Sala Umberto – Un cartellone di 24 titoli che corre su due strade parallele

La stagione 2017-2018 della Sala Umberto corre, diciamo così, su due strade parallele: una, che comincia il 3 ottobre e che si conclude il 27 maggio, con rappresentazioni il martedi, il giovedi e il venerdi alle ore 21, il mercoledi e la domenica alle 17, il sabato alle 17 e alle 21 – e l’altra, che si intitola “Incursioni”, con rappresentazioni – spesso in unica data – sempre alle ore 21.

Il primo cartellone prevede 13 spettacoli:
dal 3 al 15 ottobre “Odio Amleto” di Paul Rudnick, con Gabriel Garko e Ugo Pagliai e con la partecipazione di Paola Gassman, regìa di Alessandro Benvenuti / E’ la storia di una star del piccolo schermo che, per rifarsi un look da attore impegnato, accetta di interpretare il ruolo di Amleto sul palcoscenico, ma gli appare il fantasma del leggendario John Barrymore, pronto a dargli consigli sull’interpretazione. Quando il protagonista riceverà la proposta di un nuovo ruolo importante in tv, con compenso stellare, si troverà a dover scegliere tra il nobile Shakespeare e la popolarità della televisione…
Dal 19 al 29 ottobre “Il borghese gentiluomo” di Molière (traduzione di Cesare Garboli), protagonista Filippo Dini che firma anche la regia. Spettacolo presentato a Fondazione Teatro Due e Stabile di Genova.

Dal 9 al 19 novembre, “Il piacere…è tutto mio – 3.0” di e con Barbara Foria, portatrice di una teoria fatta di acute osservazioni sul nostro vivere quotidiano, sulle nostre manie e i nostri desideri più inconfessabili. Una disamina ironica e disincantata sul concetto di piacere a 360 gradi (passando naturalmente per i novanta). Uno spettacolo organizzato come una seduta di laurea, in cui il pubblico non solo partecipa, ma addirittura giudica!
Dal 30 novembre al 17 dicembre, “Un’ora di tranquillità” di Florian Zeller, con Massimo Ghini, che firma anche la regia, Claudio Bigagli, Massimo Ciavarro, Alessandro Giuggioli, Galatea Ranzi, Luca Scapparone, Marta Zoffoli / Una commedia che gioca u battute esilaranti grazie al meccanismo del vaudeville. Un uomo cerca disperatamente un momento di solitudine e serenità per ascoltare un vecchio disco in vinile che è riuscito a rintracciare e acquistare. Ma una serie di eventi e personaggi (la moglie, il vicino di casa, i figli, amici, amanti) lo interrompono rendendo impossibile al povero protagonista di godersi solo un’ora di tranquillità. Vengono alla luce vecchi amori, tradimenti, bugie, fino al momento in cui tutto si ferma e il disco finalmente sta per essere ascoltato…
Dal 19 dicembre al 14 gennaio, dopo il successo de “I suoceri albanesi” con una tournée di 200 repliche in tutta Italia, Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, diretti da Claudio Boccaccini tornano a raccontarsi in “Bukurosh, mio nipote”. Lucio, consigliere comunale progressista; Ginevra, chef in carriera di cucina molecolare e la loro figlia 17enne Camilla; Corrado, Colonnello gay in pensione; Benedetta, titolare dell’erboristeria sotto casa; Igli, albanese, titolare di una piccola Ditta edile e Lushan, il suo giovane fratello, sono nuovamente gli “eroi” della nuova commedia di Gianni Clementi, autonoma, ma anche sequel ideale. una divertita riflessione sulla nostra società, sui nostri pregiudizi, i nostri timori, le nostre contraddizioni, debolezze e piccolezze.
Dal 16 gennaio al 14 febbraio, Carlo Buccirosso, con Maria Nazionale, e la partecipazione di Gino Monteleone, è l’autore, il regista e il protagonista di “Il pomo della discordia” / Una divertente commedia che giocando con il mito della mela lanciata dalla dea Eris, tratta con garbo e ironia il tema dell’omofobia, portando il pubblico ad un momento di riflessione.
Dall’8 al 18 febbraio, Lina Sastri è la protagonista di “Appunti di viaggio” – Biografia in musica da lei scritto e diretto – Un racconto libero e inedito della sua vita artistica. Sulla scena proiezioni e immagini della lunga carriera dell’artista si alternano a brani musicali e teatrali eseguiti dal vivo dai suoi valentissimi musicisti. Un viaggio, sempre nuovo, nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta, gli incontri indimenticabili con le grandi personalità artistiche del nostro Paese, con i poeti e i drammaturghi, gli autori e i registi, ma anche nei ricordi antichi di infanzia. Uno spettacolo mai uguale a se stesso che riserva ogni sera piccole sorprese, sull’onda dell’emozione, delle parole e della musica, in un dialogo sincero e appassionato con il pubblico.
