Quando le parole diventano musica e i contrari armonie inscindibili

Martedi 5 novembre, alle 20.30, nell’Aula Magna della Sapienza, per l’Istituzione Universitaria dei Concerti, Pippo Delbono – regista e attore ligure – ed Enzo Avitabile – cantante e polistrumentista napoletano – sono protagonisti di “Bestemmie d’amore”, concerto-spettacolo che sfugge ad ogni definizione: “È un canto, un concerto – così lo descrive Pippo Delbono – dove le parole diventano musica. Per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce. Per parlare ancora dell’amore. Dell’ amore bestemmiato, ferito, affogato, ucciso, rinato, ucciso ancora, ancora vivo”.

Musica e parole si fondono per dare vita e corpo alle infinite contraddizioni del nostro tempo, della vita, degli uomini, dell’amore: proprio nella dicotomia si anima l’interazione dei due artisti che, partendo dalle radici più profonde della nostra cultura, anche quelle cattoliche, (sebbene Delbono sia buddista da venticinque anni) esplorano temi apparentemente contrastanti, che trovano una perfetta armonia nel suono e nelle parole. Ed ecco che – anticipa una presentazione del concerto-spettacolo – l’equilibrio degli opposti – amore e odio, volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce – diventa complementare e inscindibile.
È un’altra tappa del viaggio artistico che da diverso tempo Delbono sta facendo insieme ad Avitabile, un musicista unico nella sua capacità di coniugare la tradizione del blues, del jazz, del funky, del rock con il classico e il barocco, fino ad abbracciare l’antica tradizione popolare e napoletana, per arrivare però ad una musica sua, originale e unica.
Con la sua “musica del mondo” Avitabile affronta temi etici e sociali, scavando nelle miserie del mondo con la precisa volontà di diffondere un messaggio: ogni essere umano è degno di abitare lo spazio terrestre, senza distinzioni, senza razze, senza barriere.
Tutto questo si sposa alla perfezione con il percorso artistico di Delbono, che vi aggiunge il suo desiderio di portare in scena la vita reale per renderla qualcosa d’altro, farla diventare arte. Tale messaggio viene veicolato scegliendo testi del mistico spagnolo Juan de La Cruz, di Rimbaud, di Pasolini – immancabile nel lavoro del regista – e di altri ancora.
Insieme alla voce di Pippo Delbono, che recita e canta, e al canto di Enzo Avitabile, che suona anche l’arpina, il tamburo e il sax sopranino, ci sono la chitarra napoletana di Gianluigi Di Fenza e i tamburi di Carlo Avitabile.