A Castel Sant’Angelo, in concerto una spinetta della fine del Cinquecento

Ultimo appuntamento per Sere D’Arte, la rassegna musicale a Castel Sant’Angelo nell’ambito di ArtCity 2018. Protagonista assoluto della serata di giovedì 13 settembre è un “gioiello ritrovato”: una preziosa spinetta della fine del ‘500, strumento a tastiera diffusissimo tra fine Quattrocento e inizio Seicento. Parte della collezione del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, è frutto di un lungo restauro conclusosi da poco che testimonia il forte impegno del Polo Museale del Lazio nel recupero e la valorizzazione delle collezioni permanenti.

Alle ore 18.30 il magnifico strumento verrà presentato al pubblico in un incontro dove, introdotto dal direttore del Polo Museale del Lazio Edith Gabrielli, interverrà Marco Barletta, che insieme ad Andrea Restelli, nome d’eccellenza del restauro di tastiere storiche, si è occupato dello strumento, per mostrare attraverso le immagini il lavoro compiuto. A seguire Francesco Zimei, musicologo, fondatore e presidente dell’Istituto abruzzese di Storia Musicale e vicepresidente del Centro Studi sull’Ars Nova italiana del Trecento di Certaldo, illustrerà la storia della spinetta in Italia nel XVI secolo. Le conclusioni saranno infine affidate al musicologo e pianista Andrea Chegai, professore di Storia della Musica all’Università Sapienza di Roma.
Subito dopo, la spinetta tornerà finalmente a suonare nel suo contesto di appartenenza.
Alle 20.30 la Sala Paolina ospiterà infatti “Le Muse di Vulcano. Musica, Armi e Amore ai tempi di Paolo III Farnese”, un concerto che vedrà esibirsi insieme Maurizio Croci alla spinetta ed Evangelina Mascardi alla vihuela, strumento a pizzico in gran voga nella Spagna del Cinquecento.
Il repertorio illustra una pratica musicale aristocratica che rimanda alla figura del cortegiano, abile nell’uso delle armi ma anche uomo di lettere e arti. Da qui la presenza nel programma della vihuela, il cui repertorio era spesso sovrapposto e interscambiabile con quello per tastiera. Diffusissima in Spagna, alter ego del liuto in Italia, la vihuela avrà senza dubbio risuonato nelle stanze da cui provengono alcuni dei rari (e anch’essi restaurati per l’occasione) pezzi della mostra recentemente inaugurata ”Armi e potere nel Rinascimento europeo”, dedicata al mondo delle armi in età rinascimentale e visitabile entro le 19 con un biglietto unico.
Il repertorio, basato su musiche di Cabezón, Henestrosa, Francesco da Milano e Capirola, diventa dunque programmaticamente trait d’union fra gli ambienti rinascimentali degli appartamenti di Paolo III Farnese, Sere D’Arte e la mostra in corso, a sottolineare un intervento di tutela e valorizzazione a tutto tondo.