Argot Studio, la ”casa Teatrale” dove si crea e si accoglie

Il teatro Argot Studio, direzione artistica di Francesco Frangipane e Tiziano Panici, presenta la stagione 2018-2019 – la trentacinquesima – divisa in due parti, con la collaborazione del I Municipio: una dedicata alle proprie produzioni e un’altra alle ospitalità. Una scelta che testimonia la natura più profonda e sincera di Argot: quella di essere “casa”, quindi luogo in cui si crea e in cui si accoglie, ma non solo. A tal proposito il direttore artistico di Argot Produzioni Maurizio Panici parla di una di una rete nazionale per il teatro contemporaneo, e di un rapporto importante con il Centro di Produzione Teatrale del Veneto – La Piccionaia e con la città di Marostica.

Nella prima parte della stagione, dal 3 ottobre al 27 gennaio, sono in cartellone sette debutti.
Dal 3 al 21 ottobre “Volevamo essere gli U2 ma forse era meglio Vasco, ‘sequel’ della commedia di successo “Volevamo essere gli U2”, e segna il gradito ritorno all’Argot dell’autore e regista Umberto Marino e del cast originale “in una nuova pièce generazionale con musiche in scena, battute e qualche lacrima”.
Si prosegue, dal 23 al 31 ottobre, con “Un mondo perfetto”, scritto e diretto da Sergio Pierattini. Il testo affronta il tema attuale e complesso dell’adozione o delle false vocazioni, di sogni che una volta svelatisi mostrano la faccia della sconfitta e del disinganno.
Quindi dall’8 al 17 novembre, l’adattamento di “Zio Ivan” di Čechov, firmato da Alice Spisa. Prendendo le mosse da Čechov, esplora un mondo sempre più tragicamente improntato all’individualismo, in un’Italia moderna e accecata dagli idoli.
Dal 20 al 25 novembre, “Per Caterina” ideato e diretto da Aliosha Massine / Da una parte un padre che lotta per i sogni di sua figlia, una bambina di sei anni innamorata della danza classica e, dall’altra, un consulente finanziario costretto dalle circostanze a beffarsi dell’amico.
Poi ancora due spettacoli che portano le firme dei due direttori artistici: dal 27 novembre al 2 dicembre, “Elogio della follia #ilikedopamina”, ispirato al capolavoro di Erasmo da Rotterdam, riscritto da Aleksandros Memetaj con la regia di Tiziano Panici / Un ritratto distopico della società di oggi, dove il fenomeno dei social media, della visualizzazione spasmodica e dello star-system assume rilevanza fondamentale tale da dividere il mondo in due classi: classe A e classe C. E dal 5 al 23 dicembre “7 anni”, successo spagnolo tradotto e adattato per il teatro da Enrico Iannello con la regia di Francesco Frangipane / I soci fondatori di un’azienda di grande successo, vengono a sapere che il fisco ha messo gli occhi sul loro conto segreto in Svizzera, su cui hanno depositato una grossa somma di denaro non dichiarato. Di fronte alla prospettiva di finire tutti alla sbarra, i quattro giungono alla conclusione che uno solo dovrà assumersi la colpa e scontare sette anni in carcere per il bene dell’azienda.
Chiude questa prima parte, dal 22 al 27 gennaio, “Best Friend” di Giuseppe Tantillo / Cris e Davi hanno dieci anni e se lo dicono spesso. Come fosse un mantra. In questo bisogno di affermarlo risiede la loro prima dichiarazione di libertà. Scegliere l’amico del cuore è, infatti, la prima grande decisione che la vita ci chiede di prendere. È un po’ come perdere la verginità. Da quel momento ad ogni azione corrisponde una conseguenza. E la ricerca di se stessi può avere inizio.

La seconda parte dellai stagione, dal 31 gennaio al 12 maggio, anima il palcoscenico con una serie di ospitalità fortemente volute, un insieme di sensibilità pronte a mettersi in gioco all’interno di questa Officina Culturale che è Argot Studio’.
Ecco i nomi che sono stati scelti nella costante ricerca di originalità e azione creativa:
Margine Operativo; Fabiana Iacozzilli/Lafabbrica; Menoventi; Kronoteatro; Trento Spettacoli/Woody Neri/ Andrea Baracco; La Corte Ospitale/Compagnia Della Valle-Petris; Gianluca Merolli; Toscana Spettacoli/Oscar De Summa/Ciro Masella; Fabrizio Martorelli/Gianluca Ariemma.

A questi si aggiungono collaborazioni, come l’Odin Teatret di Eugenio Barba, Adriano Pantaleo e il Nest_Napoli Est Teatro, realtà partenopea che opera sul territorio periferico della città, testimonianza concreta di teatro civile.
A chiudere la stagione la rassegna Over, targata Argot Produzioni e Dominio Pubblico, un progetto quest’ultimo di audience development, nato tra le pareti dell’Argot e quelle del Tteatro dell’Orologio.
La rassegna è animata da giovani talenti della scena “ancora inesplorati, nuove intelligenze su cui scommettere per dare rinnovata vitalità al sistema del teatro italiano”.“Siamo lieti e orgogliosi di chiudere la stagione 2018/2019 con queste giovani leve” dicono Frangipane e Tiziano Panici. “Il loro lavoro intercetta perfettamente la natura di Argot Studio come luogo in cui formarsi, sperimentare e crescere, prima come persone poi come artisti”.

Teatro Argot Studio – Via Natale del Grande 27 – Tel e fax 06/ 5898111 oppure info@teatroargotstudio.com