Le “36 Variazioni” di Frederic Rzewski, simbolo delle lotte per la libertà

Martedì 26 marzo 2019 alle 20.30, per l’Istituzione Universitaria dei Concerti, nell’Aula Magna della Sapienza, Frederic Rzewski, compositore sperimentatore e pianista dalla tecnica straordinaria, americano, eseguirà le sue 36 variazioni su “El pueblo unido jamás será vencido” di Sergio Ortega e del gruppo musicale Quilapayún, musica resa famosa in tutto il mondo soprattutto dagli Inti Illimani e divenuta un simbolo della lotta per la libertà non solo contro la dittatura di Pinochet in Cile ma contro tutte le dittature. La composizione di Rzewski nacque su richiesta della pianista brasiliana Ursula Oppens, che ne diede la prima esecuzione al Kennedy Center for the Performing Arts di Washington all’inizio del 1976. In seguito, Rzewski stesso le eseguì innumerevoli volte, sia nelle sale da concerto che nei principali college americani e in molte università europee.

Le variazioni su “The People United Will Never Be Defeated!” – si legge in una nota di presentazione del concerto – sono un’opera gigantesca considerata (mutatis mutandis) l’equivalente novecentesco delle “Variazioni Goldberg” di Bach e delle “Diabelli” di Beethoven: con la sua esecuzione, giunge a compimento un piccolo ciclo inserito nell’attuale stagione della Iuc che ha programmato tutte e tre queste composizioni.
L’Italia ha avuto un ruolo molto importante nella formazione musicale di Frederic Rzewski, che vi venne nel 1960 per studiare con Luigi Dallapiccola e vi rimase per oltre dieci anni. Fu in Italia che iniziò la sua carriera di interprete di musica contemporanea per pianoforte. Qualche anno dopo ha fondato, a Roma, il gruppo Musica Elettronica Viva, insieme ad Alvin Curran e Richard Teitelbaum. Nel 1971 è tornato negli Stati Uniti, ma è venuto ancora numerose volte in Italia: questo ritorno fa però seguito a vari anni di assenza.
Rzewski ha inseriti nelle sue 36 variazioni anche riferimenti ad altre lotte condotte da movimenti di sinistra; vi sono, ad esempio, citazioni di “Bandiera rossa” (variazione n. 13) e di “Solidaritätslied” di Bertolt Brecht e Hanns Eisler (variazione n. 26). Le singole variazioni sono piuttosto brevi, sono ordinate in sei gruppi di sei. Il pianista, oltre a padroneggiare la tecnica classica dello strumento a livello virtuosistico, deve anche fischiare, sbattere il coperchio del pianoforte e usare altre modalità di esecuzione molto particolari. Gran parte dell’opera adotta il linguaggio musicale del romanticismo (Liszt in particolare), combinato però con la pantonalità, con la scrittura modale e anche con tecniche seriali.
Vi è anche spazio per l’improvvisazione: dopo la trentaseiesima variazione è infatti inserita una cadenza opzionale che il pianista può improvvisare liberamente. Alla fine, come nelle Variazioni “Goldberg” di Bach, viene ripetuto il tema iniziale invariato.
Il giorno precedente il concerto, lunedì 25 alle 17, Frederic Rzewski dialogherà con Nicola Sani, nell’aula di Storia della Musica dell’Edificio di Lettere e Filosofia della Città Universitaria (piazzale Aldo Moro 5).

Informazioni per il pubblico: tel. 06/ 3610051 / 52 – Biglietti: intero da 15 a 25 euro (più prevendita), ridotto 8 euro (giovani under 30) e 5 euro (under 18).