Dal 22 febbraio all’11 marzo, Marina Massironi e Alessandra Faiella in “Rosalyn” di Edoardo Erba, regia di Serena Sinigaglia / Esther O’Sullivan, scrittrice americana di successo, viene accusata dalla polizia di un omicidio avvenuto anni prima. Per discolparsi rievoca la storia del suo incontro con Rosalyn, una donna delle pulizie goffa e sprovveduta, conosciuta il giorno della presentazione di un suo libro, che le aveva confidato la sua relazione clandestina con un uomo bugiardo e perverso che la sottoponeva continuamente a violenze fisiche e psicologiche. Esther aveva invitato Rosalyn a reagire. Cosa era successo dopo?…
Dal 15 al 25 marzo, presentato da Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi, “La bastarda di Istanbul”, dall’omonimo romanzo di Elif Shafak, indiscussa protagonista della letteratura turca, protagonista Serra Yilmaz, attrice e fascinosa affabulatrice. Riduzione e regia di Angelo Savelli / / , in un viaggio teatrale nella coscienza di una famiglia e di un popolo. Riduzione e regia di Angelo Savelli / Un’affascinante saga familiare multietnica, popolata da meravigliosi personaggi femminili, da storie brucianti e da segreti indicibili che legano Istanbul all’America e la Turchia all’Armenia. Un viaggio teatrale nella coscienza di una famiglia e di un popolo.
Dal 29 marzo al 15 aprile, “La partitella” di Giuseppe Manfridi, regia di Francesco Bellomo. Protagonista Carmine Buschini, il personaggio principale della serie televisiva “Braccialetti Rossi” diretto insieme a Claudia Tosoni e ad altri 20 giovani da Francesco Bellomo /
Uno sterrato ai piedi di una scarpata su cui passa un cavalcavia. Due linee di gesso bianche. Un campetto di calcio presso cui, sin dalle prime ore dell’alba, affluiscono ragazzi e ragazze che, disertando la scuola, si sono dati appuntamento lì per una partitella di cui gli uni saranno protagonisti e le altre spettatrici. Un intreccio di racconti: piccoli grandi amori… ansie di crescita… sogni di trionfi futuri… progetti matrimoniali… L’età delle prime ‘chances’, delle grandi attese, del futuro che incombe.
Dal 17 al 29 aprile, “The Effect” di Lucy Prebble, traduzione di Andrea Peghinelli, regia di Silvio Peroni / In una clinica dove si sperimenta un nuovo antidepressivo su volontari a pagamento, Connie e Tristan sono due cavie sotto la supervisione della dottoressa James la quale non crede che la depressione sia uno squilibrio chimico del cervello e che possa essere curata con i farmaci. Le due cavie umane assumono dosaggi farmaceutici sempre più elevati, ma sfuggendo al controllo dei medici si innamorano. Quello di cui non sono certi, però, è se questa loro passione sia frutto dell’istinto o sia invece frutto degli effetti della dopamina. Uno spettacolo che parla di amore, di depressione e dei limiti della neuroscienza, un testo impegnativo, divertente e straziante, che si occupa di oggettività scientifica, di senso di colpa, dei misteri del cuore e del cervello umano e di “ciò che ci rende quello che siamo”.
Dal 1° al 13 maggio, Gabriele Cirilli è il protagonista di “#Taleequaleame… Again” da lui anche scritto, altri interpreti Maria De Luca e Carlo Negri, regia di Gabriele Guidi / Partendo dalle foto della propria vita, come fosse la bacheca di facebook, Cirilli apre il suo «#» al pubblico proprio sul palcoscenico, l’unico luogo dove l’attore riesce a essere tale e quale a se stesso; raccontando le varie situazioni che compongono la quotidianità umana: i rapporti con la famiglia, con i parenti, con i luoghi della giovinezza, con la grande città, con le tradizioni. Tutto trattato con spirito dissacrante ma al tempo stesso poetico e attuale. Un racconto fatto di monologhi e canzoni, di vita vissuta e imitazioni.
Dal 15 al 27 maggio, Viola Produzioni presenta “Le bal”, una creazione del Théâtre du Campagnol da un’idea e con la regia di Jean-Claude Penchenat, coreografie di Ilaria Amaldi / Dopo il successo di pubblico e critica torna “Le bal”, il fortunato format francese di Penchenat con cui si racconta la storia del nostro Paese dall’inizio della seconda guerra mondiale al crollo delle Torri Gemelle, due momenti drammatici che segnano l’inizio e la fine di un lungo periodo, narrato attraverso le più belle canzoni italiane che hanno caratterizzato la vita e il costume della società.Un caleidoscopio di accadimenti e curiosità che viviamo attraverso sedici attori diretti da Giancarlo Fares, un viaggio nel tempo scandito dalla musica che si fa drammaturgia. Un racconto senza parole, affidato alla musica e agli attori, alla forza comunicativa delle azioni, dei gesti e dei suoni.

