La “progettazione partecipata” del Teatro Valle-Bene Comune

In un lungo comunicato, il Teatro Valle Occupato fornisce alcuni particolari sulla stagione 2013-2014. Sottolineando, innanzitutto, come il progetto artistico di quest’anno incarni “i principi della vocazione dello Statuto della Fondazione Teatro Valle Bene Comune: non un semplice cartellone di spettacoli ma una proposta culturale in senso ampio. Una piattaforma vivente in cui gli artisti possono incontrarsi, contaminarsi, farsi comunità…”.  Entro il mese di dicembre, infatti, si aprirà un tavolo di progettazione il più partecipato possibile che coinvolga tutte quelle esperienze – teatri, compagnie, artisti, spazi indipendenti, operatori, istituzioni culturali e cittadinanza attiva – che vorranno delineare le linee artistiche future.

Intanto, si riparte, il 17 ottobre con un artista, Mario Perrota che ha scelto il Teatro Valle Occupato come unica tappa romana della sua tournée per la sua nuova opera: “Un Bès – Antonio Ligabue”. A seguire, il 22 e 23 ottobre, un viaggio nel cinema di Davide Manuli, artista cui i circuiti ufficiali non hanno mai dato spazio, con la proiezione straordinaria di “La leggenda di Kaspar Hauser, Becket e Girotondo”, inaugurando così il primo appuntamento dei Martedi dedicati al “cinema mai visto”.

Dopo le tappe estive di Modena, Fermo e Quarticciolo, prosegue  “Tutto il nostro folle amore”, indagine performativa degli artisti del Valle Occupato, per approdare alla Spielart di Monaco a novembre. In mostra al MAXXI, fino al 26 gennaio, la proiezione “Procession” di Clemens von Wedemeyer, opera filmica dell’artista tedesco in collaborazione con il Valle Occupato.

Nel comunicato si esprime poi  l’impegno a sostenere nuove creazioni e coproduzioni con artisti, teatri, centri culturali, festival che condividono lo stesso spirito degli appartenenti alla Fondazione Valle Bene Comune (in attesa del Decreto ufficiale di approvazione).

Queste le collaborazioni durante l’anno: Antonio Latella, Pippo Del Bono (con un progetto di formazione sul linguaggio cinematografico),  Silvia Galleano e Cristian Cerasoli, David Enia e Silvia Giambrone, Cristina Rizzo, Giacomo Ciarrapico, Daniele Prato.

Il comunicato elenca poi gli artisti che “partecipano alla programmazione”: Flamilie  Flöz (con una anteprima romana), Roberta Torre, Paolo Mazzarelli + Lino Musella, Michele Santeramo + Leo Muscato (anteprima romana), Fanny & Alexander, Theatre L’Eventail, Davide Loiodice + Alessandra Fabbri (anteprima romana), Industria Indipendente (anteprima nazionale), Tom Lanoye + Christophe Sermet (anteprima nazionale), Gogmagog + Marcello Vanzo (anteprima romana), Carlotta Corradi + Veronica Cruciani, Balletto Civile (anteprima romana), Davide Enia, Motus (anteprima romana). “Diamo così modo”  sottolinea la nota informativa ”di coniugare l’apertura del palcoscenico del Teatro Valle a compagnie esordienti, all’attenzione per artisti stranieri, alla commistione di diversi linguaggi performativi, alla visione di creazioni mai approdate a Roma, alla drammaturgia contemporanea, italiana e straniera”.

Il comunicato cita poi il progetto Nuove Generazioni – già da un anno è attivo un Tavolo Ragazzi che coinvolge insegnanti, presidi, genitori e operatori teatrali nel costruire incontri di rifessione e laboratori esperienziali sui diversi linguaggi della pedagogia teatrale per l’infanzia. Si compone di tre diversi “movimenti”: il Teatro Valle dei Ragazzi (fino a… 90 anni), TanzZeit, e “Il barbiere di Siviglia” opera per bambini con l’associazione Europa inCanto.

 

Prosegue l’impegno specifico del Valle per far crescere la drammaturgìa contemporanea: un giovedì ogni tre settimane sarà dedicato alle mise en espace di nuovi test (nazionali e internazionali). Si rinnova – aprendo a cinque nuovi drammaturghi attraverso una chiamata Pubblica -, il Laboratorio di scrittura condotto da Fausto Paravidino che arriverà fino a giugno.

Ogni martedì sarà dedicato al cinema con Incontri con gli Autori. Ecco, poi “Mettiamoci la faccia” , rassegna curata da direttori di festival nazionali e internazionali ( tra i quali Carlo Chatrian e Mario Sesti). E dal 25 febbraio, una rassegna dedicata alle “nuove cinematografie” georgiana, portoghese, francese.

Nel settore della danza contemporanea, l’impegno per residenze creative, formazione, performance, giornate di studio e dialogo costruite con  Cristina Rizzo, TanzZeit Schule (Berlino) e Balletto Civile. Anche in questo caso, messa in scena di opera complete. Si è deciso di riportare la musica da camera  nella storica sala romana, per riprendere una tradizione che fu interrotta con la chiusura dell’Eti. Si esprime anche “l’ambizione di rimettere in piedi il progetto di una vera e propria Orchestra del Teatro Valle Occupato”, senza mai tralasciare – anzi incentivando – la formazione attraverso il laboratorio per giovani compositori tenuto dal maestro Enrico Melozzi e volto alla scrittura della colonna sonora della prima produzione teatrale del Valle Occupato, “Il macello di Giobbe”, partito a fine agosto, per andare avanti fno alla messa in scena dello spettacolo (marzo 2014).  E, ancora “Musica estrema . 100 violoncelli “ in tournée, e un nuovo progetto “segreto”. Tutto questo sarà possibile  grazie alla collaborazione di Radio Tre.

A proposito di Residenze. Un progetto, curato da Cecilia Canzani e Ilaria Gianni, indagherà la connessione tra arti visive e arti sceniche: al Teatro Valle Occupato “abiteranno” Maya Schweizer, Anja Kirschner, David Panos, Francesca Grilli.

Tra i progetti di formazione permanente per i professionisti dello spettacolo: i Lunedi dedicati all’uso della voce, al movimento e al training attoriale, il progetto Nave Scuola (fonica, illuminotecnica, scenotecnica), il Laboratorio per attrici di Silvia Gallerano. Durante tutta la stagione, laboratori “di immaginazione politica” con artisti, ricercatori, filosofi, sociologi.