Ornella Muti è “la governante” di Brancati censurata negli Anni 50

Al Teatro Quirino ha appena debuttato – e le repliche proseguiranno fino al 17 marzo – “La governante“ di Vitaliano Brancati, protagonisti Ornella Muti e Enrico Guarneri regia di Guglielmo Ferro.
La commedia fu scritta nel 1952 e subito censurata: la scusa era quella del tema – allora molto scottante – dell’omosessualità. Anche se Vitaliano Brancati sosteneva che “la sostanza della vicenda è più la calunnia che l’amore fra le due donne”, sullo sfondo di un complesso discorso sull’etica e sulla responsabilità individuale, il testo era pieno di accenti polemici contro l’ipocrisia dei benpensanti cattolici, il filocomunismo borghese, i principi della Sicilia baronale e contro la censura stessa.

“La governante” andò in scena per la prima volta a Parigi nel 1963 (Brancati era morto nel 1954). In Italia, abolita la censura, ha debuttato nel 1965: protagonisti Anna Proclemer, vedova di Brancati, e Gianrico Tedeschi, diretti da Giuseppe Patroni Griffi, alla sua prima prova di regista.
Ripresa più volte dalla Proclemer e Tedeschi, nel 1984 fu messa in scena, protagonisti Turi Ferro e Carla Gravina, con la regia Luigi Squarzina. Per una singolare coincidenza, la regia dell’edizione ora in scena al Quirino è di Guglielmo Ferro, il figlio di Turi.
La vicenda de “La governante”, è imperniata su Caterina Leher, governante francese assunta in casa Platania. famiglia siciliana e borghese trapiantata a Roma, il cui patriarca, Leopoldo, ha sacrificato la vita di una figlia, morta suicida, ai pregiudizi della sua morale. Caterina è – Orario spettacolicalvinista e viene considerata da tutti un modello di integrità. vive perciò segretamente la propria omosessualità, una “colpa” cui si aggiunge quella di aver attribuito a una giovane cameriera dei Platania le proprie tendenze, causandone il licenziamento.
Caterina si sente responsabile della morte della ragazza, coinvolta in un incidente mentre tornava al Sud: un “peccato” che la governante deciderà di espiare con il suicidio.
Altri interpreti: Rosario Minardi, Nadia De Luca, Rosario Marco Amato, Caterina Milicchio, Turi Giordano, Naike Rivelli. Scene Salvo Manciagli, costumi Dora Argento, musiche Massimiliano Pace.

Teatro Quirino – Botteghino: tel. 06/6794585 – Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21, la domenica alle 17. Ma: giovedì 14 marzo è alle ore 17, mercoledì 13 alle 19, sabato 16 alle 17 e alle 21.