Prima assoluta, in punta di piedi nel tango di Miguel Angel Zotto

Da martedi 15 ottobre – con repliche fino al 27 – al Teatro Olimpico, in prima assoluta, Miguel Ángel Zotto, uno dei più grandi tangueri dei nostri tempi, stella indiscussa e carismatico interprete del “pensiero triste che si balla”, presenta il suo spettacolo “Te siento… Tango”, ospite dell’Accademia Filarmonica Romana e del Teatro Olimpico per il primo appuntamento delle Giornate della Danza di Roma. Lo spettacolo proseguirà con una tournée che toccherà le città di Bari, Genova e Verona.
Prendendo spunto dalla sua autobiografia “Te siento” pubblicata nel 2018, Zotto crea un percorso musicale e coreografico che esplora i vari volti del tango argentino, dove eleganza, sensualità e seduzione si fondono con energia. Un omaggio, attraverso aneddoti, testimonianze, storie e racconti, verso quei maestri – musicisti, ballerini e cantanti – che hanno segnato e ispirato la sua vita e la sua carriera, a partire da Carlos Alberto Petroleo, Virulazo, Antonio Todaro, Ramon Rivera “Finito”, Rodolfo Dinzel, fino a Juan Carlos Copes e molti altri.
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Serate particolari tra variopinti esempi di varietà

Dal 16 ottobre al 3 novembre, il Teatro Prati ospita uno spettacolo presentato dalla Compagnia della Luna, con la direzione artistica di Nicola Piovani, intitolato “Variazioni sul varietà”, autore Pietro Piovani, nipote di Nicola, giornalista, già autore, fra l’altro, di un “Semo o nun semo”, spettacolo dedicato alla tradizione di canzoni popolari romane.
Di varietà non ce n’è uno solo. C’è quello “coltissimo” nato nei salotti degli Illuministi parigini, e c’è quello dei baracconi nelle fiere; quello “per i signori” e quello “per i poveracci”; c’è il cafè chantant e il music hall, c’è la chanteuse francese che in Italia diventa sciantosa, il soprano, la “romanzista” e la “canzonettista”, le divette e le vedette, le “eccentriche a trasformazione” (artiste che a ogni canzone cambiavano d’abito), c’è il buffo, c’è il serio e c’è il fine dicitore che a volte sa essere entrambe le cose. Leggi tutto

I “Madrigali” di Gesualdo da Venosa aprono la stagione alla Sapienza

La 75ª stagione dell’ Istituzione Universitaria dei Concerti si inaugura martedì 15 ottobre alle 20.30 nell’Aula Magna della Sapienza, con i “Madrigali a cinque voci” di Carlo Gesualdo da Venosa (1566 – 1613) affidati a Les Arts Florissants, prestigioso gruppo francese specializzato nel repertorio rinascimentale e barocco, che nel 2019 celebra i 40 anni di attività. Sotto la direzione di Paul Agnew, proporrà una selezione di Madrigali dal Primo e dal Secondo Libro (1594) e l’Integrale del Terzo Libro (1595).
Questo concerto rientra nell’ambito di un ampio progetto europeo in collaborazione con Cité de la Musique – Phlharmonie di Parigi, che prevede l’esecuzione completa dei Sei Libri di Madrigali in città come Parigi, Madrid, Siviglia, Essen, New York e che la Iuc propone in esclusiva per l’Italia.
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Il “Raffaello” di Vittorio Sgarbi tra musiche dal vivo e scenografie video

Con repliche fino al 13 ottobre, al Teatro Olimpico è tornato Vittorio Sgarbi per la terza volta: con il suo nuovo spettacolo, “Raffaello”, dopo “Michelangelo” e “Leonardo”. I tre progetti, in realtà aperti nel 2015 al Festival La Versiliana da un “Caravaggio”, sono nati nell’intento di dimostrare come artisti antecedenti il nostro secolo abbiano fortemente inciso il modo di percepire il quotidiano in cui siamo immersi. Il trittico sul Rinascimento si conclude sul Genio del quale nel 2020 ricorrono le celebrazioni del Cinquecentenario della morte di cui attraverso questo spettacolo viene anticipato un tributo a ciò che sarà istituzionalmente.
Raffaello è considerato uno dei più grandi artisti d’ogni tempo, la sua opera segnò un tracciato imprescindibile per tutti i pittori successivi, fu di vitale importanza per lo sviluppo del linguaggio artistico dei secoli a venire, diede vita ad una Scuola che fece arte “alla maniera” sua. Raffaello fu un modello fondamentale per tutte le accademie, e la sua influenza è ravvisabile anche nei pittori moderni e contemporanei.
Lo spettacolo con Vittorio Sgarbi si avvale delle musiche composte, ed eseguite dal vivo (violino, viola, oud, elettronica, glasses) da Valentino Corvino e, con la collaborazione di Domenico Giovannini, delle scenografie video di sei artisti – lo stesso Domenico Giovannini, Elide Blind, Niccolò Faietti, Mikkel Garro Martinsen, Simone Tacconelli e Simone Vacca – che indagano le relazioni esistenti tra testi sonori, immagini e parole, con la tessitura di un fil rouge che armonizza le originali dissonanze stilistiche.

