Una “Medea” contemporanea. Forse una migrante, in carcere

Per la rassegna Teatri di Pietra – Lazio, all’Arco di Malborghetto, la sera del 6 luglio, è in scena “Medea” di Antonio Tarantino, regia di Manuel Giliberti, con Cristina Borgogni e Annalisa Insardà.
“Ristretta in uno spazio claustrofobico che divide con una vigilatrice – ristretta anch’essa. Una donna, straniera. Disperata. Imbarbarita. Forse un carcere. La cattività induce alla parola. Il mito greco è solo un ricordo, tutto è già avvenuto. O forse non è avvenuto niente.” Sono parole dell’autore.
Antonio Tarantino usa, manipola e rilegge il mito della Maga euripidea attraverso una sarcastica chiave linguistica e narrativa. L’autore, con la sua “Medea”, è anticipatore e profeta dello scontro che il nostro Paese vive oggi rispetto ai fenomeni migratori in corso. La prospettiva dichiarata è quella della contemporaneità. La protagonista è, forse, una migrante, che, forse, ha ucciso i propri figli. Nella “Medea” di Tarantino, l’inumanità della galera diventa, dunque, il racconto della condizione odierna della donna.
La rappresentazione è quasi una lunga confessione. Il testo è scritto in versi liberi, in una costante contrapposizione di monologhi tra la prigioniera (Medea) e la sua carceriera (la Vigilatrice). Le due donne si nutrono l’una della presenza dell’altra, pur non comunicando tra loro. Solo alla fine, forse, si riconoscono nella loro natura di vittime dannate. Ma è un attimo, una luce che si spegne nel momento in cui appare.

Area Archeologica, Arco di Malborghetto – Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, all’altezza della stazione RomaNord/Sacrofano – Ingresso 12 euro (ridotto 8 euro – Informazioni e prenotazioni: teatridipietra@gmail.com / whatsapp 333 709 7449 –