Al Teatro Lo Spazio, oggi e il passato, la vita e le sue sfumature

Il Teatro Lo Spazio si conferma un palcoscenico per la drammaturgia, la sperimentazione, il teatro civile, la danza, il musical, la letteratura, la musica. Diretto da Francesco Verdinelli, Lo Spazio è anche un laboratorio di idee e progetti che “mette in scena, da sempre, gli autori contemporanei – che siano storie dell’oggi o storie del passato. Per riflettere, divertirsi, emozionarsi, talvolta riconoscersi nelle rappresentazioni sulla scena. Un filo invisibile che lega le infinite identità di chi vive l’oggi, attento alle sfumature della vita.” Al suo undicesimo anno di attività, presenta la stagione 2018-2019, con oltre trenta spettacoli, il Concorso di corti teatrali, sei Incontri ‘spiritualmente laici’ (curati da Duska Bisconti con il patrocinio della Società italiana autori drammatici e del Centro nazionale di drammaturgia italiana contemporanea, e quattro appuntamenti con la Maratona di corti cinematografici a cura di Pietro De Silva.

Si comincia il 1° ottobre con Armando De Ceccon, autore, interprete e regista di “Rifiuti umani”, in scena fino al 6 / Un’indagine “clinica e tragicomica” sulla crisi dell’uomo contemporaneo. In un fuoco d’artificio di risate che mirano a irretire l’intelligenza dello spettatore, “la parola diventa farmaco, cura”. Sarà in scena dal 9 al 13 ottobre, “La nave delle spose” di Lucia Sardo ed Elvira Fusto / Al centro dello spettacolo i matrimoni per procura degli anni Venti: il rito, la partenza, il viaggio e l’arrivo in America di donne giovanissime destinate a vivere con un uomo sposato su carta.
Dal 23 al 28 ottobre è di scena Gianni De Feo con lo spettacolo musicale da lui diretto e interpretato “Chapeau! Ovvero. I misfatti dell’istito, dal Kabarett berlinese a Fabrizio De André” di Roberto Russo / Un’immaginifica società-alveare dove controllo e repressione sulle vite, sulle coscienze e sulle emozioni degli individui vengono esercitati in maniera sempre più autoritaria.
Dal 30 ottobre, un racconto in musica di Ashai Lombardo Arop – voce e danza “: “Esodo 1876-1976”, con testi liberamente ispirati a Gian Antonio Stella, Augusta Molinari, Edmondo De Amicis, Emilio Franzina, Ludovico Incisa di Camerana, Kahlil Gibran e molti altri / La storia si ripete ma la memoria sembra perdersene un grande pezzo, portandoci a considerare in modo dispregiativo esseri umani che stanno vivendo ciò che ha vissuto il nostro popolo fino a 40 anni fa.
Novembre si apre al’insegna del musical con “Mad World” di Tommaso Capolicchio, in scena dal 6 al 17, regia di Christian Angeli e Tommaso Capolicchio, direzione musicale di Barbara Eramo / Milano, 1980: Claudio e Giamba rilanciano un’emittente radiofonica destinata a chiudere e affrontano un percorso di iniziazione che passa attraverso la paura di diventare adulti. E dal 20 al 24 “Rifiuti”, di Roberto Russo, con la regia di Gianni De Feo / “Rifiuti” non è soltanto il cumulo che appare enorme sulla scena, è anche il “no” urlato ad una falsa società del benessere, e tutto ciò che è scarto appare come essenza, monito e punto di arrivo. Lo studio su “La voce umana” di Jean Cocteau, adattato, interpretato e diretto da Armando De Ceccon, accompagnato dal commento musicale di Massimo Ceccarell, è di scena dal 28 novembre al primo dicembre / Un’opera “polifonica” sulla verità dell’essere umano alle prese con il sentimento più alto, con l’aspirazione più alta. L’impossibile, l’amore.
A dicembre, dal 4 all’8, è la volta di “Pranzo a casa dei miei” di Laura Girolami, regia di Fabio Galadini / Quella che doveva essere una piacevole domenica in famiglia diventa una guerra, combattuta a colpi di parole, in cui nessuno pare essere come sembra e dove nessuno è davvero innocente. Dall’ 11 al 14 Francesco Andolfi è autore ed interprete di “Treni ed eroi”, con la regia di Gabriele Linari / Un “guaglione” di Mergellina si arruola in aviazione negli anni Trenta del secolo scorso per aiutare la famiglia, numerosa e povera. Una storia paradigmatica dell’impegno per la riconquista della libertà. Il 18 e 19 è in programma “Roma criminale” – Fatti & misfatti di una banda, di Antonio Turco e Salvatore Buccafusca, regia di Francesco Sala / Idroscalo di Ostia 1975. I ragazzi di vita di Pasolini. Corruzioni, infiltrazioni, perizie psichiatriche faranno parlare ufficialmente della banda della Magliana. Il 20 dicembre è in scena “Il coraggio della legalità: Paolo Borsellino” / Un omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che hanno interpretato sino alla fine il ruolo di “servitori dello Stato” con una dignità e un’”onestà di principi” fuori dal comune. Il 2018 si chiude con “La spiaggia” di Luca De Bei (in scena il 27 dicembre), con la regia di Marco Parodi / Irene si interroga sulla propria vita, alla ricerca di una ragione per la sua solitudine. Con coraggio e ironia non rinuncia a cercare la verità, a volte disperatamente, a volte solo per potersi dichiarare viva.
