One woman show di Lucia Poli per tre donne “storiche” di Valeria Moretti

Venerdi 31 maggio, alle ore 19, alla Galleria d’arte moderna (via Francesco Crispi 24), Lucia Poli è la protagonista della lettura teatrale da “Una tavolozza rosso sangue” di Valeria Moretti, sulle vite e i pensieri di Artemisia Gentileschi, Élisabeth-Louise Vigée Le Brun e Frida Kahlo. Testo teatrale pubblicato nel 1998 nella raccolta “ Protagoniste: Tre atti unici. Marina e l’altro, Una tavolozza rosso sangue, La Viola di Prato “(Editore la Mongolfiera), che si compone di tre “ritratti” ognuno dei quali è dedicato ad un’artista di nazionalità diversa e vissuta in differenti epoche: Artemisia Gentileschi, romana, caravaggesca, 1600, Elisabeth Vigée Le Brun, francese, pittrice di Corte, fine `700, dell’epoca dei Lumi, e Frida Kahlo, messicana, moglie di Diego Rivera, morta nel 1954.
Il testo è stato trasformato in una vera e propria pièce teatrale dalla stessa Moretti ed è diventato una sorta di onewomanshow già portato in scena da Elisabetta Pozzi e attualmente ricomposto per Lucia Poli.

Con questo testo – si legge in una presentazione della serata – l’autrice non ha voluto ripercorrere la biografia di queste tre eccezionali figure di donne e di artiste, ma cogliere un momento preciso della loro esistenza, quasi come per un autoritratto. Artemisia, al centro di un processo per stupro perché violentata da un pittore amico del padre, dipinge Giuditta che uccide Oloferne caricandola di una voluttuosa e, ancora oggi, insuperata ferocia. Elisabeth, seducente e ambiziosa riesce a diventare la pittrice prediletta di Maria Antonietta fissandone il ricordo proprio alla vigilia della Rivoluzione. Frida, rimasta vittima giovanissima di un pauroso incidente stradale, segue ostinatamente il tracciato delle sue ossessioni consegnando allo sguardo altrui, con spavalda ed erotica visione, l’immagine del suo corpo ferito. Tre storie famose di donne e artiste famose, collegate fra loro da un filo rosso che mette in scena: un trionfante narcisismo, un’esistenza singolare segnata da un avvenimento drammatico e una sofferta ricerca artistica al culmine di un momento storico sensazionale.
Per tutte e tre, in primo piano, un corpo macchiato di sangue: il sangue dello stupro per Artemisia Gentileschi che, da violentata, nei panni di Giuditta divenne vendicatrice; il sangue della Rivoluzione francese per Elisabeth Vigée Le Brun che minaccia e travolge i corpi perfetti delle sue aristocratiche modelle; il sangue delle ferite per Frida Kahlo che subisce decine di brutali operazioni chirurgiche. Sullo sfondo la Roma barocca, la Rivoluzione francese, il Messico di Emiliano Zapata, la cultura, l’arte e gli uomini quasi inesistenti in queste tre storie.
Ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria) – Durante l’evento non è possibile visitare la mostra – Tel. 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19).