Ancora Camilleri in teatro: una storia d’amore “tra terra e miti”

Al Teatro Belli, sabato 12 gennaio (ore 21) e domenica 13 (ore 17.30), è in scena “Maruzza Musumeci” dal romanzo di Andrea Camilleri, adattamento di Daniela Ardini (che firma anche la regia) e Pietro Montandon (anche protagonista, che interpreta tutti i ruoli). Scene e costumi Di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza. Produzione Lunaria Teatro. Il mito è una fonte inesauribile di possibilità, di interpretazioni del presente, delle relazioni tra le cose, i pensieri e il mondo: anche in una “favola”, leggera, ironica, ma anche un po’ inquietante, come quella raccontata da Andrea Camilleri nel suo romanzo “Maruzza Musumeci”, in cui ritornano i motivi classici della Sirena – del suo canto che uccide – e di una vendetta covata per millenni contro un Ulisse dedicato ai campi.

Il protagonista, Gnazio Manisco, una sorta di anti-Ulisse, ritorna dall’America senza mai guardare il mare, per dedicarsi a coltivare la terra. Acquista un campo che è come un’isola sull’acqua e decide di sposarsi. La donna di cui si innamora perdutamente è bellissima e canta canzoni meravigliose che solo lui comprende.
Da qui si dipanano una serie di eventi sorprendenti – narrati in una lingua “terragna e materica, velata e oscura” – che coinvolgono personaggi radicati nella cultura siciliana e nel mito, dalle più diverse caratteristiche, creati dalla maestria divertita di Andrea Camilleri. Un viaggio attraverso una mitologia rude, selvaggia, sensuale, popolata da Aulissi Dimare, Sirene Catananne, cani feroci ma anche attraverso la poesia, l’ironia e la levità della storia d’amore di Gnazio e Maruzza, fino al messaggio finale dell’immortalità del Canto delle Sirene racchiuso in una conchiglia che dona l’ultimo conforto a un soldato morente.

Teatro Belli – Piazza Santa Apollonia 11/a _ Tel. 06/5894875 – Prezzi: interi 18 euro, ridotti 13 euro.