La lirica e la danza nel cartellone del Teatro dell’ Opera di Roma

“La stagione 20123-2014 del Teatro dell’Opera” – si legge nell’apposito, ricco catalogo – vivrà all’insegna dei capolavori della musica lirica, i classici che il grande pubblico ama. Dominerà soprattutto il binomio amore e morte, con piccole parentesi di serenità e sorrisi donizettiani”.

L’inaugurazione della stagione sarà ancora “nella luce del bicentenario verdiano”: il 27 novembre, il sipario del Teatro Costanzi si alzerà sull’ “Ernani” di Giuseppe Verdi, un melodramma ricco di bellissime e famose arie, un’opera in cui il grande compositore anticipa caratteri e psicologie che svilupperà nelle creazioni successive, quelle definite “della maturità”. Alla base della storia, l’opera teatrale di Victor Hugo, “manifesto” del romanticismo francese. Sul podio Riccardo Muti, la regia, le scene e i costumi del nuovo allestimento sono firmati da Hugo de Ana, regista che ama le interpretazioni non classiche e sempre capace di far discutere il pubblico. Sulla scena, un cast che il pubblico dell’Opera di Roma ben conosce per averlo applaudito in diversi allestimenti, dall’ “Attila” al “Nabucodonosor”, un cast di fama internazionale che sarà presente anche nella tournée in Giappone: Luca Salsi, Tatiana Serjan, Anna Pirozzi, Francesco Meli, Ildar Abdrazakov, Ildebrando D’Arcangelo.
La stagione della danza avrà inizio con “Il lago dei cigni”, in assoluto lo spettacolo di balletto che conta il maggior numero di repliche al Teatro dell’Opera, assicurando una serie infinita di tutto
esaurito. La nuova versione presentata dalla compagnia di Roma è adattata dal francese Patrice Bart. Ritorna sul palcoscenico del Costanzi, insieme ad altri ospiti internazionali, Svetlana
Zakharova con la sua straordinaria eleganza. L’orchestra è affidata alla autorevole bacchetta di Andriy Yurkevich.
A gennaio ritornano le magiche atmosfere evocate in “Notes de la nuit”, trittico che prevede la ripresa di “Quartetto”, visionario affresco creato dal giovane Francesco Nappa proprio per la compagnia capitolina sulle note di Steve Reich e Philip Glass. Segue, per la
prima volta all’Opera di Roma, la proposta di una creazione di Jacques Garnier, coreografo francese scomparso nel 1989 a soli quarantotto anni, che in “Aunis” ha voluto far rivivere i “ricordi
degli anni infantili cullati dalla brezza marina”. Chiude la serata l’onirica visione “Aria Tango” di Micha van Hoecke, con la presenza di Alessio Carbone: un teatro vuoto e nudo prende vita alla fine di uno spettacolo con la complicità della musica di Luis Bacalov.
Come è ormai consuetudine del cartellone dell’Opera, l’inizio del
nuovo anno (dal 30 gennaio al 6 febbraio) è dedicato al Novecento.
Ecco quindi il dittico di Maurice Ravel “L’enfant et les
sortilèges” e “L’heure espagnole”, due piccoli, deliziosi
capolavori di finezza espressiva. Il primo, del 1925, su un
malizioso testo di Colette, il secondo, del 1911, definito a suo tempo
“troppo scabroso”. Alla guida dell’Orchestra e del Coro del
Teatro dell’Opera Charles Dutoit, già applaudito interprete, nella passata stagione, di
”Samson et Dalila”. La regìa è del giovane Laurent Pelly, esperto nel
repertorio del Novecento, che debutta al Teatro dell’Opera.
“Manon Lescaut” è uno dei più amati capolavori, forse il primo
capolavoro di Giacomo Puccini (in scena il 27 febbraio), di certo
l’opera in cui il compositore traccia i fondamentali caratteri delle
sue eroine gentili e dolorose che svilupperà pienamente in “Bohème”.
Sul podio, Riccardo Muti; alla regia Chiara Muti (che questa estate, per la stagione di Caracalla, ha firmato una applaudita edizione del “Dido and Aeneas” di Purcell. Sulla scena un
cast composto da voci di fama internazionale, a cominciare da Anna
Netrebko. Accanto a lei nomi nuovi come quelli Yusif Eyvazov e Simone Piazzolla.
Il nuovo allestimento porta inoltre le firme di Carlo Centolavigna per
le scene e Alessandro Lai per i costumi.
Pier Luigi Pizzi è stato certamente uno dei più importanti registi
che hanno riportato nel repertorio il “Maometto II” di Gioachino
Rossini. Uno dei suoi prestigiosi allestimenti arriva al Teatro
dell’Opera dal 28 marzo. Opera drammatica, carica di tensione e
bellissime arie fu composta da un giovane Rossini nel 1842. La regia
di Pizzi mette in luce il dolore dei personaggi – la loro
vocazione alla morte – in una ambientazione di rispetto storico. Dirige
l’rchestra Roberto Abbado: si ricostruisce così la coppia Abbado-Pizzi, applaudita lo scorso anno per l’allestimento de “La Gioconda”.

