Da Brecht, la forza capitalistica annulla la personalità dell’uomo

Fino al 27 maggio, al Teatro Vittoria è in scena “Un uomo è un uomo” di Bertolt Brecht, traduzione di Giulia Veronesi, regia Lorenzo De Liberato, spettacolo vincitore della nona edizione della rassegna “Salviamo i talenti – Premio Attilio Corsini”, iniziativa ideata da Viviana Toniolo, per promuovere progetti teatrali i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori, con lo scopo di aumentare le opportunità delle creatività emergenti, costruendo una vetrina dedicata ai nuovi talenti ancora sconosciuti.
Lo spettacolo, prodotto da Attori & Tecnici ed inserito nella nuova stagione del Teatro Vittoria, è tratto dal testo di Brecht e rappresenta teatralmente una fredda e cinica fotografia delle conseguenze dell’imperialismo coloniale. La potente e inarrestabile forza capitalistica corrompe e strumentalizza il proletariato, fino ad annullare completamente il carattere e la personalità dell’individuo.

Nell’ India del 1925, l’esercito inglese è arrivato a Kilkoa con circa centomila soldati pronti a marciare verso le frontiere settentrionali e muovere guerra contro il Tibet. Durante una serata di bagordi i tre soldati Uria, Polly e Jesse, sono costretti ad abbandonare il loro commilitone del plotone mitraglieri Jip, dopo aver distrutto una Pagoda per rubare i soldi delle elemosine. Con il rischio di essere fucilati per ordine del loro terribile sergente Bloody five, i tre si imbattono in Galy Gay, scaricatore del porto di Kilkoa, un uomo ingenuo ed incapace a dire di no.
Per i soldati la soluzione è semplice: sarà lui il nuovo Jip. All’interno del famigerato vagone-birreria della vedova Begbick, Uria, Polly e Jesse, con l’aiuto della vedova, mettono in piedi una farsa grottesca ai danni del malcapitato Galy Gay, allo scopo di trasformarlo in Jip, annullando completamente la sua personalità e omologandolo perfettamente a qualsiasi altro soldato, rimpiazzando così il loro camerata disperso. Galy Gay rappresenta la debolezza della società, l’uomo che può in qualsiasi momento essere chiunque. I soldati inglesi adoperano un lavaggio del cervello tale da indurre la loro vittima a rifiutare di proposito di essere Galy Gay. A distanza di pochi anni dalla teoria della relatività di Einstein, il drammaturgo tedesco racconta una storia terribile e comica sul potere di trasformare un uomo in un altro uomo.
Gli interpreti (in ordine alfabetico): Tiziano Caputo, Matteo Cirillo, Alessandro De Feo, Agnese Fallongo,
Lorenzo Garufo, Stefano Patti, Irene Vannelli, Alessio Esposito, Mario Russo. Musiche eseguite dal vivo da Valerio Mele e Mario Russo, musiche originali di Tiziano Caputo, scenografia di Laura Giusti, disegno luci Matteo Ziglio.

Teatro Vittoria / Attori & Tecnici – Piazza S.Maria Liberatrice 10 – Tel. 06/ 5740170 – 06/5740598