Borgio Verezzi: apre il teatro musicale, poi un Pirandello… in Liguria

Dopo l’entusiasmo suscitato lo scorsa estate da “Le bal” (la cui Compagnia tornerà quest’anno in chiusura con “Non si uccidono così anche i cavalli?“), ad inaugurare il 52^ Festival di Borgio Verezzi – quasi un’anteprima -, sabato 7 luglio, è ancora uno spettacolo teatralmusicale: sul palcoscenico di piazza Sant’Agostino sarà rappresentato “Le dive dello swing”, con il Trio Ladyvette (Teresa Federico, Valentina Ruggeri, Francesca Nerozzi), accompagnato al pianoforte da Roberto Gori.
Reduci dal successo nella fiction tv “Il Paradiso delle signore”, le attrici e cantanti del Trio Ladyvette riprendono ora lo spettacolo, diretto dal regista Massimiliano Vado e da loro scritto con lo stesso Vado, Giorgio Prosperi e Lillo Petrolo, del duo Lillo&Greg, che ne ha la supervisione artistica. un divertente intreccio di prosa e canzoni, vagamente ispirato al Trio Lescano, per raccontare le vicende di tre giovani sorelle, impegnate nei difficili inizii della carriera artistica tra audizioni, improbabili fidanzati e litigi, fino al più classico dei lieto fine.

I riflettori su questa edizione del Festival – che prosegue fino al 19 agosto – torneranno ad accendersi per il debutto nazionale – dal 12 al 14 luglio – di “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, con Pino Quartullo come protagonista (in scena con lui anche Giovanni Maria Briganti, Rosario Coppolino, Adriano Giraldi, Diana Hobel e Marzia Postogna), e ambientata dal drammaturgo siciliano a Miragno, un immaginario paese della Liguria. La commedia sarà proposta dal regista Guglielmo Ferro in una versione appositamente studiata per Borgio Verezzi e per piazza Sant’Agostino. Info e prenotazioni: biglietteria 019-610167, orario 10,30-13 e 16,30-18,30 anche la domenica.

In contemporanea all’anteprim, nella vicina Calice Ligure, nella Casa del Console, è stata inaugurata la mostra “Il Festival al Museo”, che in un percorso originale ne racconta la storia ultracinquantennale. A cura di Fulvio Rosso e Nico Scarabicchi, la mostra propone un viaggio tra immagini e documenti sospesi nel tempo e nello spazio, con oggetti che “forse” arrivano direttamente dal palcoscenico. Una saletta è dedicata a Emanuele Luzzati, autore di molte scenografie per il Festival, mentre nel giardino esterno è esposta parte della “mammona”, la gigantesca statua donata dall’artista a Finale Ligure. La rappresentazione del “futuro” è affidata ai lavori del Liceo Artistico G. Bruno di Albenga con studi scenografici completi di modelli di allestimento e del Liceo A. Martini di Savona con una rassegna di immagini degli studenti all’opera come fotografi di scena. Aperta fino al 10 agosto (visite a richiesta dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18, gruppi e orari serali su prenotazione allo 019-65433 di mattina).

Informazioni e prenotazioni: biglietteria tel. 019/ 610167,(orario 10,30-13 e 16,30-18,30 anche la domenica).