Gli “opposti” sentimentali, tornando al teatro di Annibale Ruccello

Al Piccolo Eliseo, dal 18 ottobre al 5 novembre, è in scena “Ferdinando”, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986. L’opera ha vinto due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior e messinscena. Regìa di Nadia Baldi.

Donna Clotilde, baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera-carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino, un prete coinvolto in intrallazzi politici. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”: sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

Le follie e gli incroci amorosi contenuti nella trama – si legge nelle note di regìa di Nadia Baldi -, emergono come elementi contemporanei e modernissimi che da sempre regolano la potenza dei sogni e degli affetti presenti nella storia dell’umanità. Lo spettacolo si concentra su quello che è forse il più insondabile mistero: la mente umana, e mette in luce le connessioni esistenziali fra dramma e malinconia, comicità e solitudine, sottolineando tali contrasti attraverso un uso di una messinscena che “mira a svelare gli opposti sentimentali disseminati in tutte le esistenze”.
Gli interpreti: Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio, Francesco Roccasecca.

Contemporaneamente allo spettacolo, la regista Nadia Baldi sarà al cinema, dal 19 ottobre, con il film “Veleni”, un noir fuori dagli schemi che si concentra su quello che rimane forse il più insondabile mistero della natura: la mente umana. Un valzer di colpi di scena, personaggi ambigui e storie mai svelate, in un mondo femminile e rimasto isolato in un piccolo paese del sud Italia che, a causa delle guerre e dell’emigrazione, è popolato praticamente soltanto da donne. Il film è interpretato da Lello Arena, Tosca D’Aquino, Roberto Herliztka, Vincenzo Amato, Francesca Abategiovanni, Giulio Forges Davanzati, Giuseppe Mannajuolo, Gea Martire, Annie Pempinello, Marina Sorrenti.

Teatro Piccolo Eliseo – Biglietteria: tel. 06/ 83510216. Biglietto 29 euro.