Un solo attore per i personaggi di un romanzo di Giuseppe Patroni Griffi

Al Piccolo Eliseo, fino a domenica 29 aprile, si replica “Scende giù per Toledo”, atto unico in cui Arturo Cirillo, firmandone anche la regìa, recita nel ruolo del protagonista dell’omonimo romanzo pubblicato nel 1975 da Giuseppe Patroni Griffi, interpretando anche tutti gli altri personaggi di quella che, fin dal suo esordio, è considerata una delle più travolgenti invenzioni letterarie: la storia di un travestito napoletano, Rosalinda Sprint, emblema della stravaganza e fragilità di una città con i suoi “mutanti” abitanti.
Una scrittura quella di Giuseppe Patroni Griffi tutta musicale, fisica, continuamente mobile tra la prima e la terza persona. Un flusso di parole che diventano carne, e spesso danza. Un tango disperato, un folleggiare sul baratro, un urlare per non morire. “Sorella immaginaria, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato, la Sprint attraversa gli umori, i suoni della città di Napoli, qui più che mai diventata luogo metafisico, invenzione di un posto che non c’è. Tra straniamento ed immedesimazione, in una forma che Natalia Ginzburg ha definito dello stile della “natura dell’acqua, uno stile nuotato che consente di spendersi nei confronti di un personaggio, ora con ironia e ora con pietà, spostandosi a nuoto e leggermente tra l’uno e l’altro”, si disegna la figura della protagonista, una figura – come dice l’autore – maldestramente ritagliata nella carta, le forbici si sono mangiate parte del bordo intorno intorno, n’è scappata fuori una silhouette in scala ridotta”.

Spettacolo prodotto da Marche Teatro. Scene di Dario Gessati, costumi di Gianluca Falaschi, musiche originali di Francesco De Melis.

Piccolo Eliseo – Biglietteria: tel. 06/ 83510216 – Orario spettacolo: da martedi a sabato ore 20, domenica ore 17 – Durata dello spettacolo: 1 ora e 20′ – Prezzo: 20 euro.

Un “Circus Don Chisciotte” tra antiche suggestioni e immaginazione

Al Teatro Eliseo, fino a domenica 22 aprile è in scena “Circus Don Chisciotte”, testo e regia di Ruggero Cappuccio anche interprete con Giovanni Esposito.
Ambientato a Napoli nei giorni nostri, lo spettacolo narra la storia di Michele Cervante, una singolare figura di vagabondo cólto che esplora le ombre urbane della città. Presunto discendente dell’autore del Don Chisciotte della Mancia, il professor Cervante attiva una lotta personalissima contro il processo di disumanizzazione che sta attanagliando il mondo.
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“Interludio Valle”, in attesa che riprendano i lavori del teatro

Domani, sabato 7 aprile, prende il via “Interludio Valle”, la riapertura parziale del Teatro tra la prima e seconda fase dei lavori con una programmazione di installazioni, incontri e altre iniziative, in sala e nel foyer.
Si comincia con due mostre: la prima intitolata “Tracce di memoria – Il teatro Valle riparte dal suo passato”, una ricostruzione storica, tra cimeli, arredi e oggetti (ampliata e arricchita nel corso dei mesi di apertura), che sarà installata nel foyer, da cui entrerà il pubblico, che, il quale dopo essersi immerso nell’atmosfera del passato, potrà accedere alla sala e visitare la seconda mostra intitolata “Paladino al Teatro Valle. 19 drammaturghi e un sipario in scena” da un’idea del direttore Antonio Calbi, creazioni di Mimmo Paladino.
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Maria Maddalena e una versione “alternativa” della vita di Gesù

Al Teatro Stabile di Roma, venerdi 6 e sabato 7 aprile alle ore 21 e domenica 8 alle ore 18, è in scena “Gesù aveva l’erre moscia” di e con Giorgia Mazzucato: una versione alternativa della vita di Gesù, una versione dissacrante, ironica, umana e appassionata. In questo spettacolo Gesù guarda “Game of Thrones”, in questo spettacolo la sua imprecazione è “Mannaggiamannaggia!”, in questo spettacolo Gesù gioca a giochi in scatola con Kalì, Lao Tzu Junior e altri amici, in questo spettacolo Gesù parla ai fedeli tramite connessione wi-fi.
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Una ballata di Stefano Benni d’annata “per cori e voci sole”

A meno di due mesi dall’apertura di questo nuovo spazio, all’Altrove Teatro Studio (via Giorgio Scalia 53 – Metro Cipro), venerdi 6 e sabato 7 aprile, va in scena “Blues in Sedici” di Stefano Benni, scritto alla fine degli anni Novanta, ora adattato e diretto da Ottavia Bianchi, anche tra gli interpreti: Giorgio Latini, Alessandra Mortelliti e Stefano Vona Bianchini, e con Giacomo Ronconi alla chitarra. Si tratta di una “lettura per cori e voci sole” con musica dal vivo.
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Delitto / Castigo, da Dostoevskij un progetto di “teatro non teatro”

