Le lettere di Van Gogh, un mondo fantastico e disperato, verso la pazzia

Dal 9 al 14 aprile, al Teatro Lo Spazio, nel libero adattament di Blas Roca Rey, anche interprete con l’ccompagnamento del flautista Luciano Tristaino, è in scena “Vincent Van Gogh – Le lettere a Theo”.
Un mondo fantastico, tenero e disperato affiora dalle tante lettere che Vincent scrisse all’adorato fratello Theo, gallerista, che si occupò di lui tutta la vita. Un’energia vitale pazzesca, quasi indomabile. La consapevolezza, a volte straziante, di essere diverso dagli altri. In tutto. Nel vivere, nei rapporti umani ma soprattutto nell’arte.
L’uso dei colori, faticosamente raggiunto in anni e anni di studi e schizzi. La volontà, testarda, ostinata, di reinventare la realtà, di ridarcela attraverso la lente fantastica dei suoi occhi.
Il non rassegnarsi alla totale indifferenza del mondo verso i suoi quadri, il ripartire mille e mille volte ancora verso un futuro che sperava, prima o poi, si sarebbe accorto di lui. Nonostante la miseria, gli stenti, la mancanza di cibo.
E infine, la sua lenta ed inesorabile discesa verso la pazzia, che lo trascinò negli ultimi anni in piccoli manicomi di paese dove, spesso volontariamente, si rifugiava.
Teatro Lo Spazio – Via Locri, 42 – 00183 Roma (San Giovanni, una traversa di Via Sannio) – Tel . 06/77076486 – 06/77204149 – Biglietto intero 12 euro, ridotto 10, tessera semestrale 3 euro.

Stefano Benni in “Ululuna”, con creature antropomorfe

Dal 9 al 14 aprile, al Teatro Anfitrione il Teatro Stabile di Roma® , con la collaborazione del suo direttore esecutivo, Maria Beatrice Alonzi, che recita anche in un ruolo dello spettacolo, presenta – in prima nazionale – “Ululuna” con Stefano Benni, regia di Jacopo Neri. Una “veduta d’interni” – questa la definizione con cui è presentato – sull’opera di Julius Cortàzar, scrittore ed autore argentino naturalizzato francesce, scomparso nel 1989.
Stefano Benni interpreta il personaggio del vecchio Julio che, in punto di morte, ricorda le storie e i personaggi che ha inventato, mentre, in parallelo, un giovane Julio (i cui panni sono vestiti da Francesco Guglielmi) scopre lentamente l’universo paradossale, onirico e fiabesco che sarà la sua letteratura. In particolare si confronta con delle creature antropomorfe (interpretate dagli attori del Teatro Stabile di Roma®) che raccontano il divertimento, la solitudine, il desiderio, incarnando vizi e virtù della natura umana.
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Un omicidio, con otto donne che sospettano una dell’altra

Al Teatro Quirino, fino a domenica 14 aprile, si replica “Otto donne e un mistero” di Robert Thomas, traduzione di Anna Galiena, adattamento di Micaela Miano, regia dI Guglielmo Ferri. Con un cast di interpreti, ovviamente al femminile, di sicura attrattiva: oltre alla Galiena (sopra citata come traduttrice), Debora Caprioglio, Caterina Murino, Paola Gassman con Antonella Piccolo, Claudia Campagnola, Giulia Fiume, Mariachiara Di Mitri.
Qualche passo indietro (per gustare meglio lo spettacolo). Come scrittore, Robert Thomas (nato nel 1927, morto nel 1989) può essere considerato l’inventore – o quanto meno l’autore che ha contribuito alla sua affermazione – di un genere come la “comédie policière” o thriller comico. Alfred Hitchcock, che aveva comprato i diritti di una sua opera – un “omicidio umoristico ”, grande successo notturno parigino -, parlava di dramma psicologico criminale con un tipico “tocco gallico”.
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Per Eliseo Musica, serata tributo a Pino Daniele, con Tullio De Piscopo

Lunedi 8 aprile, alle ore 21.30, Teatro Eliseo & Saint Louis College of Music presentano Special Guest, terza edizione del Festival di produzioni originali – progetto creativo che coinvolge artisti di fama internazionale e un team di giovani musicisti, arrangiatori, cantanti, tecnici del suono. Prima serata intitolata “A me me piace ‘o blues ma sono napoletano – Tributo a Pino Daniele”, con la Saint Louis Pop Orchestra diretta da Peppe Vessicchio, special guest Tullio De Piscopo, batterista di fama internazionale nonché collaboratore e amico fraterno di Pino Daniele.
Teatro Eliseo – Biglietteria tel. 06/83510216 – Biglietti da 20 a 10 euro.