I ballabili tratti da opere verdiane, come “Macbeth”, “I vespri siciliani”, sono il nucleo principale attorno al quale Micha van Hoecke costruisce “Verdi Danse”, la sua nuova “visione teatrale danzante”. Tutto ha inizio con qualche nota di musica al pianoforte, da qui si
sviluppano paesaggi, pitture, danze musicali. Non c’è una vera
storia, ma solo “evocazioni che si fanno concrete” nei corpi
di Dinu Tamazlacaru, Gaia Straccamore, Alessandra Amato, Riccardo Di
Cosmo e Alessandro Tiburzi. Sul podio, lo specialista della danza David
Garforth.
Un felice ritorno, l’8 maggio, quello de “L’elisir d’amore” di
Donizetti. Applaudito nel 2011, segnò il debutto al Teatro
dell’Opera del regista Ruggero Cappuccio. Spettacolo allegro,
solare, mediterraneo che mostra tutta la gioia di vivere che contiene
l’opera donizettiana. Un allestimento di successo con le scene di
Nicola Rubertelli e i costumi di Carlo Poggioli. Sul podio Donato Renzetti. Il cast ha il
”prestigio della qualità e il fascino della giovinezza”: da Rosa Feola
a Francesco Meli e Antonio Poli, da Alessandro Luongo a Adrian
Sampetrean.
“La bella addormentata nel bosco” nella versione realizzata da Paul
Chalmer nel 2003 per il Teatro dell’Opera, conserva intatti i sapori
della magica favola di Perrault, rinnovati con gusto ed estro. Lo
stile floreale dell’allestimento pensato da Aldo Buti contribuisce a
sollecitare il sentimento dell’infanzia. A dare corpo alla delicata
e sognante Principessa Aurora, per la prima volta sul palcoscenico del
Costanzi, Jurgita Dronina, prima ballerina del Het Nationale Ballet,
in coppia con Evan Mckie dello Stuttgart Ballett. Sul podio ancora una
volta Andriy Yurkevich.
Ancora un classico, un capolavoro che è nella mente del grande
pubblico – anche di coloro che non frequentano i teatri d’opera: è “Carmen” di Georges Bizet in scena dal 18 giugno. Un’opera che segna due debutti all’Opera di Roma: il direttore Emmanuel Villaume e il regista Emilio Sagi. Il pubblico romano potrà scoprire l’arte
vocale e la grinta di Anita Rashvesvili e poi Clementine Margaine, due
cantanti capaci di dare a Carmen una personalità carica di passione.
Infatti, per le dieci repliche di ”Carmen” saranno impegnati due
prestigiosi cast: Aleksandrs Antonenko-Andeka Gorrotxategui, Kyle
Ketelsen-Simon Orfila, Maria Agresta.Eleonora Buratto. Il Coro del
Teatro dell’Opera è diretto da Roberto Gabbiani.
La stagione di danza si conclude con un classico del Novecento che
ritorna sulle tavole del Costanzi, “Cenerentola”, musica di Sergej
Prokof’ev nel 1945. La versione di questo capolavoro è quella creata da David Bintley nel 2010 per celebrare il ventesimo anniversario del Birmingham Royal Ballet, compagnia da lui
diretta. L’allestimento porta la firma di John Mcfarlane, apprezzato
a Roma per “Il flauto magico” lo scorso marzo. Dirige l’orchestra
Nir Kabaretti.
“Rigoletto” è certamente una delle opere più eseguite al mondo,
accanto a “La Traviata”. Un capolavoro assoluto conosciuto
universalmente per le arie e i cori. Sulla scena del Teatro
dell’Opera torna Luca Salsi, ora nei panni di Rigoletto, con Albina
Shagimuratova, Giorgio Berrugi. Alla regia Leo Muscato, sul podio
Renato Palumbo reduce dal recente successo a Caracalla con “Tosca”. Debutto il 21 di ottobre e poi dieci repliche sino al 31 di ottobre.