Una “CircOpera” da Bach, con cantanti-musicisti-clow-acrobati

Venerdi 1° dicembre, per la 50esima stagione lirica del Teatro Pergolesi di Jesi, alle ore 18.30 e alle 21, va in scena, in prima rappresentazione assoluta, “Caffè Bach”. CircOpera – format nuovissimo che fonde i linguaggi dell’opera lirica e del circo –, un atto di Giacomo Costantini (che firma anche scene e regìa), con musiche di Franca Bettoli, Andrea Cappelli e Stefano Carloni , dalla “Cantata del caffè” di Johann Sebastian Bach.
Si tratta di un nuovo allestimento e di una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con il Circo El Grito, una due compagnie italiane di circo contemporaneo riconosciute dal Ministero dei beni e delle attività culturali, che dal 2016 ha sede presso il Teatro Pergolesi di Jesi, “facendo coincidere la produzione con le sensibilità del mondo nomade e trasversale del circo contemporaneo e quello dell’opera lirica”.

Prendendo spunto dalla “Kaffeekantate BWV 211”, una cantata ironica e irriverente dedicata al caffè, scritta tra il 1732 e il 1734 per essere eseguita al Caffè Zimmermann di Lipsia, il CircOpera da camera è un invito alla fantasia e all’immaginazione, un “viaggio interstellare” sulle orme di Bach. Spiega l’autore Giacomo Costantini:
“Nel 1977 la NASA lanciava la sonda spaziale Voyager con a bordo un disco d’oro per grammofono concepito per qualunque forma di vita extraterrestre o per la specie umana del futuro in grado di ritrovarlo. Tra le varie tracce del disco furono registrati tre brani di Bach. Personalmente trovo piacevole immaginare Bach passare per l’orbita di Plutone (l’ha intercettata nel 1990) e lasciare il sistema solare (nel 2004). Adesso il Kantor è in viaggio nello spazio interstellare.
“A Lipsia, presso il Caffè Zimmermann” continua Giacomo Costantini “ si riuniva il Collegium Musicum. Era il 1720 quando Bach decise di accettarne la direzione e così ogni settimana si tenevano concerti di vario genere, dalla musica vocale alla musica strumentale. Ho immaginato oggi il Caffe Zimmermann, dopo i bombardamenti del 1943, decadente e magnifico. Ho immaginato Bach di ritorno dall’oceano cosmico, il suo organo oggi è un sintetizzatore analogico. Ho immaginato le anime di tre circensi in un limbo surreale ed onirico, prigionieri di un caffè senza tempo, in cui ogni giorno assistono alla rappresentazione della Kaffeekantate, in un ciclo continuo che sembra destinato a ripetersi all’infinito.
“Come nel peggior Bar Sport della vostra città, in questo non-luogo si raccontano storie semplici: trova qui il suo innesto drammaturgico la trama della Kaffeekantate, ovvero la storia di un padre che rimprovera la figlia di essere dedita al terribile vizio di bere caffè, ammonendola che se non smetterà di berlo, tra le altre cose non le permetterà di sposarsi. La fanciulla sembra ubbidire all’ordine paterno, ma nel contratto di matrimonio pone la clausola che, dopo essersi sposata, potrà bere tutto il caffè che vuole”.

Direttore d’orchestra Andreas Gies , ne sono interpreti il soprano Sabrina Cortese, il tenore Antonio Garès, l’acrobata aerea Fabiana Ruiz Diaz, l’acrobata musico Giacomo Costantini e l’acrobata clown Andrea Farnetani. Al violino Lara Perticari, al violoncello Valentina Verzola, alla fisarmonica Carlo Sampaolesi. Il Soprano, già campionessa italiana di pattinaggio artistico, canta sui pattini, il Tenore suona anche la chitarra, il Direttore d’orchestra canta il ruolo di basso protagonista ed è solista di flauto, il Clown Acrobata suona tastiere e percussioni.

Informazioni: Fondazione Pergolesi Spontini – Tel. 0731. 202944 (www.fondazionepergolesispontini.com – www.operanconajesi.it).