Le nuove sfide della coreografa Sasha Waltz aprono il Romaeuropa Festival

Con la prima italiana di “Kreatur” della coreografa tedesca Sasha Waltz, dal 20 al 23 settembre al Teatro Argentina, si apre il 32esimo RomaEuropa Festival, di cui è direttore generale e artistico Fabrizio Grifasi. Lo spettacolo è presentato in collaborazione con il Teatro di Roma. L’ultimo spettacolo creato a Berlino nel giugno di quest’anno da Sasha Waltz – come anticipa una nota di presentazione – racchiude alcuni dei temi che saranno attraversati da questa edizione del Festival e quindi è “il punto di partenza ideale per costruire un racconto sulle complessità del presente con tutte le sue difficoltà e con tutta la sua bellezza”».
In occasione del 25esimo anniversario dalla fondazione della sua compagnia Sasha Waltz & Guests (nel 2013 la Sasha Waltz & Guests è stata riconosciuta dall’Unione Europea quale Ambasciatrice Culturale in Europa), la celebre coreografa tedesca, tra i nomi che maggiormente incarnano la storia della danza contemporanea, continua a stupire il pubblico affrontando nuove sfide e sperimentando percorsi inediti, affidati in questo caso a quattordici danzatori in scena. Con “Kreatur”, infatti, Sasha Waltz sembra lasciarsi alle spalle il sapore geometrico e architettonico delle sue più recenti collaborazioni “per trovare una nuova carnalità e umanità”. Fondamentale in questo senso è la collaborazione con artisti d’eccezione con i quali la coreografa ha costruito un vero e proprio ensemble artistico dal cui scambio è nato un nuovo linguaggio unico e condiviso.

A creare gli abiti scultorei e fantascientifici indossati dai danzatori e ispirati al mondo primitivo e alla tecnologia più avveniristica, è la visionaria fashion designer olandese Iris Van Herpen le cui creazioni sono state indossate da star come Björk, Tilda Swinton, Scarlett Johannson, Beyoncé e Lady Gaga. Il contrasto tra oscurità e luce in forme rigorose e taglienti («Inizialmente – rivela Sasha Waltz – avrei voluto chiamare lo spettacolo “Darkness”) è il frutto del lavoro di Urs Schönebaum, vero e proprio prestigiatore della luce che ha collaborato, tra gli altri, con Marina Abramovic, Robert Wilson, William Kentridge, Michael Haneke, prendendo parte a più di 130 produzioni allestite nei più importanti luoghi di spettacolo.
Al trio Soundwalk Collective, impostosi nella scena musicale anche attraverso recenti collaborazioni con Patti Smith, il compito di creare un vero e proprio “ambiente sonoro” attraverso le proprie competenze antropologiche, etnografiche e naturalistiche per permettere ai 14 danzatori in scena di tuffarsi in un universo di suoni naturali e sintetici, sequenze minimali e percussive.
In equilibrio tra vulnerabilità e violenza, tra potere e fragilità, tra rigore e indisciplina, tra solitudine e folla, tra caos e armonia, la grande coreografa tedesca arricchisce le certezze geometriche della sua poetica precedente, affondando l’ispirazione nell’articolazione mutevole di nudità corporea e fashion futuribile, intensità avvolgente e contaminazione magmatica. Con la sua fusione di artigianalità e tecniche innovative, di habitat sonori per nuove visioni e fragili e spinosi involucri per corpi inermi, “Kreatur” si inabissa nei fenomeni dell’esistenza, esaminando il background di una società deteriorata: il potere e la sua assenza, il dominio e la debolezza, la libertà e il controllo, la collaborazione e l’isolamento.
Un racconto che continua nel primo mese del Festival – tra teatro, danza e musica – con lo spettacolo immersivo e senza attori “Nachlass” della compagnia Rimini Protokoll (dal 21 al 23 settembre al Teatro India in un passaggio di testimone con Short Theatre), “Fractus V “ di Sidi Larbi Cherkaoui (il 26 e il 27 settembre all’Auditorium della Conciliazione), “Giselle” della coreografa sudafricana Dada Masilo (dal 28 settembre al 1° ottobre al Teatro Olimpico), il “Libro Ottavo – Canti Guerrieri” di Monteverdi messo in scena da Muta Imago (il 29 settembre e l’1 ottobre a La Pelanda) e un doppio appuntamento con Jan Fabre, presente con la sua nuova creazione “Belgian Rules / Belgium Rules” (dal 30 settembre all’1 ottobre al Teatro Argentina) e protagonista del film “ Surrender” diretto da Phil Griffin e incentrato sul racconto del mastodontico “Mount Olympus” (proiezione gratuita fino ad esaurimento posti il 27 settembre sempre al Teatro Argentina), per finire con il Live Set di Jeff Mills e Tony Allen (previsto per l’1 ottobre nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica).
Comunque, tutto il programma del Festival è online sul sito romaeuropa.net –
Informazioni e biglietteria: tel. 06/45553050-51.