La “storia al contrario” di una giornalista (e di una generazione)

Domenica 18 ottobre (ore 18.30) il Teatro India – per la sezione Cantiere dell’Immaginazione del Teatro di Roma – ospita la presentazione di “Una storia al contrario”, romanzo d’esordio della giornalista e critica teatrale Francesca De Sanctis (edito da Giulio Perrone editore), un viaggio che ripercorre la sua esperienza all’interno del quotidiano l’Unità dove ha lavorato fino al 2017 – anno in cui il quotidiano fondato da Gramsci nel 1924 interrompe le pubblicazioni – , il racconto di una storia “al contrario” che è quella di un’intera generazione. Insieme all’autrice, la presentazione del volume vedrà la partecipazione di Sergio Staino, già direttore del quotidiano l’Unità, nonché vignettista e creatore del celebre personaggio “Bobo”, e sarà coordinata dalla giornalista Daniela Amenta, ex caporedattore del giornale.
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La lunga storia, che viene da lontano, dell’incompiuta “Zaide” di Mozart

La programmazione del Teatro dell’Opera prosegue con la terza produzione pensata in chiave anti-covid : domenica 18 ottobre, per la prima volta al Teatro Costanzi, va in scena “Zaide” di Mozart, in un nuovo allestimento firmato da Graham Vick. Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera il suo direttore musicale, Daniele Gatti. Prevista la partecipazione straordinaria di Remo Girone nel ruolo del narratore.
Mai eseguito all’epoca di Mozart, ha avuto la prima rappresentazione postuma a Francoforte il 27 gennaio 1866. Mozart iniziò a comporlo tra il 1779 e il 1780, ma lo lasciò incompiuto al secondo atto. Anche il libretto, scritto da Johann Andreas Schachtner, è andato perduto. Non sappiamo se l’opera sia stata pensata in due o tre atti, disponiamo soltanto di quindici brani musicali. Le rare volte che “Zaide” è stata eseguita si è tentato di ovviare alla sua incompiutezza integrandola con recitativi per completare il libretto e con altre partiture del genio di Salisburgo per rimediare alla mancanza di un’ouverture e di un finale.
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Una “regia pulp” per il Pirandello di Edoardo Erba alla Sala Umberto

Fino al 25 ottobre, al Teatro Sala Umberto, è in scena lo spettacolo che ha aperto la stagione 2020-2021 (e che sarebbe dovuto andare in scena nel maggio scorso): “Maurizio IV” – Un Pirandello pulp, di Edoardo Erba, con Gianluca Guidi, che firma anche la regia, e Giampiero Ingrassia, musiche di Massimliano Gagliardi.
Siamo in prova, sul palco dove dovrebbe andare in scena “Il gioco delle parti” di Pirandello. Maurizio, il regista dello spettacolo, si aspettava un altro tecnico per il montaggio e il puntamento delle luci, ma si presenta Carmine, un siciliano di mezza età, indolente, che non sembra aver molto entusiasmo per il lavoro.
Carmine è appena assunto e non sa nulla dello spettacolo, così Maurizio è costretto a ripercorrere tutto il testo per farglielo capire. Oltre a essere svogliato, Carmine soffre di vertigini e ha paura a salire sulla grande scaletta mobile che è in scena, e pur di non farlo si mette a discutere su ogni dettaglio della regia.
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Una coppia in cerca d’amore (con la paura di trovarlo)

Torna in scena, in una versione completamente rinnovata, una delle commedie più vivaci e piene di buon umore degli ultimi anni: “La stranissima coppia” scritta e diretta da Diego Ruiz (Carpe Diem Produzion): fino al 1° novembre, al Teatro Manzoni. Protagonisti Manlio Dovì e Patrizia Pellegrino.
Uno sguardo divertito al rapporto di coppia con particolare riferimento ai “single forzati”, uomini e donne che si ritrovano, loro malgrado, improvvisamente soli, con l’assoluta necessità di rifarsi una vita sentimentale, ma con l’inevitabile istinto di difendersi dalle frecce avvelenate di Cupido.
Sono persone in cerca d’amore ma con il terrore di trovarlo, gente che vuole rimettersi in gioco, ma non si ricorda più come giocare.
Patrizia e Manlio sono esattamente così: è il loro primo appuntamento e si sono preparati a lungo per questa serata, entrambi aspettandosi molto da questo incontro. Ma saranno pronti a cedere di nuovo alle sinuose tentazioni dell’amore? Riusciranno almeno a nascondere ansie e pregiudizi e a risultare affabili e seducenti come si erano ripromessi?

Una “analisi”, musicale e comica, di Ulisse e la sua Odissea

Al Teatro Ghione da domani, giovedi 15 a domenica 19 ottobre, è in scena “Oh! Diss’ea” di Roberto Ciufoli anche interprete insieme a Simone Colombari e a Max Paiella, che firma anche le musiche.
Una riscrittura del poema omerico, un’occasione irrinunciabile per un’approfondita analisi comica e musicale: da non perdere, anche per i non curiosi…
Ulisse e il suo viaggio senza fine – un esempio per tutti, la curiosità, la voglia di conoscere e di esplorare che c’è .o ci dovrebbe essere, in ognuno di noi. Dopo il lungo assedio di Troia è partito, diretto verso la sua Penelope o ha bighellonato senza trovare la strada di casa per dieci anni prima di approdare alla sua bella Itaca?

Teatro Ghione – via delle Fornaci 37 – Tel. 06/ 6372294.