Ed ecco il calendario delle “Incursioni” – con altri 11 spettacoli:
sabato 23 settembre,
“La foto del carabiniere” , collaudato successo scritto, diretto e interpretato da Claudio Boccaccini, musiche originali di Maurizio Coccarelli / Il 23 settembre del 1943, davanti al mare di Palidoro, a pochi chilometri da Roma, a un bivio della via Aurelia, il carabiniere Salvo D’Acquisto fu ucciso dalle SS. Il giorno prima, Il giorno prima durante un’ispezione era esplosa fortuitamente una cassa di munizioni, uccidendo due soldati tedeschi. Per i tedeschi – truppe d’occupazione dopo l’8 settembre – quell’episodio era da vendicare con una rappresaglia: vennero rastrellati ventidue uomini innocenti per essere fucilati, ma l’intervento di Salvo D’Acquisto – che si autoaccusò del fatto – salvò loro la vita. Lo spettacolo racconta questa vicenda attraverso i ricordi circostanziati di chi ne fu protagonista, il padre dell’autore e interprete: Tarquinio Boccaccini, che quella mattina del ‘43 era tra i ventidue uomini salvati dal sacrificio dell’eroico carabiniere.
Sabato 30 settembre , “Un bastardo venuto dal Sud” – Franco Califano, scritto e diretto da Pietro Genuardi / Una storia che in parole e musica ripercorre la vita avventurosa di uno degli autori più amati e controversi della musica italiana: Franco Califano. Un poeta di strada, un vero pensatore di vita che è stato capace di salire fino alle stelle per poi cadere nel buio e nel silenzio di quattro mura.
Lunedi 16 ottobre, “Talkin’ Guccini di amore, di morte e altre sciocchezze”, drammaturgia e regia di Emilio Russo, con Lucia Vasini, Andrea Mirò, Fabio Zulli, Enrico Ballardini, alle chitarre Juan Carlos “Flaco” Biondini, pianoforte e direzione musicale Alessandro Nidi /
Musica e parole per un teatro della vita che si racconta come un “talking” blues, un blues parlato, un viaggio all’interno e ai bordi del pianeta dello straordinario cantore e scrittore di storie Francesco Guccini, che, in oltre cinquant’anni di carriera, ha attraversato tre generazioni tra canzoni, racconti, personaggi e le cose irrimediabilmente perdute di una storia personale e collettiva.
Lunedi 30 ottobre e mercoledi 1° novembre, “Caveman” di Rob Becker, con Maurizio Colombi che firma anche la regia / Il monologo, nato Oltreoceano negli States, esportato in 30 paesi nel mondo, è già stato visto da oltre 10 milioni di spettatori. La versione italiana, considerata nel 2013 la migliore al mondo, è interpretata da Maurizio Colombi, che si esibisce rivelandosi un attore comico irresistibile raccontando l’eterno incontro/scontro tra uomo e donna, le manie, i difetti, i differenti modi di pensare e agire.
Dal 3 al 5 novembre, “Degni di nota” – Tra Gaber e Brassens, scritto da Alberto e Antonio Voceri, regia di Emilio Russo, con Alberto Patrucco e Andrea Mirò, pianoforte e tastiera Daniele Caldarini, contrabasso e basso elettrico Francesco Gaffuri, batteria e percussioni Beppe Gagliardi in musiche di Georges Brassens e Giorgio Gaber, arrangiamenti e direzione musicale di Daniele Caldarini e Andrea Mirò / Giorgio Gaber e Georges Brassens, due artisti unici, in antitesi, ma allo stesso tempo con sinergie in comune. Un recital coinvolgente e graffiante, in cui ironia, musica e riflessione, per una volta, sono padrone di casa insieme alle parole e alle melodie di due artisti senza eguali dotati di rara genialità. Un incontro tra canzone d’autore e comicità, sul filo di emozioni da anni dimenticate, che si colorisce qua e là di suoni e poesia. Uno spettacolo dolce-amaro che lascia spazio a riflessioni profonde sul senso della vita.
