Tanti “Stupori” musicali nell’estate dei Giardini della Filarmonica

Si intitola “Stupore”, la nuova edizione dei Giardini della Filarmonica – direttore artistico Andrea Lucchesini -, il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana, che dal 26 giugno al 6 luglio si svolge nella sua sede di via Flaminia 118 – tra il palco all’aperto – una rivisitazione in chiave moderna e stilizzata della fontana della Barcaccia realizzata per la Filarmonica dal regista Denis Krief -, la Sala Casella e la Sala Affreschi. L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con la Siae e gli Istituti di cultura stranieri.
Trai motivi di Stupore, la presenza di giovanissimi e valenti musicisti classici, impegnati come solisti, in formazioni cameristiche e nei gruppi orchestrali: a partire dall’enfant prodige Teo Gertler, appena undicenne e già con una serie di riconoscimenti internazionali, violinista slovacco cui la Filarmonica affida il concerto d’apertura di mercoledì 26 giugno in Sala Casella. Sul palco, insieme a un’altra giovane promessa, il ventiduenne pianista italiano Antonio Gomena ‒ neanche 35 anni in due ‒, Gertler esegue un programma di impronta classica dedicato a Bach, Vivaldi, Mozart, Paganini, e “Zigeunerweisen” di Pablo de Sarasate, in cui risuonano echi di arie e motivetti di musica gitana. La giornata prosegue con il Jihye Lee Jazz Quartet che prende il nome dalla giovane vocalist e compositrice coreana Jihye Lee che proporrà musica jazz con originali contaminazioni con la musica tradizionale coreana.

Il 27 giugno ci sarà l’omaggio alla millenaria cultura persiana, con un’esposizione di opere di artiste iraniane, la presentazione del libro “È solo la voce che resta” della poetessa Forugh Farrokhzād ‒ la più intensa delle scrittrici persiane del ‘900 ‒ e l’esecuzione di musiche tradizionali della regione del Lorestan, impreziosita dalla presenza di Faraj Alipour, fra i più celebri virtuosi di kamancheh.
Il 28 giugno la giornata si apre con il concerto multimediale “One voice, two lands”, risultato finale del lavoro combinato di studenti e docenti dell’Università californiana di Irvine e dell’Università di Tor Vergata, che presenteranno composizioni in prima assoluta in un incontro con la danza (coreografie di Lisa Naugle) e live video (a cura di John Crawford). Si cambia genere con il secondo appuntamento di giornata, affidato all’ensemble di Germano Mazzocchetti, poliedrico compositore, dedito alla musica per il teatro, la commedia musicale, il cinema e la televisione, oltre che rinomato virtuoso della fisarmonica.
Ci riporterà in Italia il primo appuntamento del 29 giugno, dedicato al belcanto, di cui saranno protagonisti il soprano Eleonora Contucci e il baritono Umberto Chiummo, interpreti di alcune delle più celebri arie e duetti di Mozart, Pergolesi, Rossini, Donizetti. Si cambia atmosfera nell’evento della sera, nei Giardini, con i ritmi dei tamburi tradizionali giapponesi “Taiko” affidati alla formazione Munedaiko fondato da Mugen Yahiro.
La cultura musicale irlandese sarà rivisitata il 30 giugno dal violoncello e dalla voce di Naomi Berrill affascinante e poliedrica artista, “artigiana della musica” nata in Irlanda ma toscana di adozione con collaborazioni prestigiose e in ambito diverso (dal coreografo Virgilio Sieni al violoncellista Giovanni Sollima). A seguire, il concerto di Extradiction nuova realtà musicale ideata da Marco Sinopoli, compositore e chitarrista del gruppo, che propone un repertorio originale, sintesi fra la musica composta e l’improvvisazione, e che riunisce musicisti provenienti dal mondo della classica con quelli dal sound più jazzistico.
L’1 luglio dalla Colombia arriva l’Orquesta Filarmónica di Medellín (Filarmed), formazione che vanta 35 anni di storia e fra le principali della Colombia, e che per il debutto alla Filarmonica, diretta da Juan Pablo Valencia, propone un programma per gran parte di musica colombiana del Novecento, fino alle nuove generazioni,
Sarà interamente dedicata ai giovanissimi talenti la giornata del 2 luglio, con gli ensemble di fiati, archi e legni della JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – orchestra di bambini e ragazzi nata nel 2006 che raccoglie oggi circa 400 strumentisti dai 5 ai 21 anni. A loro si unisce con un recital Carlotta Maestrini, pianista siciliana, classe 2005, unica pianista ad essere premiata al Concorso Abbado nel 2017.
Non mancherà lo spazio per la musica contemporanea, con l’omaggio, il 3 luglio, alla scrittura di Michele dall’Ongaro. In programma “Gilda, mia Gilda (per non dire Il Rigoletto)”, una rivisitazione di una delle più celebri opere verdiane, melologo del 2001 per voce recitante e quintetto d’archi, su testo di Vittorio Sermonti. Ne sono interpreti l’attore Alfonso Veneroso, il Quartetto Henao con il contrabbassista Antonio Sciancalepore diretti Erasmo Gaudiomonte. Il melologo sarà preceduto dal concerto del Quartetto Henao che eseguirà il « Quartetto n. 5 » (2003-04) del compositore romano e il « Quartetto in mi minore » di Verdi.

