appunto, del celebre autore di Pinocchio).
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Anteprima della Filarmonica Romana “ospite” dell’Argentina

All’Argentina, il “Concerto Napòlide” dell’ensemble Ànema, ha dato l’avvio – in anteprima – al cartellone della Stagione della Filarmonica Romana ospitata dal Teatro di Roma. Il titolo del concerto si rifà alla frase “Chi nato a Napoli si stacca e perde la cittadinanza, è Napòlide”, tratta dal libro “Napòlide” di Erri De Luca, il quale ha preso parte al Concerto come voce narrante di alcuni estratti dal libro, alternandosi a Marcello Corvino (violino), Biagio Labanca (chitarra), Massimo De Stephanis (contrabbasso) e Fabio Tricomi (oud, tamorre, percussioni e mandolino), tutti figli del Sud accomunati dall’aver lasciato Napoli e il Mezzogiorno per trasferirsi al Nord, come anche lo stesso Erri De Luca.
I musicisti hanno ripercorso il grande patrimonio musicale napoletano, fra passato e presente. Il passato con una rilettura puramente strumentale, il canto affidato agli strumenti canonici quali il violino, il mandolino, la chitarra, ma anche all’oud, uno strumento arabo che ci racconta che Napoli è nel Mediterraneo e che i suoi suoni, i suoi strumenti, le sue melodie hanno radici diffuse, antiche e profonde, che vengono da altrove e da lontano.
Accanto all’esecuzione dei grandi classici – “Era de maggio”, “Reginella”, “O sole mio” e all’omaggio a Renato Carosone – con “Tu vuò fa’ l’americano” e “O sarracino” – è stata riproposta la musica originale composta dagli Ànema, nata dalla vena creativa di quattro musicisti il cui passato – la tradizione – si “innesta nel sistema nervoso” per generare nuova musica.

“La macchina della felicità” di Flavio Insinna, dal romanzo al palcoscenico

Alla Sala Umberto, debutta domani, 21 dicembre, con repliche fino al 6 gennaio, “La macchina della felicità” di Flavio Insinna (che ne è anche il protagonista), Marco Perrone, Marco Presta, Franco Bertini, Fabio Toncelli, con la partecipazione della sua Piccola Orchestra.
Lo spettacolo, presentato da Viola Produzioni, tra racconti e canzoni è intrecciato alla trama dell’omonimo romanzo scritto dallo stesso attore e notissimo conduttore televisivo. Ed ha anche un sottotitolo – Ricreazione – perché, come dice lo stesso Insinna, “qual è il suono che più di tutti significa gioia fin da quando eravamo bambini? Il campanello della ricreazione, quel suono prolungato e felice che ci faceva tirare i quaderni in aria e ci catapultava nel divertimento”.
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Dalla scena britannica, un amore raccontato con i ritmi di un respiro

La XVII edizione di Trend – Nuove frontiere della scena britannica, festival a cura di Rodolfo di Giammarco, si conclude domani, 20 dicembre – con replica dopodomani – al Teatro Belli, con “Lungs” di Duncan Macmilan, drammaturgo e regista della nuova generazione di scrittori, attivo tra teatro, radio, tv e cinema, vincitore di diversi premi tra Inghilterra e Stati Uniti.
“Lungs” ha debuttato a Washington per poi essere presentato al National Theatre di Londra, richiamando una grandissima attenzione per l’originalità della scrittura e della struttura drammaturgica: attraverso una successione vertiginosa di dialoghi, che riproducono con virtuosistica esattezza il parlato, Macmillan ci conduce lungo le stazioni di una relazione amorosa che diventa una finestra sulla contemporaneità.
“Lungs” (in italiano “polmoni”) è una pièce semplice, come respirare. E come il respiro ha un ritmo serrato di fiati, violento e delicato, struggente e divertente, singhiozzante per il riso e il pianto. Duncan Macmillan disegna con questo testo un ritratto attuale e ironico di una storia d’amore qualunque, spiazzante e brutalmente onesta, divertente e tagliente: le voci di una generazione per la quale l’incertezza è un modo di vivere, un ambiente liquido in cui fluttuare in due.
Lo spettacolo – traduzione di Matteo Colombo, interpreti Sara Putignano e Davide Gagliardini, regia di Massimiliano Farau – è prodotto da Fondazione Teatro Due di Parma..

Teatro Belli – Piazza Sant’Apollonia 11/a – Tel. 06/ 5894875 – Ingresso: posto unico € 10.

Al Teatro Manzoni, tre commedie brillanti in pochi giorni

Al Manzoni, ultime repliche – fino al 23 dicembre – di “Confidenze pericolose” di Daniela Morelli, regia di Diego Ruiz. Storia di una famiglia borghese apparentemente normale, il cui equilibrio viene messo a dura prova da un “particolare incontro”.
Emma è una affascinante psicologa di successo, amante dello sport, impegnata attivamente nel sociale e orgogliosa madre iperprotettiva. Suo marito Bruno è un professore universitario amato dai propri studenti, uomo intrigante, intellettuale, metodico e preciso, padre attento e premuroso. Con loro vive il figlio minore, il ventenne Daniele, intelligente ed estroverso musicista di talento: artista di strada, suona nei locali e insegna musica ai bambini, cerca in tutti i modi di ottenere la propria autonomia ed indipendenza.
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