Frida e Chavela, due figure carismatiche dal Messico del ‘900

Dal 3 al 13 ottobre, al Teatro Belli è in scena “Viva la vida! Frida Kahlo e Chavela Vargas ”, atto unico di Valeria Moretti, con Francesca Bianco e la cantante Eleonora Tosto accompagnata alla chitarra da Matteo Bottini. La regia è di Carlo Emilio Lerici. Primo spettacolo, prodotto dallo stesso Teatro Belli, della stagione 2019-2020.
Due artiste, due vite, due amiche dotate di un fascino esplosivo: Chavela Vargas e Frida Kahlo. Due figure carismatiche che hanno reso emozionante e unica la storia della cultura messicana, tratteggiandola, ieri come oggi, d’intensità e passione.
Quando erano vive, le due artiste – ricorda una nota di presentazione dello spettacolo – già destavano curiosità e interesse. Frida, la pittrice, ci magnetizza ancora adesso per l’intensità dello sguardo – ah, quelle sopracciglia disegnate a forma di rondine! – per la sua bellezza e fierezza, per la poeticità del suo abbigliamento, per l’arte sorprendente, per la fiammante fede politica, per le turbolente vicende amorose: dal noto marito, l’artista Diego Rivera (sposati, divorziati, risposati) alla liaison con Trotzky, più qualche “divagazione” femminile.

Infine per la “leggenda” del surrealismo anche se, quando la definivano surrealista, protestava dicendo: “Io dipingo solo la mia realtà”. Ardente rivoluzionaria, Frida racconta che quando andò con il marito a Detroit, Diego portava lo smoking. “Io non ero d’accordo – sottolinea – ma, secondo lui, ‘un vero comunista deve essere il più elegante di tutti’. A Diego piaceva ‘Gringolandia’ e se qualcuno lo accusava di lavorare per un Paese capitalista, lui rispondeva che la sua arte è come il prosciutto: nutre la gente. A Parigi, invece – ricorda ancora Frida – gli intellettuali stanno tutto il giorno ai caffè a riscaldare i loro venerabili sederi e chiacchierano… chiacchierano… chiacchierano di rivoluzione, convinti di essere i signori dell’universo e ammorbano l’aria di teorie e teorie che non diventeranno mai realtà. Valeva la pena di andare a vedere di persona come mai l’Europa sta marcendo – si rammarica Frida ed è quasi una premonizione – sì, perché tutta questa gente buona a niente è la causa di tutti gli Hitler e i Mussolini del mondo! Viva Trotzky, viva Zapata viva Mao Tze Tung!”
Giovanissima, la pittrice Frida Kahlo – era stata vittima di uno spaventoso incidente stradale che la costrinse all’immobilità. Ma non per questo si arrese. Anzi! Una volta partecipò alla serata inaugurale di una mostra in barella, portata da un’autoambulanza. Insomma, tutto concorre a fare di lei la protagonista della propria esistenza. E lei stessa aveva l’attitudine ad esserlo e a volerlo essere. Altrimenti perché tanti autoritratti? Altrimenti perché divenire lei stessa un’opera d’arte?
La cantante Chavela Vargas – ricorda ancora la nota di presentazione dello presentazione dello spettacolo – ha costellato la sua vita sì di apparizioni ma soprattutto di sparizioni che la facevano sembrare agli occhi dei suoi ammiratori esattamente come la fantasmatica figura della Llorona: mito popolare che di notte vagava per i vicoli bui di Città del Messico e alla quale Chavela dedicò una delle sue canzoni più popolari. La cantante alternava fasi di dipendenza assoluta dall’alcool che le impedivano di esibirsi di fronte al pubblico, a periodi di astinenza. A 83 anni, si vantò di aver bevuto in totale 45.000 litri di tequila! Nelle fasi “fortunate”, con il suo inseparabile sigaro, scorrazzava al volante di un’Alfa Romeo bianca che le aveva regalato il Presidente messicano, cantava alle feste di Grace Kelly ed Elisabeth Taylor e appena poteva, rubava… le mogli ai mariti! Si è ipotizzato anche un legame sentimentale tra le due artiste. Forse, perché no? Chissà…

Teatro Belli – Piazza Sant’Apollinare 11 a – Tel. 06/ 5894875.