Un omicidio, con otto donne che sospettano una dell’altra

Al Teatro Quirino, fino a domenica 14 aprile, si replica “Otto donne e un mistero” di Robert Thomas, traduzione di Anna Galiena, adattamento di Micaela Miano, regia dI Guglielmo Ferri. Con un cast di interpreti, ovviamente al femminile, di sicura attrattiva: oltre alla Galiena (sopra citata come traduttrice), Debora Caprioglio, Caterina Murino, Paola Gassman con Antonella Piccolo, Claudia Campagnola, Giulia Fiume, Mariachiara Di Mitri.
Qualche passo indietro (per gustare meglio lo spettacolo). Come scrittore, Robert Thomas (nato nel 1927, morto nel 1989) può essere considerato l’inventore – o quanto meno l’autore che ha contribuito alla sua affermazione – di un genere come la “comédie policière” o thriller comico. Alfred Hitchcock, che aveva comprato i diritti di una sua opera – un “omicidio umoristico ”, grande successo notturno parigino -, parlava di dramma psicologico criminale con un tipico “tocco gallico”.

Dall’opera di Robert Thomas “8 femmes”, nel 2002 è stato adattato un film musicale di François Ozon – visto anche in Italia – con un cast in cui brillavano i nomi di Catherine Deneuve, Fanny Ardant, Isabelle Huppert, Emmanuelle Bèart.
Il sipario si alza su una villa immersa in una copiosa nevicata la notte di Natale, dove un gruppo di donne – parenti, amanti o lavoranti per lo stesso uomo, Marcel – si radunano per festeggiare sotto l’albero. Ma prima che la festa cominci si scopre che Marcel è morto in circostanze misteriose: assassinato con una coltellata alla schiena. D’improvviso gli otto personaggi femminili si ritrovano in una prigione claustrofobica, dove ciascuna sospetta dell’altra e di ognuna sono mostrati i difetti. Chi è stata a ucciderlo? La fidata Chanel a servizio da tanto tempo? La moglie? O la sorella che continuava a chiedergli soldi? Le figlie stesse? La vecchia madre? La cognata nevrotica e austera, che cela un’ombra inespressa? La nuova cameriera?
Le otto donne, una diversa dall’altra, non sono “personaggi” ma personificazioni distinte della stessa identità-matrice – come una Grande Madre che si fa Natura, Madonna, Dea, Terra e Morte. Donne con i loro segreti, le loro ambizioni verminose, le perverse visioni interpersonali, la loro arcaica animalità. Nessuna complicità, nessuna affinità non battezzata come ipocrisia e invidia tra le donne, come è e come sempre sarà. Per loro solo un fine: famelica sopravvivenza.
Costumi Françoise Raybaud, scene Fabiana Di Marco, musiche Massimiliano Pace.

Teatro Quirino – Botteghino: tel. 06/ 6794585 – Spettacoli da martedi a sabato alle ore 21, domenica ore 17, mercoledi 10 alle ore 19, giovedi 11 alle 17, sabato 13 ore 17 e ore 21 –