Un “Lago dei cigni”, manierismi più leggeri: una creatura di oggi

Sabato 28 aprile, alle ore 18, al Brancaccio, la Compagnia nazionale Raffaele Paganini, presenta “Il Lago dei Cigni”, musiche di P.I. Chaikovskj, coreografia di Luigi Martelletta, che da molti anni desiderava “firmare” questo spettacolare balletto che nella sua lunga carriera ome primo ballerino al Teatro dell’Opera di Roma ed in tanti altri Teatri IItaliani ed europei ha studiare a fondo, esaminandolo e danzandolo.
La coreografia originale del repertorio classico .- si legge in una nota di presentazione dell’opera – , infatti, non ha mai sottolineato alcuni aspetti del libretto, che in questa versione vengono invece esaminati e sviscerati: la drammaturgia classica dell’azione coreografica – teatrale del balletto infatti, è abbandonata a favore di una forma di “riappropriazione della realtà e dell’esperienza comune basata sui particolari e sulle singole situazioni riunite tra loro in collage ampi e sfaccettati, secondo una metodologia di lavoro di ricerca e di graduale progresso”.
Fortemente legato alla tradizione accademica, Luigi Martelletta propone un lavoro stilisticamente più snello, più vivace, alleggerendo tutti i manierismi e le pantomime che fanno parte del repertorio classico, ma che “ormai risultano inutili, pesanti e noiose”.
Anche se non mancano tutte quelle danze e quell’itinerario danzato che molti conoscono e si aspettano – i cigni, la danza spagnola, la danza russa, il valzer, i passi a due, e molto altro – questo balletto è “autenticamente una creatura di oggi,del presente,con tutto quello che ciò comporta”. La sua particolarità,la sua eccezionalità consiste proprio in questa sua capacità, estrema e radicale, di proporsi vivo e attualissimo.