Una voce solista racconta “lo straniero” di Bernard-Marie Koltès

Dall’11 al 28 gennaio, all’Ambra Jovinelli, Pierfrancesco Favino è il protagonista di “La notte poco prima delle foreste” di Bernard-Marie Koltès, regista Lorenzo Gioielli. L’intelaiatura di quest’opera è un paradigma straordinario, un testo fluentissimo e irto nella sua prosa vertiginosa, tutta pervasa di anacoluti e biasimi – come un romanzo -pamphlet di Céline. I temi assoluti di questo autore prematuramente scomparso a quarant’anni, affiorano in una “comunicazione per voce solista”, un poema teatralissimo che sconta i problemi dell’identità, della moralità, dell’isolamento, dell’amore non facile.
Nella notte poco prima delle foreste, poco prima del punto di non ritorno della nostra umanità, poco prima della fine del mondo, un uomo – uno straniero, un estraneo, un diverso che ha tentato in tutti i modi di diventare un eguale -, ferma nella pioggia un ragazzo. Che sembra “un bambino. Immacolato”, si legge nelle note di regìa.
“Mi sono imbattuto in questo testo un giorno lontano” dice Pierfrancesco Savino “mi sono fermato ad ascoltarlo senza poter andar via e da quel momento vive con me ed io con lui. Mi appartiene, anche se ancora non so bene il perché.
“E’ uno straniero che parla in queste pagine, non sono io, la sua vita non è la mia, eppure mi perdo nelle sue parole e mi ci ritrovo come se lo fosse. Il suo racconto mi porta in strade che non ho camminato, in luoghi che non ho visitato. Come un prestigiatore fa comparire storie di donne, di angeli incontrati per caso, di violenze e di paura di ciò che non conosciamo…”.
Pierfrancesco Savino dedica questa sua interpretazione a Melina Balsamo, fondarice e “anima forte” – come è stato scritto – della compagnia Gli Ipocrita che lo spettacolo ha messo in scena, scomparsa nel giugno dello scorso anno.

Teatro Ambra Jovinelli – Via Guglielmo Pepe 43/ 47 – Tel. 06/ 83082620 – 06/ 83082884 – Biglietti (compresa prevendita) da 33 a 17 euro.