Torna in scena un’opera che debuttò a Roma nel Seicento

Il Teatro di Villa Torlonia ospita fino al 3 ottobre la prima rappresentazione romana in tempi moderni de “L’Empio Punito” di Alessandro Melani, un’opera rappresentata a Palazzo Colonna in Borgo a Roma il 17 febbraio 1669, alla presenza di Cristina di Svezia. Lo spettacolo aprirà poi, il 6 ott0bre, a Rieti, nel Teatro Flavio Vespasiano, il Reate Festival. La direzione musicale è affidata a Alessandro Quarta, con il Reate Festival Baroque Ensemble, una compagine di giovanissimi strumentisti specializzati e già apprezzati nell’esecuzione con strumenti originali, creata nell’ambito del Reate Festival e che si esibirà anche nel concerto di chiusura della rassegna. Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, il Teatro di Roma, il Teatro dell’Opera di Roma, la Fondazione Alberto Sordi per i Giovani.
La regia è curata da Cesare Scarton, le scene sono di Michele Della Cioppa, i costumi di Anna Biagiotti, le luci di Andrea Tocchio. In linea con le scelte della direzione del Festival, indirizzate alla valorizzazione delle nuove generazioni di musicisti, il cast è formato da giovani cantanti di grande valore, specializzati e affermati in questo repertorio (tra cui Sabrina Cortese, Carlotta Colombo, Michela Guarrera, Giacomo Nanni, Luca Cervoni, Alessandro Ravasio) con la partecipazione di Mauro Borgioni.
Quella del febbraio 1669 a Roma fu la prima messa in musica del celebre personaggio ispirato al lavoro teatrale “El burlador de Sevilla” di Tirso da Molina. Il personaggio avrà molta fortuna nel teatro musicale, fino agli esiti culminanti del “Don Giovanni” di Mozart. Questa prima versione realizzata dai librettisti Giovanni Filippo Apolloni e Filippo Acciaiuoli rappresenta in pieno l’estetica barocca alternando di continuo i registri comico, grottesco e tragico, con effetti teatrali sorprendenti; la musica del giovane Melani colpisce per la qualità e la maturità. L’opera, della quale ci è giunto solo un manoscritto superstite, conservato presso il Fondo Chigi della Biblioteca Vaticana, è la prima composizione per il teatro musicale di Alessandro Melani, chiamato a Roma nell’autunno del 1667 a dirigere la Cappella di Santa Maria Maggiore.