A Civitavecchia, in anteprima, il ritorno del “Gaetanaccio” di Luigi Magni

Debutta in anteprima al Teatro Traiano di Civitavecchia – sabato 16 febbraio alle ore 21 con replica domenica 17 alle 17, lo spettacolo ”La commedia di Gaetanaccio” di Luigi Magni, con Giorgio Tirabassi e Carlotta Proietti, con le musiche originali di Gigi Proietti, Piero Pintucci, Luigi Magni, regia di Giancarlo Fares – prodotto dal Teatro Eliseo – nell’ambito della stagione teatrale promossa dall’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio con il finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio e del Comune di Civitavecchia.

“La commedia di Gaetanaccio” di Luigi Magni, che torna in scena dopo quarant’anni esatti dal suo debutto – protagonista, e regista, Gigi Proietti -, è ispirata a un personaggio realmente esistito a Roma, Gaetano Santangelo detto appunto Gaetanaccio, burattinaio ambulante che sulle spalle trasportava il suo castello di marionette per le vie, le piazze e all’interno dei palazzi della nobiltà romana, dove spesso era chiamato per rallegrare feste e banchetti.
Siamo nella Roma papalina, la soggiogazione del povero, l’indigenza, la paura sono sentimenti che vengono compensati dal carattere indolente, giocoso e spavaldo di un popolo che con gli abusi del potere ha sempre convissuto. E così l’irriverente e gradasso Gaetanaccio, innamorato di Nina, anch’essa attrice in cerca di fortuna, condivide con lei la sorte, ritrovandosi davanti al bivio del compromesso.
Come in tutte le sue opere, Magni dipinge una Roma che riesce a far convivere amore e cinismo, ironia e poesia. È principalmente una commedia musicale che anche grazie alla presenza dei musicisti in scena, evoca la dimensione onirica, favolistica del testo.
Le canzoni, seppur a volte accompagnate da musiche leggere e allegre, presentano uno sfondo amaro e sarcastico. Nei dodici brani che compongono l’opera sono narrate le vicende del protagonista e della comunità di teatranti che, a causa del divieto che proibisce ogni tipo di rappresentazione, patiscono la fame costretti a inventarsi la vita per sperare di sopravvivere.