Un progetto di live performance sulla “ibridazione fra le arti”

Dal 15 al 19 ottobre alle ore 21 – ingresso libero – presso il Teatro Garbatella, si svolgeranno una serie di live performance innovative dedicate all’ibridazione tra le arti. Il progetto, ideato e promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, fa parte della rassegna L’Aperossa UnArchive e rientra nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, sezione “Risonanze”.
A cominciare il 15 ottobre, saranno i videoartisti Gianluca Abbate e Virginia Eleuteri Serpieri con una nuovissima video-performance artistica dal titolo “Nuovo mondo”, frutto dell’incontro tra cinema documentaristico e arti figurative. A seguire, il 16 ottobre la sonorizzazione live di Mauro Santini per “Una famiglia francese”, ipotesi per un film con incursione live di videcamera, e “Voyage That Never Ends”, un lavoro sulle musiche di Stefano Scodanibbio con Giacomo Piermatti al contrabbasso, fondato sul rapporto tra materia e magia in cui si perdono i confini tra melodia e ritmo, scrittura e improvvisazione, esecutore e strumento.
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Stranieri a Roma: torna in scena il “Ben Hur” di Gianni Clementi

Dal 14 ottobre al 1° novembre, al Teatro Golden è in scena “Ben Hur” – Una storia di ordinaria periferia, di Gianni Clementi, protagonisti Paolo Triestino, Nicola Pistoia (che firma anche la regia) ed Elisabetta De Vito, uno degli spettacoli più amati degli ultimi anni, osannato da critica e pubblico: più di 400 repliche, 200 città raggiunte, oltre 100.000 spettatori.
Lo sfondo è Roma. Roma che accoglie e che respinge, Roma sempre più incattivita, eppure capace di generosità inaspettate. Lo “straniero” oggi è sempre più parte di questa città, volenti o nolenti.
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Un uomo “senza meta” apre la stagione del Teatro Argentina. E non solo…

Una nuova produzione del Teatro di Roma, apre – dal 17 al 25 ottobre – la stagione 2020-2021 del Teatro Argentina: “Uomo senza meta”, microsagra familiare del norvegese Arne Lygre (traduzione di Graziella Perin), interpreti Francesco Colella, Aldo Ottobrino, Monica Piseddu, Anna Chiara Colombo, Silvia D’Amico, Giuseppe Sartori . Costumi di Anna Missafglia. La regia è di Giacomo Bisordi, giovane di matura sensibilità scenica che ribalta in invenzione l’assenza di contatto dovuta alle limitazioni anti_Covid. Giacomo Bisordi ha debutto come assistente alla regia per Gabriele Lavia. Ed ha lavorato, tra gli altri, con Peter Stein, Giorgio Barberio Corsetti, Massimo Popolizio, Veronica Cruciani, Eleonora Danco, Matthias Langhoff, Thomas Ostermeier e Milo Rau – di quest’ultimo da gennaio 2019 è diventato collaboratore fisso all’interno della sua compagnia, l’International Institute of Political Murder e del teatro da lui diretto, NTGent. È stato aiuto regista e dramaturgo nel film “Il Nuovo Vangelo” (2019) che sarà proiettato al Teatro Argentina all’inizio del 2021.
Uno spettacolo sulle delusioni del sogno capitalista e le ambiguità dei comportamenti umani. Messo in scena lo scorso luglio – presentato al pubblico in forma di studio in una serata aperta al processo creativo della messinscena – “Uomo senza meta” è stato il primo gesto “in presenza”, dopo la riapertura a giugno delle sale teatrali, grazie al quale il palco dell’Argentina è tornato ad essere vissuto e abitato dai suoi artefici. Un lavoro che si è confrontato con le nuove modalità di produzione teatrale imposte dalla crisi sanitaria, oltre che con alcuni degli aspetti più profondi a cui questa ha messo di fronte il Teatro: la relazione con il potere, l’isolamento, la necessità della relazione umana e i paradossi che questa comporta. Nelle parole di Giacomo Bisordi, Lygre «è un autore che nella sua opera pone una questione cogente: come il sistema economico in cui viviamo sia capace di disegnare un sistema affettivo completamente deformato, compromettendo la nostra stessa capacità di stare assieme ai nostri simili, assieme agli altri».
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Pop-Opera: Mozart, Rossini e Verdi… in barba alla lirica

Al via il 14 ottobre al Teatro Biblioteca Quarticciolo “Pop-opera – In barba alla lirica”, una rassegna dedicata alla riscoperta dell’opera lirica attraverso una proposta nuova, irriverente e popolare, promossa da LaRocca Fortezza Culturale in collaborazione con il teatro Biblioteca Quarticciolo e il Teatro Studio Uno e realizzata con il contributo della Regione Lazio. Un evento gratuito suddiviso in quattro giornate che vedrà protagonista la compagnia teatrale de I tre barba – Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo, un collaudato trio di attori capaci di trascinare spettatori di tutte le età nell’esilarante trasposizione in prosa dei tre capolavori operistici: “Così fan tutte”di Mozart “Il barbiere di Siviglia” di Rossini e “Rigoletto” di Verdi.
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Gabriele Lavia e Dostoevskij – Il coraggio di essere liberi e felici

Al Teatro Basilica, il 13 ottobre – unica serata – alle ore 21, Gabriele Lavia, interprete e regista, in “Il sogno di un uomo ridicolo” di Fëdor Dostoevskij affronta un testo in cui la felicità è un cammino interiore di sublimazione del dolore personale verso una più alta finalità: risolvere il senso drammatico della libertà e trovare il coraggio di essere liberi, liberi di essere felici.

Un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 e inizialmente inserito nel Diario di uno scrittore. Storia di un uomo che ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Deciso a uccidersi, invece si addormenta davanti alla pistola carica e inizia un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della ‘verità’.
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