Rilettura, dopo 35 anni, di “Regina Madre” di Manlio Santanelli

Dal 7 al 17 marzo, al Piccolo Eliseo è in scena “Regina Madre” di Manlio Santanelli, con Fausto Russo Alesi ed Imma Villa, regia di Carlo Cerciello.
L’opera del 1984, definita al suo debutto da Eugène Ionesco “ éxtraordinaire”, può essere considerata oggi, a tutti gli effetti, un” classico” e come tale viene riletta da Carlo Cerciello, che è intervenuto in parte anche nell’adattamento del testo.

Un dramma profondamente ambiguo, ambientato in un luogo della mente dove i due attori danno vita ad un vero e proprio duello tra Madre e Figlio, combattuto con quell’arma micidiale e fantastica che è la parola.
Un progetto di messa in scena fortemente voluto e condiviso da Cerciello, Russo Alesi e Villa che, dopo aver lavorato insieme, due anni fa, nella fortunata edizione della “Fedra” di Seneca al Teatro Greco di Siracusa, si ritrovano, oggi, nuovamente impegnati in una prova complessa.
Il continuo ricorrere dei personaggi alla bugia, il continuo oscillare tra verità e finzione, sono segni inconfondibili del testo sviluppati nella messinscena, per dichiarare da un lato il fascino dell’esercizio del potere e, dall’altro, l’incapacità di crescere, di diventare adulti e di liberarsi definitivamente della figura materna.