Dal 5 al 15 aprile, al Teatro Ambra Jovinelli, è in scena un grande classico della letteratura riadattato per il palcoscenico: “Delitto e Castigo”, epico romanzo di Fëdor Dostoevskij, trasferito nel progetto di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi, un progetto di “teatro non teatro” che segue il precedente “Provando… dobbiamo parlare” andato in scena, sempre all’Ambra Jovinelli nel dicembre di tre anni fa. Protagonisti, ora, Sergio Rubini, che firma anche la regia, e Luigi Lo Cascio, che con l’aiuto di un rumorista e di una cantante conducono lo spettatore in un viaggio tra i capitoli del romanzo.
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Conferme e debutti – tre “nuovi” Billy Elliot – nel musical che torna… a casa

Tornano ad accendersi festosamente i riflettori sulla grande avventura di Billy Elliot, lo spettacolo diretto e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo, che, dopo il grande successo al Teatro Arcimboldi di Milano, torna a “casa” – al Teatro Sistina – da venerdì 6 a domenica 22 aprile, per poi proseguire la tournée in altre città italiane.
La passione per la danza, la tenacia e la fiducia in se stessi, sono i cardini di una storia straordinaria, che ha conquistato il cuore del pubblico di ogni età. Billy è un ragazzo che per amore della danza sfida anche l’ottusità di un padre e un fratello che vorrebbero diventasse pugile. A far da sfondo alla sua avventura, che ha nutrito sogni e speranze di intere generazioni di talenti, l’Inghilterra dell’era Thatcher, con le miniere che chiudono e i lavoratori in rivolta, ma anche il mondo della danza, fatto di poesia e di faticose ore di prove. Come in ogni grande storia, ad accendere le emozioni ci pensano grandi valori come l’amore, la determinazione, la voglia di farcela, ma anche l’amicizia tra adolescenti, che riesce a far superare ogni discriminazione di orientamento sessuale.
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Da un racconto-esordio di scrittore di Giuseppe Patroni Griffi

Da mercoledi 4 a domenica 8 aprile, al Piccolo Eliseo è in scena “D’estate con la barca”, racconto di Giuseppe Patroni Griffi (suo esordio di scrittore , pubblicato nel 1955 da Vallecchi insieme a “Ragazzo di Trastevere” e “Un ospite di passaggio” ), nell’adattamento e con la regia di Luca De Fusco. Interprete Gaia Aprea. Spettacolo prodotto da Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale.
Il racconto associa l’amore con la morte, il mistero dell’attrazione erotica come rischio ed inizio di perdizione: una gita in barca lungo la costa di Posillipo a Napoli di due coppie di ragazzi. Una gita per fare l’amore, lontano dal mondo, i suoi divieti, le sue ipocrisie. Una bellissima giornata di sole e di ardori giovanili su cui piomba, inaspettata e beffarda, la morte.

Piccolo Eliseo – Biglietteria: tel . 06/ 83510216 – Spettacoli alle ore 20, domenica 0re 17 – Durata dello spettacolo: 1 ora (atto unico) – Prezzo: 20 euro.

Un “viaggio musicale” dal primo jazz alle emigrazioni

Al Teatro Tor Bella Monaca, giovedì 29 marzo alle ore 21, approda il concerto di Santi Scarcella ”Da Manhattan a Cefalù”, che vede in scena, accanto a Scarcella, al piano e voce, Cristiano Micalizzi e Arnaldo Vacca alle percussioni, al sax Gian Piero Lo Piccolo, al basso Francesco Luzzio, alle chitarre elettriche Nicola Costa, voce e trombone Max Dedo, tromba Sergio Vitale, archi Rossella Zampiron. Scarcella è compositore di tutti i brani. In alcuni testi hanno collaborato con lui Mario Mesolella e Raffaele Viscoso.
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La prima del Manzoni e un finale nel ricordo di Fabrizio Frizzi

Al Teatro Manzoni è andata in scena – con repliche fino al 22 aprile – la commedia “Quattro donne e una canaglia” che Mario Scaletta ha adattato da “Un beau salaud” di Pierre Chesnot, affidandone la regia a Nicasio Anzelmo.
La storia, brevemente: la “canaglia” del titolo si chiama Walter, e anche se non è più un giovincello, è riuscito a districarsi tra una moglie e una ex moglie, una giovane amante e una ex amante. Katrine, l’amante abbandonata, cerca conforto in Brigida, attuale moglie di Walter, provocando l’indignazione della prima moglie, Barbara.
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