La magia dell’India rivive il 4 luglio grazie ai diversi generi della raffinata musica classica vocale hindustani del nord del Paese: sono il khayal (letteralmente: fantasia, immaginazione) forma di canto considerata fra i punti più alti di fusione fra cultura indiana e cultura persiana, il tarana, il thumri e il bhajan. La voce in questa occasione sarà quella di Supriyo Dutta, sostenuto per la parte strumentale da Sabir Khan, simbolo del sarangi in India (il principale strumento ad arco della musica indiana) e Nihar Mehta al tabla (il caratteristico tamburo indiano).

Il viaggio nella musica di altri Paesi prosegue il 5 luglio con il recital del pianista bulgaro Ivan Donchev, che accosterà ai celeberrimi nomi di Chopin e Liszt la musica di Pancho Vladigerov, il più importante compositore, didatta e pianista bulgaro del XX secolo. Sarà invece dedicato agli Stati Uniti d’America il secondo appuntamento della giornata che prende il titolo di “Il diritto degli altri”, in cui l’attore David Riondino approfondisce il tema dei diritti civili con letture tratte da testi poetici, discorsi e vari scritti su un argomento quanto mai attuale, accompagnato sul palco dal duo formato dal poliedrico clarinettista Gabriele Mirabassi e il giovane pianista Enrico Zanisi.

Ultima giornata il 6 luglio. Si apre con il concerto “In questo viaggio” del Tupa Ruja, formazione in trio (Martina Lupi, Alessandro Gwis, Fabio Gagliardi) che fonde le sonorità ancestrali della cultura aborigeno-australiana con improvvisazioni vocali e sperimentazioni elettroniche, recuperando brani di lingue e dialetti diversi. Si conclude con ”‘s Wonferful” e la voce di Raffaella Misiti, accompagnata da Pino Perris al pianoforte, Alessandro Tomei ai fiati, Aldo Perris al contrabbasso e Francesco De Rubeis alla batteria.
Come ogni anno, all’interno dei Giardini durante il festival sarà presente un punto ristoro. Quest’anno ne avrà cura Hummus Town, un progetto e un’iniziativa nata da poco a Roma fa per far conoscere il cibo e la cultura siriana nel mondo, contribuendo all’integrazione di rifugiati nella nostra società.

Info: filarmonicaromana.org – tel. 06/ 3201752, promozione@filarmonicaromana.org – Orario concerti: ore 20 e ore 21.30 – Biglietti: singolo concerto 10 € (+ diritto di prevendita). Biglietto cumulativo intera giornata 16 €. Il concerto dell’1 luglio è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.