Sul profilo Facebook della Filarmonica Romana, incontri dedicati all’interpretazione

Sarà giovedì 21 maggio il primo dei quattro incontri di Andrea Lucchesini organizzati dell’Accademia Filarmonica Romana sulla sua pagina Facebook, dedicati all’interpretazione. Con cadenza settimanale, alle ore 19, ogni giovedì fino all’11 giugno (dunque nel giorno in cui abitualmente la Filarmonica Romana tiene i suoi concerti di musica da camera al Teatro Argentina) saranno on line gli incontri in cui il direttore artistico dell’Istituzione romana approfondisce e riflette con altri musicisti sul tema dell’interpretazione, concentrandosi su quattro note composizioni di autori come Robert Schumann, Ludwig van Beethoven fino alla musica contemporanea di Ivan Fedele. Per ogni colloquio, che sarà curato dalla regia di Maxim Derevianko, si partirà dalla scelta di un brano, spunto per mettere a confronto tramite l’ascolto varie interpretazioni, per soffermarsi poi sul punto di vista dell’ospite.
Per chi non potrà collegarsi il giovedì alle 19, gli incontri, una volta pubblicati, rimarranno sul profilo facebook dell’Accademia Filarmonica Romana dove si potranno rivedere in qualsiasi momento.

Si inizia dunque il 21 maggio con il violoncellista Mario Brunello per affrontare le dinamiche di una formazione cameristica sulla “Sonata per violoncello e pianoforte op. 102 n. 1” di Ludwig van Beethoven. Il 28 maggio confronto fra pianisti con Lucchesini che dialoga con Alexander Lonquich, partendo da una celebre pagina pianistica di Robert Schumann, la “Kreisleriana op. 16”, per approfondire il ruolo del solista. Il 4 giugno l’incontro sarà a tre: Lucchesini è infatti affiancato dal compositore Ivan Fedele e dal violinista Francesco D’Orazio per soffermarsi sul rapporto fra autore e interprete, con l’ascolto della “Suite francese VI B per violino elettrico a cinque corde ed elettronica”, lavoro del 2018 di Fedele, di cui D’Orazio è uno degli interpreti prediletti. Il quarto colloquio,l’11 giugno,sarà con il direttore d’orchestra Daniele Gatti: è di nuovo Schumann a dare lo spunto alla conversazione, con un’altra celebre opera, il “Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54” per indagare il rapporto fra direttore d’orchestra e solista.