Teatro Olimpico – Piazza Gentile da Fabriano 17 – Prezzi da 30 a 14,50 euro Spettacoli serali ore 21, domenica ore 18.

Una commedia da un film con Alberto Sordi e Monica Vitti

Al Teatro Manzoni si replica, fino al 20 ottobre, lo spettacolo inaugurale della nuova stagione, la commedia “Amore mio, aiutami”- un testo che …viene da lontano, addirittura dalla sceneggiatura del film omonimo firmata, esattamente cinquant’anni fa, da Rodolfo Sonego, e di cui erano protagonisti Monica Vitti e Alberto Sordi, che ne firmava la regia.
Ora, con la regia di Renato Giordano, ci sono Debora Caprioglio e Corrado Tedeschi, protagonisti della storia, grottesca e divertente, ma potenzialmente reale, di Giovanni e Raffaella una coppia affiatata, la cui relazione va in crisi quando lei si innamora del giovane Valerio. Confidando nella comprensione del marito, che si vanta di essere moderno e razionale, Raffaella chiede il suo aiuto per chiarire i suoi sentimenti.
Giovanni, perdutamente innamorato della moglie, decide di mostrare comprensione ma intanto si adopera per impedire che la moglie cada nelle braccia del nuovo venuto. Tra continui allontanamenti e riavvicinamenti, marito e moglie seguiranno un percorso denso di sorprese ed equivoci tragicomici. E’ una strana storia – si legge in una nota di presentazione dello spettacolo – , basata sull’ostinata e non sempre giusta ricerca della verità a tutti i costi, sulla volontà di una coppia di farsi vedere moderna senza avere la cultura e il distacco necessari affinché questo accada”.
Completano il cast: Loredana Giordano, Roberto D’Alessandro e Antonio Friello. Costumi Alessandro Lai, musiche Saverio Martucci, scene Agostino Esposito.

Teatro Manzoni – Via Monte Zebio 14 – Tel. 06/ 3223634.

Un Rossini in anteprima di stagione della Filarmonica Romana

Al Teatro di Villa Torlonia, sabato 12 e domenica 13 ottobre (rispettivamente ore 20 e ore 18) nel piccolo gioiello architettonico del Teatro di Villa Torlonia, va in scena “La cambiale di matrimonio” di Gioachino Rossini nuova produzione, anteprima di stagione n. 199 dell’Accademia Filarmonica Romana e primo allestimento di RossiniLab, progetto quinquennale avviato quest’anno dall’istituzione romana e destinato a giovani cantanti, strumentisti e maestri collaboratori.
RossiniLab è finalizzato alla realizzazione delle cinque farse veneziane di Gioachino Rossini, ed è curato da Giovanni Battista Rigon per la direzione musicale e dal regista Cesare Scarton.

Teatro di Villa Torlonia – via Lazzaro Spallanzani 1a – Biglietti (posto unico) 10 euro.

Antonello Avallone, nuova versione di “Io & Voody”

Al Teatro Flaiano, fino al 6 ottobre, Antonello Avallone propone una nuova versione di “Io & Woody”, che debuttò nel 1992 al Teatro dei Cocci di Roma. Lo spettacolo prende spunto dai tre libri pubblicati con il titolo “Citarsi addosso, “Effetti collaterali” e “Saperla lunga”, comicissimi monologhi, considerazioni che Woody Allen presentava agli inizi della sua carriera nei night club delle principali città degli Stati Uniti tra il 1964 e il 1967, prima di scrivere la sua prima sceneggiatura per il cinema, “Ciao Pussycat”, e da cui ha tratto poi spunto per alcuni suoi film. Monologhi divertenti, ma anche siparietti, parodie esilaranti, dotate di intelligente comicità, che spaziano attorno ai dubbi ricorrenti della filosofia alleniana: l’esistenza di Dio, la paura della morte, il rapporto con l’altro sesso.
I tic, le nevrosi, le ataviche insicurezze e gli atteggiamenti ossessionati ed ossessivi. C’è tutto questo nella recitazione di Avallone che a velocità vertiginosa riesce a far dimenticare di non trovarsi di fronte all’originale. Uno spettacolo di incalzante comicità, fatto di rimandi e associazioni, confronti e citazioni, rappresentato da sempre in tutta Italia solo da Antonello Avallone, acclamato dalla critica il “Woody Allen italiano”.

Teatro Flaiano – Via Santo Stefano del Cacco, 15 (Largo di Torre Argentina) – Tel. 06/37513571 – 06/37514258 Spettacoli dal giovedi al sabato ore 21, domenica ore 17.30 – Platea intero 25 euro, ridotti 20 e 18.

