“I masnadieri” di Verdi, opera di rara esecuzione al Teatro Costanzi

Da domenica 21 gennaio, con cinque repliche fino al 4 febbraio, al Teatro Costanzi, il Teatro dell’Opera propone “I Masnadieri” di Giuseppe Verdi. Dopo i recenti ”Fra Diavolo” e “La damnation de Faust” altra opera di rara esecuzione: al Costanzi , prima di oggi c’era stata un’unica messa in scena, nel 1972, diretta da Gianandrea Gavazzeni con la regia di Mario Missiroli. Il nuovo allestimento va in scena con la direzione di Roberto Abbado e firmato da Massimo Popolizio, alla sua prima regia lirica.

Nella trama “gotica e torbida dell’opera” – si legge in una presentazione dell’opera -, fatta di losche manovre di potere e di passioni, si narra la vicenda della casata dei Moor: Massimiliano Conte di Moor è indotto dal subdolo figlio minore, Francesco, a diseredare il primogenito Carlo, giovane dai nobili sentimenti ma condotto a una vita sregolata dal temperamento esuberante. Cacciato dalla casa paterna, Carlo si mette a capo di una banda di rivoluzionari che spargono il terrore nei boschi della Boemia, i masnadieri. Il sanguinoso scontro che nasce tra i due fratelli è reso ancora più aspro perché entrambi desiderano la stessa donna, Amalia.
L’opera, spiega il maestro Abbado, nasce dall’incontro di tre figure cardine della cultura dell’epoca Schiller, autore del dramma, Maffei, suo traduttore in italiano, e naturalmente Verdi. Il lavoro esprime in forma del tutto compiuta la personalità del compositore, che segue l’evolversi del suo percorso artistico, individuando di volta in volta i temi e i processi compositivi del suo teatro musicale”.
Nelle intenzioni dichiarate dal regista Massimo Popolizio la volontà è stata quella di sottolineare “il mondo di crudeltà e stupri già presente nell’originale di Schiller e che manifesta la rivalità fra i fratelli Moor per questioni di amore e potere, la perfidia di Francesco da un lato e di Carlo, il masnadiero, dall’altro… È per questo che mi sono deciso a una lettura barbarica, violenta di quest’opera gotica, torbida… per sottolinearne l’atmosfera nera e la spettacolarità cupa. A questo fine ho anche impiegato, d’accordo con lo scenografo Sergio Tramonti, piani diversi, su più livelli, sui quali agiscono i cantanti. Una scelta visiva che sottolinea a acuisce la presenza di conflitti che caratterizza la vicenda”-

Daranno voce ai personaggi principali due cast: il primo vede il tenore Stefano Secco interprete del ruolo di Carlo (21, 23 e 31 gennaio, 4 febbraio), il baritono Artur Ruciński di quello di Francesco (21, 23, 27 e 31 gennaio, 4 febbraio); nel secondo, venerdì 2 febbraio, Giuseppe Altomare veste i panni di Francesco, e Andeka Gorrotxategui di Carlo (anche il 27 gennaio). Con loro sul palcoscenico Roberta Mantegna, soprano diplomatasi nella prima edizione di “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma, nel ruolo di Amalia, Riccardo Zanellato (Massimiliano), Saverio Fiore (Arminio), Dario Russo (Moser) e Pietro Picone (Rolla).
Le scene sono di Sergio Tramonti, i costumi di Silvia Aymonino, le luci di Roberto Venturi, i video di Luca Brinchi e Daniele Spanò. Maestro del Coro Roberto Gabbiani.
Dopo la “prima” di domenica 21 gennaio (ore 20), l’opera di Verdi sarà replicata martedì 23. Mercoledi b31 gennaio, venerdi 2 febbraio alle ore 20, sabato 27 gennaio alle ore 18 e domenica 4 febbraio alle 16.30 – Oltre all’Anteprima giovani riservata ai minori di 26 anni, sabato 20 gennaio (ore 18) al Teatro Costanzi, si segnala il consueto appuntamento con la “Lezione di Opera” di Giovanni Bietti, domenica 21 gennaio (ore 11) al Teatro Nazionale.