Montesano al Sistina con il suo “Rugantino” dopo 40 anni

Al Sistina – avvenimento non soltanto per le feste, da Natale e Capodanno, perché le repliche continueranno fino al 27 gennaio – è tornato “Rugantino” di Garinei e Giovannini, un grande classico della romanità e della storia del teatro – e del Teatro Sistina con i suoi due indimenticabili autori in particolare -, a distanza di 40 anni, nell’allestimento originale del 1978 con le indimenticabili musiche di Armando Trovajoli e le scene e i costumi di Giulio Coltellacci, protagonista ancora Enrico Montesano con la sua inimitabile ed esuberante interpretazione, per il quale lo spettacolo segnò il debutto sul palcoscenico del teatro “tempio” della commedia musicale italiana.
Un ritorno, ci tiene a precisarlo il regista Massimo Romeo Piparo, attuale direttore artistico del Sistina, che vuole essere un omaggio alla storia dello stesso teatro e dei due grandi Autori.

Al fianco di Montesano c’è Serena Autieri, per la prima volta nei panni di Rosetta, ruolo che fu di Alida Chelli. Ad interpretare Mastro Titta ed Eusebia, che nel ’78 avevano il volto di Aldo Fabrizi e Bice Valori, sono Antonello Fassari, al debutto nel cast di una commedia musicale, ed Edy Angelillo. Altri interpreti: Giulio Farnese, Brunella Platania, Marco Rea, Matteo Montalto, Marco Valerio Montesano, Alessandro Lanzillotti, Roberto Attias, Gerry Gherardi, Tonino Tosto. Monica Guazzini. Ensemble: Valentina Bagnetti, Sandro Bilotta, Claudia Calesini, Alfonso Capalbo, Raffaele Cava, Marta Ciangola, Laura Contardi, Mattia Di Napoli, ccalascione), Anna Gargiulo, Sebastiano Lo Casto, Kevin Peci, Silvia Pedicino, Gloria Rossi, Raffaella Spina, Rocco Stifani, Rossana Vassallo, Giuseppe Carvutto e Francesco Maniaci
Ed ecco, brevemente, la trama per chi non avesse mai visto le spettacolo, che ha avuto ben otto edizioni.
Roma, 1830, sotto il papato di Pio VIII: Rugantino, giovane popolano un po’ spaccone e nullafacente, vive di espedienti aiutato da Eusebia, che lui spaccia per sua sorella. I due riescono a ottenere vitto e alloggio prima di un anziano prelato che quando muore non lascia loro nulla, poi dal boia dello Stato Pontificio Mastro Titta, che si innamora di Eusebia e ne è presto ricambiato. Rugantino invece brucia di passione per la bella Rosetta, moglie del violento e gelosissimo Gnecco Er Matriciano, e scommette che riuscirà a sedurla prima della Sera dei Lanternoni. Dopo varie peripezie e stratagemmi, Rugantino seduce la ragazza ma imprevedibilmente se ne innamora: per questo in un primo momento non fa parola con gli amici della sua impresa, poi però cede alla vanagloria ferendo i sentimenti di Rosetta.
Quando Gnecco viene ucciso da un criminale, Rugantino si fa trovare accanto al cadavere e si autoaccusa dell’omicidio, affermando di aver compiuto il fatto per amore di Rosetta. Il protagonista, imprigionato e condannato a morte, sarà giustiziato da Mastro Titta: forte dell’amore di Rosetta, Rugantino dimostrerà affrontando la morte di essere un vero uomo.