Frida e Chavela, due figure carismatiche dal Messico del ‘900

Dal 3 al 13 ottobre, al Teatro Belli è in scena “Viva la vida! Frida Kahlo e Chavela Vargas ”, atto unico di Valeria Moretti, con Francesca Bianco e la cantante Eleonora Tosto accompagnata alla chitarra da Matteo Bottini. La regia è di Carlo Emilio Lerici. Primo spettacolo, prodotto dallo stesso Teatro Belli, della stagione 2019-2020.
Due artiste, due vite, due amiche dotate di un fascino esplosivo: Chavela Vargas e Frida Kahlo. Due figure carismatiche che hanno reso emozionante e unica la storia della cultura messicana, tratteggiandola, ieri come oggi, d’intensità e passione.
Quando erano vive, le due artiste – ricorda una nota di presentazione dello spettacolo – già destavano curiosità e interesse. Frida, la pittrice, ci magnetizza ancora adesso per l’intensità dello sguardo – ah, quelle sopracciglia disegnate a forma di rondine! – per la sua bellezza e fierezza, per la poeticità del suo abbigliamento, per l’arte sorprendente, per la fiammante fede politica, per le turbolente vicende amorose: dal noto marito, l’artista Diego Rivera (sposati, divorziati, risposati) alla liaison con Trotzky, più qualche “divagazione” femminile.
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Si avvia alla conclusione la serie dei concerti “Note in biblioteca”

Gli incontri musicali ad ingresso gratuito organizzati dalla Istituzione Universitaria dei Concerti in collaborazione con Biblioteche di Roma – proseguono venerdì 4 ottobre alle ore 20 nella Biblioteca Ennio Flaiano (via Monte Ruggero 39, tel. 06/ 4546 0431) con il Trio “Heroes”.
Tre giovani musicisti – Mario Romeo, Samuele Telari e Andrea Pennacchi – che studiavano insieme presso il Conservatorio “Santa Cecilia” nella classe del Maestro Massimiliano Pitocco – hanno deciso di dar vita a questo trio di fisarmoniche con l’intenzione sia di far conoscere il ricco ma poco noto repertorio per quest’insolito gruppo strumentale sia di valorizzare le potenzialità della fisarmonica con trascrizioni di brani celebri.
La serie autunnale di questi incontri musicali si conclude sabato 5 ottobre alle 11.30 nella Biblioteca “Vaccheria Nardi” (via Grotta di Gregna 37, tel. 06/45460491).
Ne sarà protagonista uno dei migliori giovani gruppi italiani, il Quartetto Werther, formato da Misia Jannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Simone Chiominto (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte). Il pianista è palermitano ma ha studiato al Conservatorio di Firenze, gli altri tre sono romani e hanno studiato al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, tutti e quattro si stanno attualmente perfezionando col Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi. Sono ancora molto giovani (la loro età media è 24 anni) ma hanno già suonato presso importanti istituzioni musicali italiane e straniere.
In questo incontro musicale, che sarà preceduto da una breve introduzione all’ascolto, il Quartetto Werther suonerà due capolavori della musica da camera del Sette e dell’Ottocento, rispettivamente il “Quartetto per pianoforte e archi in sol minore KV 478” di Wolfgang Amadeus Mozart e il “Quartetto in mi bemolle maggiore op. 47” di Robert Schumann.

Una trilogia di monologhi apre la nuova stagione dell’Argot Studio

Ad aprire la stagione 2019-2020 dell’Argo Studio è il progetto della “Trilogia dell’essenziale”, in scena dal 3 al 6 e dal 10 al 13 ottobre: tre monologhi, indipendenti l’uno dall’altro, di drammaturgia contemporanea, scritti da Valentina Diana e diretti da Vinicio Marchioni, nell’interpretazione di Marco Vergani, con le idee sceniche, i costumi e la direzione artistica di Milena Mancini.
La Trilogia dell’essenziale” è composta da L’eredità dolcissima di Renato Cane in scena il 3, da Una passione” in scena il 4, e da “La nipote di Mubarak” in scena il 5, il 6, il 10, l’11 e il 12 <<<<<<<<<ottobre. Domenica 13 ottobre è prevista, dalle 17,30, una maratona di tutti e tre gli spettacoli della trilogia.

Quello che lega la trilogia – si legge in una nota di presentazione del progetto -, è l'indagine sulla solitudine, sull'alienazione dell'essere umano, sulla percezione della vita e della morte nell'uomo contemporaneo da parte di personaggi “ultimi”, “invisibili”, protagonisti, loro malgrado, dei tre monologhi. La Trilogia dell'essenziale è una composizione alchemica di elementi derivanti da una scrittura funambolica, grottesca, graffiante, cinica, tragicomica, dallo spazio pressoché vuoto in cui si svolge l'azione. e da una regie fondate sul paradosso del monologo teatrale, che indagano le possibilità di dialogo, di comunicazione dei temi con un pubblico attraverso il monologo e il lavoro con l'attore, sull'attore e per l'attore.

Teatro Argot Studio – Via Natale Del Grande, 27 – Tel. 06/5898111