Tra Argentina e Teatro India i riflettori si accendono sulla danza

Sabato 23 giugno (ore 21) al Teatro Argentina, in prima nazionale, va in scena “Circeo”, un lavoro coreografico di Fabrizio Favale, con la sua compagnia, Le Supplici, che ha appena debuttato con successo al Theatre Nationale di Chaillot a Parigi. Una danza vicina alle origini, complessa ma cangiante, declinata in circolarità elementari e sinuosi arabeschi, tra velocità e lentezza, distanze e approssimazioni.
Gli interpreti: lo stesso coreografo, Fabrizio Favale, con Daniele Bianco, Andrea Del Bianco, Vincenzo Cappuccio,
Francesco Leone, Mirko Paparusso, Kenji Matsuyama Ribeiro, Stefano Roveda, Daniele Salvitto. Musiche originali Daniela Cattivelli.

Lo spettacolo si inserisce nell’ambito di Grandi Pianure, vetrina sulla coreografia dedicata agli spazi sconfinati della danza contemporanea, a cura di Michele Di Stefano, che fino al 4 luglio, con ripresa dal 9 settembre all’11 novembre, accoglie nomi d’eccellenza e giovani coreografi/artisti sui palcoscenici di Argentina, India, Torlonia e Angelo Mai.
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Il 3 luglio, Grandi Pianure si sposta al Teatro India con due proposte firmate dal coreografo inglese Jonathan Burrows e dal compositore Matteo Fargion, che mancavano a Roma da ben vent’anni nonostante il loro lavoro sia regolarmente programmato in tutto il mondo: Primo appuntamento con “Both Sitting Duet / Body Not For Purpose”, composizione musicale per il corpo su una partitura basata sul pezzo “For John Cage” di Morton Feldman, un viaggio che esplora la zona interstiziale tra musica e coreografia. Mentre il 4 luglio una performance carica di humor sulla natura della comunicazione con il pubblico, “Speaking Dance”, che indaga sulla percezione del rapporto tra musica e danza, e sui confini tra i due mondi.