Il 2019 si apre all’insegna dei testi vincitori del concorso corti teatrali “Autori nel cassetto, attori sul comò” del Teatro Lo Spazio con “La maggiore età”, in scena il 10 e 11 gennaio), testo II° classificato. Il 12 “Mathilde” di Veronique Olmi, regia di Germano Rubbi. Il monologo di Gianfranco Vergoni “Opera pia”, regia di Nicola Pistoia è in scena dal 22 al 26 / Una donna sola e un uomo solo. Lei è l’Occidente spaventato e deluso, lui il Terzo Mondo in fuga. Su quale piano e a quale livello può avverarsi il loro incontro?
Dal 30 gennaio al 9 febbraio, è in scena il testo scritto e diretto da Marco Maltauro, ispirato all’opera di Cervantes, “Io sono don Chisciotte, tu puoi essere Sancio, lei sarà Dulcinea e tutti quelli là fuori saranno i cavalli”.
Dal 12 al 16 febbraio, “In tempi non sospetti”, scritto, diretto e interpretato da Stefano Reali, autore anche delle musiche / Uno spettacolo che parla di una domanda chiave: chi lavora nello Spettacolo fino a che punto è disposto ad umiliarsi pur di riuscire effettivamente a lavorare? Vincitrice del Premio come miglior attrice al concorso corti teatrali, Anna Piscopo sarà in scena dal 21 al 23 febbraio con il suo “Mangia!” / Il confuso e tragicomico stream of consciousness di una giovane meridionale allo sbando, che sogna di affrancarsi dalla provincia in cui è nata per diventare la donna che ha sempre sognato.
Il 2 marzo invece sarà la volta del III classificato al concorso corti coreografici del Teatro Lo Spazio 2018 “Memento”, coreografia di Giacomo Perfetti. Ideato e diretto da Romano Talevi, dal 5 marzo sarà la volta di “Tangenziale” / Diverse storie, il cui filo conduttore è la musica, raccontate da Krapp, un chitarrista cieco con il dono della veggenza che si esibisce con un trio di artisti di strada per le vie del centro. Anche in questa stagione. Ulderico Pesce sarà in scena a Lo Spazio, dal 12 al 16 marzo, con un suo lavoro, per il quale ha scelto rigorosamente di non fare nessuna anticipazione. Da anni ha infatti trovato nel palcoscenico de Lo Spazio un’officina nella quale fare gli ultimi ritocchi e presentare le sue ultime produzioni. Caterina Casini è la protagonista, dal 20 al 23 marzo di “Messico e nuvole”, musiche a cura di Sonia Maurer / Il racconto di un Messico passionale, generoso, sensuale e drammatico, surreale e inquieto, narrato dopo aver conosciuto i suoi artisti, pittrici e pittori, poeti, fotografe e cineasti. Dal 26 al 30, Riccardo Castagnari è autore e interprete di “Di-vi-na per vocazione star, al pianoforte, Andrea Calvani / Una drag-queen decide di non fare il suo show, come da copione, ma di concedersi una lunga chiacchierata con il pubblico, mettendosi a nudo.
Pino Ammendola e Carla Cucchiarelli firmano dal 2 al 6 aprile “Monna Lisa unplugged”, con Maria Letizia Gorga, la regia di Pino Ammendola, al piano Cinzia Pennesi / La Gioconda e un pianoforte… ascoltando le note, Monna Lisa prende coscienza di sé, si libera della tela che la imprigiona e si racconta al pubblico. Blas Roca Rey presenta dal 9 al 14, “Vincent Van Gogh” – Le lettere a Theo, con l’accompagnamento di Luciano Tristaino, flautista / Il mondo fantastico, tenero e disperato che affiora dalle lettere che Vincent scrisse all’adorato fratello Theo, che si occupò di lui tutta la vita.
Il III classificato al concorso corti teatrali, “Sopra, noi” di e con Marco Zicari e Deborah Ponzo e la regia di Marco Zicari sarà in scena il 3 e 4 maggio / Tra i sedili di una macchina qualsiasi si consuma l’amore di Vincenzo e Stella che, per paura di dirsi tutto, arrivano ad una incomunicabilità buffa e poco sensata. Grande attesa, dal 6 all’8 maggio per Marcello Fonte, Palma d’oro al Festival di Cannes per la sua interpretazione in “Dogman” di Matteo Garrone, in scena nello spettacolo di Valentina Esposito “Famiglia”, con una compagnia composta in parte da ex detenuti attori della Compagnia Fort Apache Cinema Teatro / In occasione del matrimonio dell’ultima e unica figlia femmina di una numerosa famiglia tutta al maschile, si riuniscono nuovamente tre generazioni di persone legate da antichi dolori e irrisolte incomprensioni. La cerimonia diventa pretesto per rimettere sullo stesso tavolo i padri dei padri e i figli dei figli, e consumare una vicenda d’amore e d’odio, sospesa tra passato e presente, sogno e realtà… E dal 9 all’11 sarà la volta del I classificato “Cioccolato all’arancia” di Martina Gatto e Dafne Rubini, che firma anche la regia. / Una ragazza ansiosa di prendere la scelta giusta. Per il gelato e per la vita. Perché, per riconoscere quel che ci piace davvero dobbiamo avere il coraggio di assaggiare quel che non ci piace.
“Il bacio della Mummia e altri racconti” di Riccardo de Torrebruna, anche regista, sarà in scena dal 14 al 18 maggio / Un comico incompreso e una ballerina di terza fila formano una coppia sgangherata, che rispecchia fedelmente la precarietà del mondo dello spettacolo e dei suoi abitanti.
A chiudere la stagione sarà, dal 23 al 25 maggio, “Primma e mo” – Epica popolare di un viaggio, I classificato al concorso corti coreografici, coreografie di Viola Centi e Donatella Centi / Il racconto di un viaggio, di uomini della riva, uomini del porto con le loro storie. Un moderno adattamento dell’epico “Nostos” di Ulisse, mentre le danze popolari scandiscono il tempo rituale.