Tre giorni di proiezioni al FilmFestival della salute mentale

Si svolge dal 5 al 7 aprile, presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo la nona edizione de Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale, evento che prevede un concorso di corti e lungometraggi a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Promosso da Roma Capitale – Dipartimento Salute Mentale, ASL Roma 1 e MAXXI, questo Festival racconta il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà, attraverso le immagini. L’obiettivo è quello di avvicinare un vasto pubblico alla tematica, di contrastare lo stigma, di fare promozione della salute e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto. Il festival presenta lavori realizzati sia dai centri di produzione integrata (centri che lavorano sul disagio psichico) che dai videomaker ed è diviso in una sezione dedicata ai cortometraggi e una ai lungometraggi, con una significativa presenza – mai come quest’ anno – , anche di produzioni provenienti dall’estero.
Grande attenzione, nella selezione di questa edizione, al rapporto tra salute mentale e ambiente. Secondo filo rosso che attraversa il Festival è il rapporto tra infanzia, adolescenza e disagio psichico. E c’è spazio anche per il cinema d’animazione.
Maggiori informazioni su www.lospiragliofilmfestival.org –

Concerti in Biblioteca: è di scena la fisarmonica

Venerdì 5 aprile, alle 20, nella Biblioteca Ennio Flaiano (via Monte Ruggero 39, tel. 067 45460431) si svolge un nuovo incontro della serie “Note in Biblioteca”, realizzata dall’ Istituzione Universitaria dei Concerti in collaborazione con Biblioteche di Roma. Suona Samuele Telari, giovane fisarmonicista protagonista di quella nuova generazione che sta trasformando questo strumento, fino a poco fa relegato a funzioni marginali, in uno dei protagonisti della musica contemporanea.
Samuele Telari esegue in quest’occasione un programma che riprende “Limes”, il suo primo cd da solista: Bach e Schubert, Mantovani, Gubaidulina, Schnittke, Saint-Saëns – Guida all’ascolto cura di Emina Smailbegovic, laureanda del corso magistrale in Musicologia della Sapienza.

Informazioni per il pubblico: tel. 06/ 3610051 – 52.

Da Henrik Ibsen, un testo dallo spirito fortemente contemporaneo

Al Teatro Argentina, fino al 28 aprile, in prima nazionale, si replica “Un nemico del popolo” di Henrik Ibsen, traduzione di Luigi Squarzina, regia di Massimo Popolizio che recita anche nel ruolo del protagoniste. Accanto a lui, Maria Paiato (in abiti maschili, nel ruolo di suo fratello).
L’attore torna alla regia dopo la prima prova, tre anni fa, nel dirigere il pasoliniano “Ragazzi di vita”.
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“Due donne in fuga”, da un autostop nasce un’amicizia

Al Teatro Manzoni, dal 28 marzo al 21 aprile, Marisa Laurito e Fioretta Mari sono le protagoniste di “2 donne in fuga”, di cui Mario Scaletta firma l’adattamento da da “Le fuggitive” di Pierre Palmade e Christophe Duthuron, grande successo in Francia, soprattutto a Parigi. La regìa è di Nicasio Anzelmo.
Due donne si incontrano di notte su una strada statale mentre fanno l’autostop. Entrambe fuggono dalla loro vita, Margherita da 30 anni di vita di casalinga, moglie e madre repressa, Clorinda detta Clo dalla casa di riposo dove il figlio l’ha parcheggiata dopo la morte del marito. L’incontro suscita le battute più divertenti, per il luogo e l’ora equivoci.
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Un “giallo inglese”: la luna di miele diventa una trappola mortale

Al Teatro Roma, dal 26 marzo al 14 aprile, è in scena “I signori Barbablù”di Gerard Verner – uno dei tanti nomi usati dallo scrittore di gialli nato John Robert Stuart Pringle, londinese scomparso nel 1980 a 83 anni: autore di più di 120 romanzi tradotti in oltre 35 lingue, di cui molti sono stati adattati in serie radiofoniche, spettacoli teatrali e film.
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A una certa età, cedere alla ineluttabilità o reinventarsi ?

Dal 26 marzo al 7 aprile, al Teatro della Cometa, è in scena “Risonanze magnetiche”, scritto e diretto da Alessandra Panelli. La storia di due donne e un uomo che “nel mezzo del cammin di loro vita” si trovano ad un bivio: soccombere all’ineluttabilità delle cose – così come le vorrebbe un certo modo di pensare – o trovare la forza per reagire e “reinventarsi” in una nuova esistenza vitale e fantasiosa.
Una sorta di favola che i tre amici raccontano al pubblico, consapevoli del grande bisogno che c’è di credere ancora nella forza dell’amicizia, sentimento a volte sottovalutato a favore di altri considerati più forti come l’amore, o spesso confuso con la connivenza o con l’evasione dall’impegno.
In un arco di tempo che va dal 1990 ad oggi, anticipa una presentazione dello spettacolo – in un curioso intreccio di personaggi ed eventi che li vede collegati prima ancora che loro stessi sappiano di esserlo, i protagonisti si incontrano e, attraverso la loro capacità di cogliere i segni che magicamente si presentano sul loro cammino, riescono a fondersi in un’amicizia speciale grazie alla quale è possibile “risuonare magneticamente insieme e costruire una nuova idea di futuro” .
Gli interpreti: Mauro Marino, Barbara Porta, Costanza Castracane.
Teatro della Cometa – Via del Teatro Marcello 4 – Tel. 06/ 6784380.