Violino e pianoforte, in Aula Magna quattro capolavori con “dedica”

“Uno dei talenti più straordinari che mi sia capitato d’incontrare”: così Salvatore Accardo ha definito la violinista italo-rumena Anna Tifu, che sabato 10 novembre alle 17.30 sarà nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza per l’Istituzione Universitaria dei Concerti. Suonerà musiche di Prokof’ev, Chausson, Schumann, Ravel, in duo con il pianista francese Julien Quentin che si è guadagnato la fama di musicista versatile e sensibile, dotato di grande maturità e compostezza, doti che lo hanno portato a suonare, oltre che in diversi Paesi europei, in America, Australia, Giappone e Medio Oriente.
Anna Tifu, nata a Cagliari nel 1986, ha iniziato lo studio del violino all’età di sei anni sotto la guida del padre e lo ha proseguito all’Accademia Walter Stauffer di Cremona, all’Accademia Chigiana di Siena, al Curtis Institute di Philadelphia e a Parigi. Ha cominciato a suonare in pubblico a otto anni e a dodici ha debuttato alla Scala di Milano, nel 2007 ha vinto il Concorso internazionale “George Enescu” di Bucarest. Da allora, suona in Europa, Nord e Sud America e Asia con grandi orchestre e celebri direttori. Per un concerto al Teatro Carlo Felice le è stato affidato il famoso violino Guarneri del Gesù detto “il Cannone”, appartenuto a Niccolò Paganini. Nel concerto alla Sapienza suona il violino Antonio Stradivari “Maréchal Berthier” 1715 ex Napoleone della Fondazione Canale di Milano.

Il concerto allinea quattro brani molto diversi tra loro ma uniti dalla peculiarità che ognuno di loro è dedicato ad uno dei massimi violinisti dell’epoca e di esigere anche oggi un grande interprete. Il primo è “Sonata n. 2 in re maggiore op. 94 bis” di Prokof’ev, composto su richiesta di David Oistrach (che suggerì personalmente al compositore di adattare al violino una sua precedente Sonata per flauto). Il secondo brano sarà la “ Fantasia in do maggiore op. 131” di Schu,dedicata a Ferdinand David.
La seconda parte del concerto, è interamente dedicata alla Francia, con il “Poème in mi bemolle maggiore op. 25 “ di Ernest Chausson scritto per un altro famoso violinista, Eugène Ysaÿe, seguito dalla “Sonata in sol maggiore” di Maurice Ravel che la compose per la celebre violinista Jelly d’Aranyi (ma poi, quando ella si ritirò per motivi di salute, la destinò a George Enescu). Parlando di questa Sonata, Ravel disse che considerava violino e pianoforte “strumenti sostanzialmente incompatibili” e che “invece di equilibrare i loro contrasti” aveva voluto “mettere in evidenza proprio questa loro incompatibilità”.

Informazioni per il pubblico: tel. 06/ 3610051/52.