Martedi 7 novembre, “Due donne ai raggi X” – Marie Curie e Hedy Lamarr, ve le racconto io” di Gabriella Greison, anche interprete, e Giampiero Cicciò, che firma anche la regia / Lo spettacolo, che va in scena il giorno in cui si festeggiano i 150 anni dalla nascita della grande scienziata due volte <premio Nobel, celebra l'esaltante vita di Marie Curie intrecciandola con la sontuosa vita di Hedy Lamarr, scienziata e inventrice del Wi-Fi moderno, e allo stesso tempo star di Hollywood. Le due donne, nel racconto della protagonista del monologo sono la raffigurazione degli opposti. E gli opposti, come nella vita di tutti i giorni, si diluiranno l'uno nell'altro così da apparire senza più confini.
Mercoledi 15 novembre, “Le dive dello swing” con Teresa Federico, Valentina Ruggeri e Francesca Nerozzi, direzione artistica di Lillo Petrolo, direzione musicale di Roberto Gori, regia di Massimo Vado / Tutto inizia in un freddo appartamento della Torino di metà anni’ 30. Tre giovani sorelle sono impegnate ad imparare il napoletano per entrare nelle grazie della musica melodica italiana e raggiungere finalmente la celebrità. Cosa bisogna fare per diventare il trio più famoso d’Italia? Le tre ragazze si troveranno ad affrontare incontri difficili e situazioni surreali. In un’atmosfera a tratti esaltante e a tratti malinconica lo spettacolo attraverserà continui colpi di scena fino a scardinare completamente tutti i presupposti iniziali, passando dalla drammaticità, all’ironia, alla comicità.
Martedi 28 e mercoledi 29 novembre, “Mimì” – Quando ancora Modugno non era Mister Volare, uno spettacolo di Mario Incudine, testi di Sabrina Petix, regia di Moni Ovadia, con Antonio Vasta (pianoforte, fisarmonia e organetto), Antonio Putzu (fiati), Manfredi Tumminello (chitarre e bouzouki), Pino Ricosta (contrabbasso) / Uno spettacolo sul repertorio sommerso, quasi inedito, poco esplorato della canzone d’autore in dialetto che ha segnato l’inizio della carriera di Domenico Modugno in un’originale rilettura con particolari arrangiamenti che restituiscono tutto l’incanto di un mondo che è resistito grazie alla voce di quello che sarebbe poi passato alla storia come “Mister Volare”. Un progetto che racconta un pezzo importante della storia del nostro paese. Un’occasione per conoscere il Sud da un’altra angolazione, per guardarlo con gli occhi di chi, da lontano, fingendosi siciliano, è riuscito forse a disegnare l’immagine più autentica e poetica di una terra agrodolce.
Lunedi 4 dicembre e il 20 febbraio, “Eroi” – Storie emblematiche di sport, con Andrea Scanzi, regia di Angelo Generali / Il monologo racconta una carrellata di campioni ognuno a suo modo eccezionale. La bellezza di Marco Van Basten e il talento di Alberto Tomba, l’agonia del Pirata Pantani e l’ostinazione di Yuri Chechi, la rivoluzione di Nadia Comaneci e il sogno di Gilles Villeneuve, costi quel che costi. Lo scatto proletario di Pietro Mennea e la grandezza di Muhammad Ali. Storie di redenzioni, ma pure di dissipazioni, come quella di George Best. Storie di eroi, a volte loro malgrado. Ora per sempre e ora anche solo per un giorno.
Il 19 febbraio, “Momenti di trascurabile (in)felicità” di Francesco Piccolo, anche interprete, che racconta momenti felici e infelici dell’esistenza quotidiana che ci accomunano tutti in un sorriso (a volte amaro), che sul palco vengono trasformati in un’ora divertente e a volte esilarante.
Le “Incursioni” si concludono il 28 marzo con – in prima nazionale – “Il discorso del capitano” (Roma-Genoa 3-2) di di e con Giuseppe Manfridi , regia di Claudio Boccaccini /Lo spettacolo appartiene alla serie Diecipartite, un progetto che nasce da un’idea di Daniele Lo Monaco e che Manfridi ha iniziato a scrivere e a portare in scena nel 2009, e che ora giunge al suo settimo capitolo. Questa volta, protagonista assoluto della narrazione è Francesco Totti, raccontato attraverso le pieghe delle vicende che hanno accompagnato squadra e tifoseria al confronto cruciale col Genoa, atto conclusivo del campionato 2016/17. In tantissimi si sono riconosciuti nel discorso di Totti, romanisti e non. In Italia e altrove. In tantissimi vi hanno riconosciuto quella sofferenza del mutamento che riguarda ciascuno di noi, e che fa del racconto di questo Roma-Genoa una storia che va al di là dei limiti di una vicenda calcistica e basta.

Teatro Sala Umberto – Via della Mercede 50 – Tel. 06/ 6794753.