Glauco Mauri: “Beckett, poeta della difficoltà del vivere”

All’Eliseo, fino a domenica 15 settembre, si replica “Finale di partita” di Samuel Beckett che, in prima nazionale, vi ha aperto la stagione 2017-2018. Protagonisti Glauco Mauri e Roberto Sturno, e con Elisa Di Eusanio e Mauro Mandolini, la regìa è di Andrea Baracco. Un ritorno a Beckett, per Mauri e Sturno, dopo la presentazione, al Piccolo Eliseo, nel 2013 di “Da Krapp a Senza parole” , costruito su cinque testi del drammaturgo irlandese (“Il Prologo”, “Atto senza parole”, “L’ultimo nastro di Krapp”,”Respiro” e “Improvviso dell’Ohio” nelle traduzioni di Carlo Fruttero e Franco Lucentini).
“Finale di partita, si svolge in una stanza-rifugio post-atomico, nuda, senza mobili, dove la luce penetra grigiastra, dove, come in una pseudopartita a scacchi, si muovono i suoi personaggi: Hamm, cieco e su una sedia a rotelle, i suoi genitori Nagg e Nell, senza gambe e chiusi in due contenitori per la spazzatura, e il suo servitore Clov, che non può sedersi mai. Hamm e Clov per sopravvivere hanno bisogno l’uno dell’altro: solo Clov può dar da mangiare ad Ham, e solo Ham possiede le chiavi della dispensa.

Per Mauri e Sturno, Beckett è stato “un amato compagno di viaggio”. In diverse stagioni teatrali hanno interpretato dieci suoi atti unici, anche tra i meno noti: “Non abbiamo mai potuto affrontare” precisa Glauco Mauri “per varie difficoltà, ‘Aspettando Godot’ “, ma anni fa con Roberto decidemmo di portare sulla scena ‘Finale di partita’. Abbiamo cominciato a provare con grande entusiasmo… ma poi ci siamo arresi. Ci siamo sentiti immaturi e forse non pronti per affrontare un così poetico, tragico e farsesco aspetto della vita.
“La tragedia del vivere che diventa farsa – la farsa del vivere che diventa tragedia?
Un ossimoro dove convivono una risata e un arido pianto, una disperazione senza speranza e un insopprimibile sentimento di pietà per l’uomo… Ho sempre considerato Beckett non uno scrittore del teatro dell’assurdo ma un grande poeta della difficoltà del vivere”.
“Parlare di Beckett” aggiunge il regista “significa parlare dell’insensatezza della condizione umana, della insondabilità dell’universo, del tentativo di esprimere l’inrsprimibile”.
Scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, musiche di Giacomo Vezzani.

Martedì 10 ottobre alle ore 18, prima della replica serale, Glauco Mauri e Giuseppe Di Giacomo, titolare della cattedra di estetica alla facoltà di filosofia della Sapienza, incontreranno il pubblico sul tema “Introduzione a Beckett”. Ingresso gratuito.

Per il cartellone dell’Eliseo, clicca qui a finco su Stagione Romana 2017-2018

Teatro Eliseo – Tel. 06/ 83510216 – Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 2 – mercoledi e domenica ore 17 – Prezzi: da 20 a 40 euro.